Aflatossine nel latte

FRIULI
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Hanno messo in commercio latte con valori di aflatossine superiori ai limiti di legge. Ruota intorno a questa ipotesi l’operazione dei Carabinieri del Nas di Udine, che ha portato a un arresto e 14 indagati per adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari. Il blitz dei Nas, che hanno indagato con i comandi provinciali di Udine, Trieste e Treviso, è scattato al consorzio Latterie friulane di Campoformido. I militari hanno posto sotto sequestro oltre 19 mila litri di latte, di cui 7 mila e 400 destinati all’alta qualità, con valori fuori soglia pronti per essere lavorati e commercializzati. Ai domiciliari è finito Rino Della Bianca, 60 anni di Tricesimo, responsabile dell’approvvigionamento del latte per il consorzio. Tra gli indagati i vertici di Latterie friulane, un tecnico del laboratorio di analisi, un autista e alcuni allevatori. Le indagini sono partite a dicembre quando una grossa partita di latte, già imbottigliata con l’etichetta di una latteria veneta, era stato rispedito al mittente perché “non conforme”. Secondo le indagini il latte avrebbe sforato di cinque volte il limite massimo di aflatossine. Le micotossine sono altamente tossiche: se assunte con continuità, rischiano di essere potenzialmente cancerogene e dannose soprattutto per i bambini. Fino a maggio i Nas hanno posto sotto sequestro amministrativo e hanno disposto la distruzione di 60 q di latte e la sospensione del conferimento del latte di tre aziende, con la contestazione di sanzioni amministrative per oltre 20 mila . Dall’inchiesta è emerso anche che quando le partite di latte fornito dagli allevatori superavano i valori soglia di aflatossine non sarebbero state distrutte con contestuale avviso all’azienda sanitaria, bensì mescolate con latte buono, nella speranza di abbassare i valori soglia.

Le indagini si allargheranno ora anche ai mangimifici. In Friuli un caso simile era scoppiato già un anno fa, con un’inchiesta che travolse gli allevatori del consorzio Cospalat. 


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