Meloni, cresce l’export con un +86% tra 2009 e 2015

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Lo dice l’Istat. Le importazioni invece si mantengono stabili, a quota 30-35 mila t

I dati Istat per la campagna 2015 confermano  i trend positivi registrati l’anno precedente: lieve crescita delle importazioni, aumento dei consumi fuori stagione, buon incremento delle spedizioni all’estero, riduzione del deficit della bilancia commerciale e consistente aumento dei consumi domestici rispetto al 2014.

La campagna commerciale 2016 è stata anticipata dal prodotto sudamericano, per lo più quello a buccia gialla tipo Helios proveniente da Brasile e Costarica e dal retato di provenienza Senegal. Ad aprile è iniziata la commercializzazione del prodotto siciliano con quotazioni di esordio simili a quelle del 2013 e del 2014 ma inferiori a quelle straordinariamente elevate del 2015.

 

Import

L’Istat conferma poi che le importazioni negli ultimi dieci anni sono rimaste stabili ad un livello compreso tra 30 e 35mila tonnellate per anno. La propensione all’import, ossia l’indice che rapporta le importazioni e il consumo, è bassa (6%) ed è leggermente aumentata negli ultimi anni grazie al processo di destagionalizzazione dei consumi. Le principali aree di approvvigionamento sono Europa (Francia, Paesi Bassi e Spagna), Sud America (Brasile e Costarica) e Africa (Senegal e Tunisia). I Paesi Bassi esportano per lo più prodotto proveniente dai Paesi extra-Ue. Discorso analogo per la Francia che concentra le esportazioni verso il nostro Paese nei mesi di aprile e maggio triangolando prodotto di origine marocchina.

Nel 2015 si è registrato l’incremento delle importazioni dalla Francia e la flessione di quella da Spagna e Paesi Bassi. In aumento anche gli arrivi da Brasile e Costarica, rispettivamente il terzo e il quinto fornitore dell’Italia.

 

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