Consulenti sempre più informatizzati

Il 42,6% dei consulenti usa la rete per migliorare le proprie conoscenze. Quasi il 20% dei consulenti in agricoltura auspica…

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Il 42,6% dei consulenti usa la rete per migliorare le proprie conoscenze. Quasi il 20% dei consulenti in agricoltura auspica un incremento delle applicazioni dedicate al settore

L’articolo Consulenti sempre più informatizzati è un contenuto originale di Agricommercio e Garden Center.

Nomisma ha presentato insieme a Image Line in occasione di Macfrut 2016 la seconda edizione della ricerca su digital, tecnologia e agricoltura e sul nuovo ruolo del consulente tra innovazione e digital. Dopo aver coinvolto l’anno scorso gli agricoltori, l’indagine analizza nell’edizione di quest’anno il punto di vista di tecnici, agronomi, agrotecnici e periti agrari.

Il settore dell’agricoltura non sembra più fare a meno della tecnologia. L’82,3% dei consulenti usa quotidianamente internet per la propria attività, percentuale importante anche rispetto al 61% degli agricoltori che hanno accesso alla rete. Se il 95,6% di questi ultimi utilizza pagine web e banche dati online a supporto della gestione dell’azienda agricola, la percentuale sale al 99,5% per i consulenti. Le principali informazioni ricercate sono aggiornamenti normativi e di settore (21,4%), seguite da informazioni su tecniche e trattamenti per le colture (18,6%) e su bandi e altre opportunità di finanziamento (18,2%).

Il 32,6% del campione dei consulenti, inoltre, usa i social media a supporto dell’attività di consulenza. Un dato particolarmente interessante se pensiamo che la maggior parte dei canali social utilizzati non sono legati al mondo dell’agricoltura ma sono piattaforme generaliste. Infatti il 25,7% dei consulenti usa quotidianamente Facebook e il 16,5% LinkedIn per la loro attività professionale.

Le previsioni meteo, consultate quotidianamente dal 35,2% degli agricoltori e dall’11,9% dei consulenti, sono protagoniste dell’utilizzo di app – su mobile o su web – da parte di entrambi i campioni (82,5% dei consulenti e 80,5% degli agricoltori che usano app e/o web application). Gli altri servizi di cui usufruiscono maggiormente attraverso app i consulenti in agricoltura sono aggiornamenti riguardo a norme o eventi di settore (36,6%), il riconoscimento di avversità (36,3%) e il quaderno di campagna (27,8%).

Resta, questo delle app, uno strumento che viene identificato dal 19,9% di tecnici e periti come fondamentale da sviluppare per agevolare gli operatori del settore agricolo del futuro. Seguono il gps applicato all’agricoltura di precisione (17%) e le centraline agro-meteo (15,7%). Interessante notare come i droni sono identificati come strumenti da implementare dal 15% dei consulenti, una percentuale decisamente più bassa del 43% degli agricoltori.

A livello di contenuti, invece, il 16% del campione vorrebbe trovare su internet/app/social informazioni che consentano di mettere a confronto l’efficacia di diversi prodotti.

I consulenti ritengono la tecnologia un alleato fondamentale per l’aumento delle proprie conoscenze professionali (42,6%), ma trovano che rappresenti anche uno strumento utile per una comunicazione più efficace con i clienti (14,4%) e le istituzioni (11,4%).

Un quadro che conferma la tendenza del settore ad affidarsi e affidare sempre più compiti agli strumenti che l’innovazione tecnologica mette a disposizione.

 

«La ricerca,  ha rivelato tre diversi profili molto interessanti –  ha affermato Denis Pantini, direttore Area Agroalimentare di Nomisma -. Il 77% del campione di consulenti, di età prevalentemente compresa tra i 30 e i 55 anni, è rappresentato da professionisti innovatori e intraprendenti, con un elevato interesse per i servizi innovativi. Il 5% dei consulenti, invece, mostra un’esperienza di tipo tradizionale, restando quindi legati a canali di comunicazione classici come convegni e riviste di settore. Vi sono poi i giovani insoddisfatti (18%, prevalentemente con meno di 29 anni), una fascia in crescita che si dimostra insoddisfatta degli attuali strumenti informativi  e che auspica di trovare in futuro piattaforme di commercializzazione di input e mezzi tecnici».