Eima, record nel mirino

Mentre si fanno gli ultimi preparativi, gli organizzatori puntano a battere i record di presenze del passato. Ancora da chiudere…

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Mentre si fanno gli ultimi preparativi, gli organizzatori puntano a battere i record di presenze del passato. Ancora da chiudere la questione dell’ampliamento

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Mancano poche settimane al taglio del nastro di Eima 2016 e dalle parti del quartiere fieriscono fervono i preparativi per quella che – sostengono gli organizzatori – sarà l’edizione più internazionale di sempre, con 80 delegazioni da 70 paesi e circa 650 delegati ufficiali già selezionati e pronti a salire sull’aereo. E sarà anche – sperano sempre gli organizzatori – l’edizione con più pubblico nella storia di Eima. Speranza corroborata dalle passate esperienze, visto che nelle ultime tre edizioni si sono puntualmente polverizzati i numeri del passato. Fino ad arrivare a quei 236mila visitatori che, nel 2014, hanno permesso di segnare un sonoro +16% sull’edizione del 2012.

 

Fiera internazionale

«I numeri dimostrano che Eima è una fiera sempre più internazionale», dicono dall’organizzazione, e per nel dirlo sottolineano quei 650 delegati ufficiali, che poi altro non sono che i principali operatori di settore dei vari paesi, selezionati dagli uffici Ice sparsi per il mondo e appositamente invitati e accompagnati a Bologna. In altre parole, ospiti d’onore grazie alla loro propensione a fare affari. Costoro non esauriranno, tuttavia, la componente straniera del pubblico, come ovvio: sono invece previsti circa 40mila operatori provenienti da 140 paesi, molti dei quali assai lontani da Bologna e anche dai confini europei, a ben vedere. È chiaro – sostiene l’organizzazione – che se un giapponese o un australiano attraversano mezzo mondo non è per farsi quattro passi in piazza a Bologna, ma perché hanno la concreta speranza di fare buoni affari. «Siamo ormai diventati il posto in cui il costruttore tedesco dà appuntamento al cliente africano e il concessionario filippino viene a siglare un contratto con l’azienda americana», dicono ancora in Unacoma. Ben lontani, insomma, da quella fiera del made in Italy agromeccanico che pure ha una sua assoluta dignità. E pur essendo contenti della presenza nazionale – nutrita come ogni volta – si pone l’accento soprattutto sul fatto che gli espositori provengono da 50 paesi diversi, così da poter sottolineare nuovamente come Eima sia una delle grandi manifestazioni internazionali di settore.

Respiro internazionale avranno anche molti dei convegni previsti nell’ambito della manifestazione, che si aprirà con un meeting internazionale dal titolo “Meccanizzazione agricola: la nuova agenda europea”, organizzato da FederUnacoma in collaborazione con il comitato europeo dei costruttori Cema e con l’associazione mondiale dei costruttori Agrievolution, che si svolgerà nella mattina di mercoledì 9 novembre. Agli scenari economici globali e alla nuova geografia dei mercati verrà inoltre dedicata una conferenza, che si svolgerà nel corso di un evento riservato alle delegazioni estere previsto nella serata dello stesso mercoledì 9.

 

Il nodo della logistica

All’Eima manca ancora, tuttavia, una sede adeguata, tanto che anche quest’anno diverse ditte si sono viste respingere la domanda di partecipazione. La trattativa tra FederUnacoma e Bologna Fiere è a buon punto, ma non ancora chiusa, contrariamente a quanto previsto a inizio estate. Si attende infatti il piano dettagliato dei lavori di ammodernamento e ampliamento del quartiere, con il rifacimento dei padiglioni più vecchi e la realizzazione di nuovi spazi nel Palazzo del Commercio. Una volta stabilita la priorità degli interventi, arriverà la firma sotto un contratto pluriennale, che verosimilmente andrà oltre il 2024, ma forse non arriverà fino al 2032 come auspicato dall’ente fieristico emiliano. Sufficiente, comunque, a farlo rientrare dal cospicuo investimento che si prepara a realizzare.