Al G-8 agricolo prima intesa sulle scorte alimentari

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Intesa al G-8 agricolo che si è chiuso lunedì a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, sul documento proposto dall’Italia.

Aumento della produzione agricola contro la fame nel mondo, gestione coordinata delle scorte cerealicole mondiali, incremento delle agroenergie e monitoraggio dei mercati contro la speculazione. Questi i principali contenuti della dichiarazione finale, che non è stata sottoscritta dai Paesi del G-5 (Brasile, India, Cina, Messico e Sud Africa) e del G-3 (Argentina, Australia ed Egitto) ai quali l’incontro era stato allargato.

Anche l’intesa tra i Paesi del G-8 (Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia, Russia e Giappone) ha richiesto inevitabili compromessi. Soprattutto sui temi chiave della gestione delle scorte cerealicole per prevenire le crisi alimentari, dove si prevede un generico impegno a valutare la fattibilità del sistema (che avrebbe comunque dei costi molto elevati) e della lotta alla speculazione sulle commodity agricole, con la previsione di un monitoraggio dei mercati contro la volatilità dei prezzi.

Soddisfatto il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, presidente del vertice, secondo cui “tutte le istanze dell’Italia sono state accolte nel documento finale, che apre un nuovo corso riportando l’agricoltura al centro dell’agenda politica internazionale”. Ma sulla fame nel mondo il documento riconosce che “il mondo è molto lontano dal raggiungimento dell’obiettivo di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che soffrono la fame”.


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