Mele buone, croccanti e resistenti alla ticchiolatura

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Quali sono le nuove cultivar dotate del gene Vf

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  «Da oltre mezzo secolo la ricerca lavora per ottenere varietà di melo resistenti alla ticchiolatura (la più grave e diffusa avversità crittogamica del melo) e oggi sono disponibili nuove cultivar dotate di frutti con caratteristiche estetiche, organolettiche e di conservabilità paragonabili alle migliori di tipo tradizionale» così Daniele Missere del Crpv ha introdotto l’incontro tecnico organizzato da Crpv e Astra a Cesena.

Varietà estive e autunnali

Dopo averne accentuata l’importanza nella coltivazione biologica, Claudio Buscaroli del Crpv ha presentato le migliori novità dotate del gene Vf (quello della resistenza al fungo Venturia inaequalis) partendo da Gaia: varietà estiva di tipo “Gala” licenziata di recente dal Civ di Ferrara, in grado di produrre frutti croccanti e di buon sapore; buona anche la pezzatura benché la forma del frutto sia piuttosto appiattita; l’albero è produttivo, di medio vigore con portamento aperto e di facile gestione. Lo stesso Buscaroli ha poi proseguito descrivendo Modì®, una mela che si raccoglie a inizio settembre (5-6 giorni prima di Golden Delicious) e che si caratterizza per il frutto esteticamente molto attraente anche se il colore rosso è poco brillante; buoni i requisiti organolettici come pure la conservabilità. Diffusa in Europa con la formula del club pare che a oggi i relativi programmi d’investimento siano stati quasi completati. Nello stesso periodo troviamo Crimson Crisp, novità dell’americana Purdue University dotata di frutti di colore rosso brillante e con ottime qualità organolettiche: polpa molto soda, croccante, di gusto equilibrato ed elevata conservabilità. L’albero è di facile gestione e richiede pochi interventi sia di potatura che di diradamento (è definita una varietà “autodiradante”).

Golden simili

Tra le varietà Golden simili spicca Opal®. Ottenuta dall’Istituto di Strizovice (Cz) dall’incrocio Topaz x Golden Delicious, questa cultivar presenta anch’essa un albero di facile gestione (segnalata una tendenza all’alternanza) di tipo spur. Il frutto è croccante, piuttosto dolce e rugginoso e per questo coltivato soprattutto in ambiente montano e asciutto. Altra cultivar di questa tipologia ma molto più tardiva (si raccoglie a metà ottobre) è Gold Rush, varietà un po’ datata ma ancora molto apprezzata dai coltivatori biologici per le ottime qualità gustative; ha il difetto di essere sensibile al cracking, caratteristica che si manifesta soprattutto negli ambienti meno vocati.

Varietà tardive

Una varietà molto interessante del periodo tardivo (25-30 giorni dopo Golden) è Dalinette. Si tratta di una novità francese (diffusa con il marchio commerciale Choupette®) che produce un frutto di colore rosso vinoso su tutta la superficie, di buona pezzatura, sapore molto buono (leggermente acidulo), di ottima conservabilità: la polpa resta croccante anche dopo alcuni mesi di conservazione. L’habitus dell’albero fa si che questa cultivar si adatti bene anche agli impianti ad alta densità. Fujon è una nuova varietà del Civ (diffusa dal Consorzio Melapiù) che richiama la tipologia Fuji. La colorazione del frutto è abbastanza attraente con evidenti striature e lenticelle; la polpa è croccante, dolce, succosa e di buon sapore anche se non paragonabile alle vere Fuji. L’albero, vigoroso e di produttività elevata (da verificare la costanza produttiva), ha portamento espanso e questo la rende forse poco adatta agli impianti fitti. Infine sempre nel periodo tardivo (metà ottobre) troviamo Story®, novità dell’Inra francese dotata di albero poco vigoroso e frutti rotondeggianti con sovraccolore rosso brillante su tutta la superficie, di media pezzatura (segnalate tuttavia anche piante con frutti di grosso calibro), polpa buona, compatta, equilibrata e dotati di elevata conservabilità.

Aspetti agronomici

Davide Dradi di Astra ha fatto il punto su alcuni aspetti agronomici, oltre che del post-raccolta, attinenti le varietà ticchiolatura resistenti. In particolare tutte le cultivar descritte hanno evidenziato alti livelli di produzione, anche se resta da verificare la costanza produttiva di Fujon. Le cultivar Story, Opal® e Dalinette si sono dimostrate non facili da diradare, mentre è confermata la capacità di autodiradarsi da parte di Crimson Crisp. Quasi certamente la stessa Crimson Crisp e anche Story® migliorano le proprie performance (soprattutto il calibro dei frutti) se innestate su portinnesti più vigorosi dell’EM9 (es. EM26 o Pajam 2). Per quanto riguarda la fertilizzazione, l’apporto di 80 kg/ha di azoto e altrettanti di potassio sono stati in grado di garantire sia elevati livelli produttivi che una buona colorazione dei frutti. Sono tuttavia sconsigliati apporti inferiori in considerazione della vigoria delle piante e dell’influenza che il potassio ha sul colore dei frutti. In generale nessuna varietà ha evidenziato problemi di butteratura amara, anche in assenza di trattamenti fogliari a base di calcio. Fenomeni di vitrescenza, peraltro d’importanza trascurabile, si sono invece riscontrati durante la prima fase di conservazione nelle varietà Crimson Crisp e Story®; alterazioni che tuttavia sono andate diminuendo con il prolungarsi della loro permanenza in cella frigo.           D.M.