Ceradini presenta la nuova Fragolà

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Si è lanciato con successo in una nuova avventura il gruppo Ceradini di Verona, ben noto nel settore del kiwi: il gruppo è oggi una realtà anche nella coltivazione delle fragole. Fin dagli anni ’80 Ceradini era attivo nel coltivare fragole in pianura, ma il progetto che ha preso avvio in tempi recenti è molto più ambizioso: è incentrato sulla coltivazione delle fragole di montagna fuori suolo. Così, in aggiunta ai già ben noti marchi Kingkiwi, Kingfruit, Sweetkiwi, Goldkiwi, Ceradini B. & C., ora l’azienda può vantare anche il marchio Fragolà.
La decisione di intraprendere questa nuova strada di successo è stata presa nell’estate 2011; dopo aver ricercato la migliore ubicazione per vocazione alla coltura, Ceradini ha iniziato la realizzazione del proprio primo impianto nel dicembre scorso. Dopo soli sei mesi l’impianto, avviato a tempi di record anche lavorando a temperature di –20 °C e in mezzo alla neve, è finalmente pronto. Nel giugno scorso Ceradini Group l’ha inaugurato con una festa alla quale hanno partecipato oltre 350 visitatori.
Questi i dati tecnici: l’impianto è ubicato nel Comune di Velo Veronese (Vr), in alta Lessinia, a 1150 m slm e consiste in una superficie investita pari a 2 ettari, per la messa a dimora di ben 150mila piantine di fragola. Le varietà coltivate sono per la maggior parte della superficie Irma e, secondariamente, Portola e Sant’Andrea: sono tutte varietà prescelte per le loro eccellenti caratteristiche di bontà del frutto. La produzione è stimata da fine giugno a tutto settembre.
È stata realizzata anche una grande serra dedicata al r&d (research & development) per testare le caratteristiche di nuove varietà per un eventuale ulteriore impianto. È stato messo in opera un impianto antibrina che conferisce la possibilità di allungare la stagione produttiva e permette di mantenere un microclima sufficientemente umido all’interno delle serre. E non è stata tralasciata nemmeno l’ecosostenibilità della coltura, grazie agli impianti di recupero delle acque piovane e del percolato.
La favorevole ubicazione geografica, unita alla difesa mediante insetti utili e ai sistemi di prevenzione naturali adottati, permette inoltre di evitare quei trattamenti chimici che vengono normalmente utilizzati nella coltivazione della fragola. È stata approntata una gestione degli apparati di nutrizione e monitoraggio studiata ad hoc, dotandoli delle tecnologie più all’avanguardia presenti sul mercato.
Non è stato tralasciato il benché minimo dettaglio nella realizzazione del progetto, a partire dalla costruzione dell’impianto per arrivare fino al marketing di supporto per il distributore del marchio. Il prodotto sarà confezionato con un packaging innovativo caratterizzato da una grafica di qualità fotografica. Ogni fornitura sarà caratterizzata da tre tipi differenti di fondo scatola in modo da poter essere usati come immagini promozionali. Il mercato di riferimento sarà principalmente quello italiano.
Con il marchio Fragolà Ceradini intende immettere sul mercato frutti con le caratteristiche "delle fragole di una volta", ovvero con quel profumo e quella fragranza che oggi difficilmente si riesce a trovare in commercio e che però il consumatore ancora rimpiange. L’obiettivo è quello di fare in modo che il consumatore, dopo aver assaggiato Fragolà, l’apprezzi al punto da ricordarne il sapore e tornare a richiederla al punto vendita.
Il feedback ricevuto finora dai clienti storici (che conoscono la filosofia aziendale Ceradini) è talmente positivo che il gruppo sta già pensando all’ampliamento della superficie coltivata per la prossima stagione.
 

Per informazioni: www.ceradinigroup.com

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Il packaging fortemente evocativo studiato per Fragolà
 

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L’inaugurazione dell’impianto è stata effettuata nel giugno scorso
 

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La realizzazione dell’impianto è stata effettuata nel giugno scorso

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L’impianto finito


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