Agrofarmaci, libera vendita addio

Le incognite: pochi patentini e ritardi burocratici sui “non professionali”. Sfide tecniche e normative: Compag ribadisce il ruolo delle rivendite…

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Le incognite: pochi patentini e ritardi burocratici sui “non professionali”. Sfide tecniche e normative: Compag ribadisce il ruolo delle rivendite

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La libera vendita degli agrofarmaci è andata definitivamente in archivio giovedì 26 novembre. Sulla vendita regolamentata pesano però ancora delle incognite. «È purtroppo – denuncia Fabio Manara, presidente Compag – un paradosso tipico italiano: sulla carta produciamo ottime leggi, che diventano inapplicabili per le lentezze e la vischiosità della burocrazia del Belpaese».

Il riferimento è al Piano d’azione nazionale sugli usi sostenibili degli agrofarmaci (Pan) che ha introdotto l’obbligo di abilitazione (per tutti i prodotti, non solo per i tossici e nocivi come il vecchio patentino) e di formazione certificata per gli utilizzatori professionali, per i consulenti e per i rivenditori. È una delle sfide dell’agricoltura del futuro (quella più imminente) per le quali Compag ribadisce il ruolo attivo sostenuto dalle rivendite.

La nuova Banca dati

Nel Convegno nazionale che si è tenuto a Bologna a fine novembre il direttore Vittorio Ticchiati ha infatti elencato i servizi più recenti attivati dalla Federazione nazionale dei commercianti dei prodotti per l’agricoltura: il quaderno di campagna collegato al nuovo database aggiornato dei prodotti fitosanitari, le schede di sicurezza online e, appunto, i corsi di formazione a distanza per l’abilitazione all’utilizzo e alla vendita degli agrofarmaci. Compag è infatti un ente di formazione riconosciuto e autorizzato in Emilia-Romagna e parzialmente o indirettamente in altre regioni (quelle colorate nella mappa-patchwork in basso). Il problema è che, nonostante l’avvio del nuovo regime di vendita, il numero degli operatori abilitati non supera le 300mila unità (poco più alto del numero dei vecchi patentini), e l’inghippo deriva proprio dal ruolo riconosciuto dal Pan alle amministrazioni Regionali e provinciali, a cui spetta la titolarità della concessione dell’abilitazione.

Devoluzione miope

Un’interpretazione un po’ miope della devoluzione ha portato di fatto a penalizzare in molte zone chi era pronto a fornire il servizio di formazione (come Compag) ostacolando l’applicazione di una norma di portata nazionale.

Le regioni dove Compag ha attivato, direttamente o indirettamente,  i corsi di formazione per l’abilitazione  all’uso di prodotti fitosanitari.

Le regioni dove Compag ha attivato, direttamente o indirettamente, i corsi di formazione per l’abilitazione all’uso di prodotti fitosanitari.

«Luoghi comuni, pregiudizi, scarsa conoscenza e ostilità dei media – elenca Andrea Barella. presidente di Agrofarma – continuano purtroppo a condizionare un settore come quello della difesa fitosanitaria, che invece negli ultimi anni ha conseguito risultati concreti e misurabili in termini di sicurezza alimentare (99,2% dei campioni con residui a norma); innovazione (riduzione del 40% delle molecole disponibili); riduzione dell’impatto (-40% delle quantità impiegate negli ultimi 20 anni)». Un settore che, nonostante la “cattiva immagine” di cui (non) gode, continua a rappresentare un pezzo importante del valore aggiunto dell’agricoltura. Le vendite sono infatti arrivate (al 10 ottobre 2015) a superare i 960 milioni di euro (con previsioni sopra il miliardo per fine anno). Un valore che si è rischiato di perdere: nemmeno i prodotti per usi non professionali (ex-PPo) possono infatti rappresentare una valvola di sfogo per i produttori privi di abilitazione.

Il D.lgs 150/2012 stabiliva infatti di individuarne l’elenco entro e non oltre il 26 novembre 2013. Una bozza di decreto è circolata tra gli operatori, ma non è mai stata pubblicata. Una carenza che avrebbe obbligato a riservare la vendita anche di questi prodotti ai soli titolari della nuova abilitazione.

L’elenco è in arrivo

«Il ministero della Salute – testimonia Lorenzo Faregna, direttore di Agrofarma – si è impegnato a porre rimedio emanando l’elenco dei prodotti non professionali entro la scadenza prevista». L’elenco non è ancora stato pubblicato, ma sul filo di lana il dipertimento retto da Giuseppe Ruocco ha emanato una circolare ministerale che ha escluso, intanto, l’obbligo di patentino per i non professionali non classificati. Rimangono altri dubbi.

Da fine novembre, chi può ritirare gli agrofarmaci dalle rivendite? Un familiare può ritirare il prodotto?

Come devono essere i magazzini dei fitosanitari, visto che. in base alla normativa Clp, non vi sono più differenze tra classi tossicologiche? I dubbi degli operatori sono numerosi e gli sportelli di vendita sono il primo “fronte” per i chiarimenti.

 

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