Mele, produzione e mercato in Italia: ragionevole ottimismo per il 2016-17

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Di questi tempi i Consorzi stanno rifinendo i calcoli per le liquidazioni finali della campagna di commercializzazione 2015-16 ed i frutticoltori sono in attesa dei rispettivi “saldi”. Anche questo passaggio segue il ritmo delle stagioni, ma è un passaggio cruciale perché si chiude un’annata e se ne apre un’altra, su presupposti completamente nuovi, dal prodotto, frutto di una estate di lavoro, alla qualità e quantità, alla situazione dei mercati, fattori tutti determinanti per le prospettive aziendali.
Di sicuro le ultime due annate non sono state entusiasmanti, ma bisogna avere la pazienza e la capacità di guardare ben oltre i paragoni tra due stagioni o due territori o poche aziende.
Oggi i fattori che incidono pesantemente sono ben diversi da quelli di un ventennio fa e la cosiddetta “globalizzazione” avvicina anche quello che nel passato era lontano o almeno tale sembrava.
Pensiamo al prezzo del petrolio, che a livelli così bassi lascia molta meno moneta nella disponibilità dei Paesi produttori, che cercano con mezzi anche discutibili di limitare le importazioni per evitare l’uscita di denaro dal Paese. In estrema sintesi, l’instabilità politica di diverse aree ed i suoi riflessi sul prezzo del petrolio impattano anche sul conto corrente dei frutticoltori. E questo vale per diversi altri aspetti.
In questo scenario in repentino cambiamento, fluido e governato da logiche che spesso sfuggono ai produttori, un binomio solo è possibile per la nostra frutticoltura: aggregazione ed organizzazione. Il resto, fatemi dire, sono più che altro conseguenze. Per questo la melicoltura italiana riesce tutto sommato a limitare i problemi attuali, ad essere comunque competitiva e conserva margini di evoluzione ancora forti e da far valere, almeno si spera, con un adeguato gioco di squadra.
La tab. 1 presenta un confronto consuntivo fra il 2010 ed 2015 e le previsioni per il raccolto 2016.
Prima di analizzare in dettaglio le previsioni per la stagione 2015-16 e fare in merito alcune valutazioni, è utile analizzare brevemente la stagione uscente che non è stata certo priva di difficoltà. La produzione 2015, seppure più bassa di quella del 2014, è stata particolarmente elevata finendo inevitabilmente per influire sull’andamento degli scambi. Sebbene nell’estate 2015 il mercato sia partito in maniera piuttosto positiva, le condizioni sono diventate più difficili nel corso dell’anno.
Due sono stati i fattori principali che hanno influenzato sfavorevolmente l’andamento della stagione commerciale: un mercato russo sempre più impenetrabile, in cui anche le triangolazioni che avevano reso la stagione precedente meno complicata sono risultate inattuabili, e una situazione socio-politico-economica preoccupante nei mercati chiave dell’export delle mele italiane, in modo particolare nei Paesi nordafricani.
a il meno possibile impattante per il territorio e le persone che lo vivono.

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