Macchine agricole, l’Europa continua a vedere positivo

Tra i motivi il buon livello di reddito degli agricoltori e le forti richieste dai Paesi emergenti
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Il report economico della Vdma (associazione tedesca dei costruttori di macchine agricole) dello scorso anno (vedi Terra e Vita 42/2011) era decisamente all’insegna dell’ottimismo e non si può dire che le sue previsioni non si siano avverate. Il 2011, infatti, si è chiuso in modo positivo per l’Europa delle macchine agricole, fatta eccezione per qualche paese del Sud Europa.

Nel report 2012 in apertura viene sottolineata quella che la Vdma considera ancora una volta la base per l’attuale buona situazione economica dell’industria delle macchine agricole: l’incremento del reddito agricolo nella Ue. Citando la fonte Eurostat, si evidenzia come nel 2011 l’indice per i lavoratori agricoli della Ue sia stato del 9% più alto rispetto alla media dei 5 anni precedenti (+7% sul 2010). Solo in pochi paesi della Ue – i più piccoli, peraltro, come Grecia e Portogallo – i guadagni sono diminuiti. Al contrario, nei nuovi paesi Ue le entrate nel corso degli ultimi anni sono aumentate con regolarità, grazie alla inclusione nella Pac e al cambiamento strutturale intrapreso. Tra i motivi di questa crescita l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli.

E per il 2012? I mesi iniziali hanno mostrato un trend in leggero calo per gli allevatori, a causa dei prezzi più bassi e dei costi ancora elevati. Insomma, per l’Europa in generale nel 2012 ci si attende un leggero calo nel reddito che, comunque, continuerà a essere superiore alla media degli ultimi anni.

 

UN 2011 DA INCORNICIARE

Fatte queste premesse, vediamo più da vicino la situazione della meccanizzazione agricola a livello europeo. Secondo le stime della Vdma, il fatturato generato nel 2011 ha raggiunto quota 80 miliardi di euro, in aumento del 18% sul 2010. L’Ue occupa ancora il primo posto al mondo in termini di fatturato, tuttavia la sua quota è calata negli ultimi 5 anni e attualmente è al 33% circa. E questo in particolare a seguito della crescita della produzione cinese (oggi al 15-20% del volume mondiale).

Per la maggior parte dei costruttori europei il 2012 si chiuderà con aumenti di fatturato. Il mercato, infatti, rimane favorevole, supportato da opportunità di reddito per gli agricoltori e dalla forte domanda di macchine agricole nei paesi emergenti. La Vdma stima una produzione mondiale in crescita del 7% a quota 86 miliardi, che rappresenterebbe un nuovo livello record.

Per quanto riguarda i volumi di scambio, secondo la Vdma a livello mondiale sono cresciuti del 20%, raggiungendo quota 40 miliardi di euro nel 2011: la Germania si è confermata il più grande paese esportatore (19% di quota), seguita da Usa (16%) e Italia (9%). In termini di fatturato, i volumi produttivi dell’Ue delle macchine agricole hanno superato nel 2011 i 26 miliardi di euro, più o meno un terzo della produzione mondiale. La Germania ha aumentato ancora di più il suo peso, salendo al 27% di quota sulla produzione totale europea, seguita da Italia (18%) e Francia (14%). In particolare si evidenzia come il fatturato in Germania sia aumentato del 27% nel 2011, raggiungendo quota 6,98 miliardi di euro, con falciatrici, mietitrebbie e trince semoventi sugli scudi. Le previsioni per il 2012 sono all’insegna di un’ulteriore crescita per la Germania, stimata in un +5% (nei primi tre mesi ha già raggiunto 2,23 miliardi, valore record).

 

TRATTORI

Passiamo ai singoli segmenti della meccanizzazione agricola, dove ovviamente la parte del leone la fa il trattore, con quasi un terzo dei volumi di vendita. Dopo due anni deboli, il 2011 è stato un anno di recupero per il mercato dell’Europa Occidentale. Quello che è ormai chiaro è che i due mercati più importanti, Francia e Germania, hanno influenzato fortemente lo sviluppo complessivo del mercato. Delle 159mila nuove immatricolazioni in Europa Occidentale, infatti, il 45% è stato registrato in questi due mercati (contro il 41% del 2010). Sicuramente ha giocato un ruolo importante l’entrata in vigore di nuovi livelli di emissioni per i motori. Ed è chiaro il trend degli ultimi due anni: la crescita si sta verificando per lo più nelle classi di potenza più alte. Ma qual è il trend previsto per i trattori in Europa Occidentale? Nei primi tre mesi le immatricolazioni hanno raggiunto i livelli complessivi del pari data 2011, ma si è osservato un chiaro calo nei mercati scandinavi e del Sud Europa. Inoltre, si prevede un calo nella domanda di trattori compatti. In Germania, i costruttori dovranno affrontare un mercato in leggero calo dopo il valore record registrato nel 2011, mentre in Francia le registrazioni dei primi 4 mesi sono del 15% superiori rispetto al pari data 2011.

 

MIETITREBBIE E TRINCE

Dopo la depressione del 2010, il mercato europeo delle mietitrebbie è cresciuto del 20% circa, raggiungendo le 6.900 unità vendute. Questo numero è nella media di lungo periodo e i due mercati principali, di nuovo Germania e Francia, si sono mossi più o meno su questa linea, totalizzando entrambi poco più di 2.000 macchine vendute. Su scala mondiale l’incremento è stato in qualche modo più moderato, anche se i costruttori europei sono riusciti a ottenere uno dei loro migliori risultati di sempre con 38.000 unità vendute. Le grandi aree agricole del mondo hanno continuato a investire pesantemente nelle mietitrebbie: Brasile +17%, Canada +8%, Australia +65% e Russia +39%. Nel complesso i costruttori continuano a vivere una buona stagione, anche se a livello regionale ci sono differenze significative: gli agricoltori del Nord America sono molto cauti, mentre le vendite di mietitrebbie in Brasile sono cresciute del 20% durante il primo quadrimestre. Il mercato dell’Europa Occidentale dovrebbe rimanere stabile e altri mercati (Turchia, Ucraina, Australia) potranno calare.

Passando alle trince foraggere semoventi, il mercato mondiale nel 2011 ha totalizzato circa 2.700 unità, il 25% delle quali nella sola Germania, che ha rafforzato la propria leadership nei confronti degli Stati Uniti con quasi 600 unità vendute. Continua, infatti, il boom del biogas e in Germania siamo praticamente all’ottavo anno consecutivo di crescita per queste macchine.

 

PRESSE E FIENAGIONE

Nel 2011 sono state vendute nel mondo circa 3.200 big baler, in controtendenza rispetto ai numeri bassi del 2010. Il mercato mondiale delle rotopresse, invece, per quanto riguarda i marchi europei ha totalizzato circa 27mila unità, delle quali 10mila vendute in Europa Occidentale. L’aumento della richiesta di presse è dovuto anche al fatto che i prezzi della paglia e del foraggio sono molto alti. Il mercato delle macchine per la fienagione (falciatrici, voltafieno, andanatori), piuttosto stabile sul lungo periodo, riflette l’andamento del prezzo del latte, per cui nella seconda metà del 2010 ha vissuto una fase di recupero e nel 2011/12 i numeri si sono riavvicinati al valore record di quattro anni fa (88mila unità vendute). A fine 2011 gli ordini a livello mondiale erano superiori del 27% rispetto al 2010. Stesso trend più o meno per i carri autocaricanti, usati per lo più in Europa Centro-Occidentale.

 

LAVORAZIONI E DINTORNI

Le vendite di macchine per la lavorazione del terreno sono aumentate di circa un terzo in Europa nel 2011 e molti costruttori hanno registrato nuovi record di vendite. L’aratro continua a essere in pole position in Europa, assieme a un forte trend da parte degli erpici a dischi e dei coltivatori a denti. Per il 2012 ci si aspetta stabilità.

Per seminatrici e spandiconcime il controllo elettronico rappresenta uno degli sviluppi più importanti. In generale, il 2011 è stata una buona annata per gli spandiconcime, con numeri di vendita aumentati del 30% in Europa, ma sicuramente non saranno mantenuti nel 2012. Anche le vendite di seminatrici sono aumentate di circa il 30%, con particolare riferimento a quelle di precisione, a seguito della rinascita della barbabietola in alcuni paesi europei come Germania e Russia. Di pari passo sta aumentando l’importanza del minimum tillage.

Chiudendo con le irroratrici, continua il trend verso larghezze di lavoro più ampie e velocità operative più elevate, assieme alla tecnologia Gps. Il numero di unità vendute è cresciuto decisamente nel 2011, pur rimanendo sotto il record del 2008, con un rafforzamento in particolare dell’area Est Europa (modelli semoventi).

 

MERCATI MOLTO DIVERSI

Il mercato europeo delle macchine agricole nel 2011 ha toccato quota 24,2 miliardi di euro come volumi (vicino al record del 2008) e nel 2012 si prevede una netta spaccatura tra Nord e Sud: i mercati sudeuropei, infatti, hanno perso una considerevole dose di impeto e potenziale, mentre il Nord ha ancora un consistente pacchetto di ordini da evadere dallo scorso anno e che è sufficiente a garantire un’ulteriore crescita modesta.

Germania: il 2011 è stato un anno record sotto molti punti di vista (agricoltori e contoterzisti hanno investito 4,76 miliardi di euro, +23% sul 2010) e il clima che si respira è ancora molto positivo, ma dopo un primo semestre previsto in ulteriore lieve crescita, la seconda metà del 2012 pagherà lo scotto di ordinativi al momento in diminuzione, per cui c’è da attendersi un rallentamento delle vendite nel complesso.

Francia: il mercato transalpino ha registrato un vero e proprio boom nel 2011, toccando quota 4,31 miliardi di euro (+25%) ed eguagliando l’annata record del 2008. Le previsioni per il 2012 sono stabili.

Regno Unito: dopo quasi una decade di profonda recessione, dal 2008 il mercato britannico vive periodi decisamente migliori, tanto da totalizzare 2,26 miliardi di vendite nel 2011 (+14% sul 2010) e da scalzare l’Italia dal terzo posto della classifica europea.

Italia: pur crescendo del 6% a quota 2,11 miliardi di euro, il mercato italiano nel 2011 è dunque sceso al quarto posto nella classifica dei mercati europei di macchine agricole. Già nella seconda parte dell’anno il trend era al ribasso e questo presumibilmente continuerà nel 2012, soprattutto a causa della difficoltà di accesso al credito. Anche in Spagna non si attendono vendite in crescita nel 2012.

Polonia: salita al quinto posto della classifica Ue, l’agricoltura polacca si sta facendo sempre più competitiva dopo l’inclusione nella Pac, ma gli aumenti dei costi di produzione, i ridotti contributi statali e l’andamento climatico avverso fanno pensare a un 2012 in leggero calo .

Turchia: dopo un 2011 da record per i trattori (61.000 unità vendute, 62.750 unità prodotte), a seguito anche di un previsto calo dei contributi governativi e di un accorciamento dei periodi di credito finanziario, il 2012 dovrebbe registrare un calo di vendite.

Russia: il 2011 si è chiuso con un fatturato complessivo di 3 miliardi di euro, vicino ai livelli del 2007, con particolare enfasi su trattori e mietitrebbie. Per il 2012 gli analisti prevedono un ulteriore crescita, soprattutto se continueranno gli incentivi governativi e se verranno ridotti i dazi sull’ import.

Ucraina: la vendita di macchine agricole in Ucraina ha registrato una delle crescite maggiori (+50%), con in particolare raddoppio delle vendite di trattori sopra i 300 HP e di aratri. La previsione 2012 è di relativa stabilità.


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