Sitevi 2013, il palmares dell’innovazione

Tecnica
Sitevi 2013

Durante tre giorni di incontri e di scambi, il Sitevi 2013, salone delle filiere vigna-vino & ortofrutta-olivicoltura, ha registrato 48.946 ingressi (rispetto ai 48.880 del 2011) e ha generato un notevole volume d’affari.


La 26ª edizione si è svolta in un contesto positivo ed è stata caratterizzata dalla visita di Stéphane Le Foll, ministro francese dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e delle Foreste.


Grazie alla partecipazione di 1.000 aziende provenienti da 22 paesi, il Sitevi 2013 ha presentato un’offerta ancora più esaustiva e internazionale. Per quanto riguarda i visitatori, il salone ha accolto il 22% di operatori professionali internazionali.


«L’elemento che ha contraddistinto questa edizione 2013 è che, fin dall’apertura, gli espositori hanno registrato ordinativi da parte di visitatori in prevalenza portatori di progetti. Sitevi conferma nuovamente il suo posizionamento di leader in quanto salone business internazionale», ha commentato Martine Dégremont, direttrice del salone.


Per quanto riguarda le innovazioni premiate in questa edizione, quest’anno su 80 candidature presentate la giuria, co-presieduta da Henri Pluvinage, presidente del Ctifl, e da Jean-Pierre Van-Ruyskenvelde, direttore generale dell’Ifv, è arrivata a selezionare 22 prodotti, di cui 2 medaglie d’oro, 6 d’Argento e 14 nomination. Tre le grandi tendenze principali individuate: la semplificazione delle lavorazioni, con macchine più flessibili che limitano l’intervento manuale a garanzia della sicurezza degli operatori; una migliore qualità dei prodotti e una maggiore precisione nell’esecuzione dei lavori (questa tendenza riguarda in primo luogo le operazioni sensibili come la nebulizzazione e la filtrazione, ma anche il miglioramento delle operazioni di cernita delle uve e una migliore conoscenza del potenziale degli appezzamenti e, soprattutto, della variabilità intraparcellare); lo sviluppo sostenibile, con numerosi costruttori e fornitori di input agricoli che vengono a proporre prodotti a basso impatto ambientale, ad esempio nel settore dei tappi e dell’imballaggio.


Nella Tab. 1 è riportato l’elenco di tutte le novità premiate, mentre di seguito riferiamo in maniera sintetica delle innovazioni che hanno riguardato le macchine agricole in senso stretto.

NEW HOLLAND


Sistema di cernita ottimizzato per vendemmiatrice (medaglia d’oro). Questo sistema, denominato Opti-Grape, è una macchina la cui originalità risiede nella capacità di effettuare una cernita di altissima qualità, una capacità che in precedenza era ottenuta soltanto con la cernita in cantina (cernita tramite selezione ottica ecc…). In tal modo vengono eliminati tutti gli elementi non selezionabili, tramite sistemi meccanici concorrenti o anche a mano. La cernita viene effettuata all’inizio della catena di trattamento dei grappoli, al momento della raccolta e prima dello stoccaggio delle uve sulla macchina. OptiGrape limita la quantità di scarti verdi che entrano in contatto con l’uva durante i trasferimenti fino alla cantina vinicola.

GREGOIRE


Sistema di trattamento delimitato a riciclaggio di prodotto (medaglia d’argento). Questo nuovo nebulizzatore (nome commerciale EcoProtect) consente di effettuare trattamenti di qualità, senza deriva e sempre più rispettosi del verde, a una velocità elevata con grossi risparmi di prodotto. L’aria della turbina di nebulizzazione gonfia anche alcuni moduli morbidi che, irrigidendosi, formano due cassoni che avvolgono la vite. Il trattamento rimane quindi confinato in uno spazio ristretto e produce un minore


spargimento di agenti inquinanti con conseguenti minori rischi per l’utilizzatore e per l’ambiente. Una volta gonfi, la morbidezza dei moduli consente di rispettare l’integrità delle piante di vite, limitando gli episodi di rottura.

KREMER ENERGIE


Trattore scavallante a comando elettrico. Il T4E è un trattore scavallante elettrico da 110 CV (80 KW). È dotato delle stesse funzionalità di quelli classici, ma offre come il suo immediato predecessore (il T3E) tutti i vantaggi di una motorizzazione alternativa all’energia fossile e “pulita” sia dal punto di vista ambientale che economico e sanitario. L’utilizzo dell’energia elettrica per alimentare i motori di questo tipo di trattori per la viticoltura, ha fatto scaturire una serie di importanti migliorie sia per i viticoltori che per i loro clienti. Con le sue 2 prese di forza elettriche, il T4E è in grado di trainare ogni tipo di macchinario utilizzato per i lavori meccanizzati nei vigneti stretti. Inoltre, riconosce automaticamente i macchinari elettrici ai quali è collegato.

TECNOMA


Trattore scavallante a comando elettrico (medaglia d’argento).Questo trattore scavallante elettrico, denominato Voltis, per lo stoccaggio dell’energia elettrica utilizza un tipo di batteria al litio-ferro-fosfato. Con un tempo di carica completo di 8-9 ore su rete elettrica standard, dispone di un’autonomia di 4-12 ore, in base alla natura dei lavori da eseguire, la velocità e la conformazione del terreno. Il piccolo gruppo elettrogeno di emergenza (opzionale) riesce a garantire un’autonomia supplementare o semplicemente di tornare all’azienda agricola in caso di batteria totalmente scarica. Questo trattore utilizza energia elettrica per la propulsione e per il funzionamento delle attrezzature tramite 2 prese di forza o delle uscite in corrente. Con una potenza di 74 kW o 100 kW, il propulsore riposa su 4 motoriduttori elettrici asincroni, integrati in ogni ruota.

BOBARD


Nebulizzatore Polyjet (nomination). Il Polyjet è un nebulizzatore per trattamenti multifilare in vigneti ad alta densità che riunisce su un’unica macchina le 3 tecnologie di


atomizzazione (getto a spruzzo, getto a pioggia e diffusore pneumatico). Grazie a questo sistema combinato, il viticoltore riesce ad adattare la nebulizzazione all’avanzamento del ciclo vegetativo della vite, minimizzando i rischi di deriva nel corso dei primi trattamenti, gestendo i consumi di carburante e utilizzando la potenza piena della turbina soltanto per gli ultimi trattamenti. Questa turbina produce un volume d’aria che verrà trasportato da una serie di guaine morbide fino alle discese Polyjet.

ERO-GERATEBAU


Vendemmiatrice Grapeliner 6000 (nomination).Si tratta di una vendemmiatrice con nastro trasportatore trasversale capace di gestire anche un diraspatore e un tavolo di cernita a bordo. Si tratta della prima vendemmiatrice automotrice al mondo che riunisce in sé tre sistemi: nastro di trasporto trasversale, diraspatore e cernita. La macchina è dotata di una tramoggia da 1.500 litri, adatta ai grandi appezzamenti. Mentre la macchina vendemmia un filare, un trattore con rimorchio avanza nel filare accanto rimanendo alla stessa altezza della macchina. Il nastro trasportatore trasversale versa i grappoli in continuo all’interno del rimorchio. Al conducente è sufficiente premere un pulsante in cabina per attivare il diraspatore e la cernita, migliorando così la qualità del raccolto. Queste macchine sono particolarmente adatte ai paesi situati al di là dell’oceano (americani, neozelandesi, australiani) caratterizzati dalla presenza di grandi latifondi e da un’attenzione crescente per la qualità dei prodotti.

FORCE A


Quantificazione degli antociani su vendemmiatrice (nomination). Si tratta di sistema innovativo per rendere accessibili le informazioni sulla qualità delle uve a tutti i siti di vendemmia meccanizzati lavorati da una vendemmiatrice New Holland Braud della serie 9000. Questo sistema consente di fornire in tempo reale informazioni sulla quantità di


antociani delle uve e un indice di eterogeneità dei chicchi contenuti in ogni rimorchio


utilizzato per fare la spola tra la cantina e la vigna. Queste misurazioni sono effettuate grazie al sensore ottico Multiplex sviluppato da Force A e adattato a essere montato a bordo delle vendemmiatrici. Dal canto suo New Holland Braud ha sviluppato una pagina di terminale IntelliView III con la quale è possibile gestire il sistema dalla cabina e che consente di visualizzare immediatamente i risultati del monitoraggio.

IRSTEA


AttelAgri (nomination). L’aggancio e lo sganciamento di un macchinario a un trattore o un’automotrice agricola presentano sempre delle difficoltà e una serie di rischi per cose e persone. La soluzione proposta da Irstea è il risultato dell’applicazione del metodo di progettazione innovativo Irad, sviluppato dai suoi ingegneri e ricercatori in collaborazione con l’Ens di Cachan, la Ccmsa e il Ministero dell’Agricoltura francese. Senza rimettere in discussione tutto l’esistente, sono emerse tre grandi esigenze necessarie a mettere in sicurezza la fase di aggancio tra il trattore e il macchinario con un collegamento in tre punti: prevenire il rischio di ribaltamento della macchina durante la fase di aggancio, ridurre il tempo di presenza dell’operatore nella zona di aggancio, minimizzare il peso delle barre durante l’aggancio. AttelAgri è una soluzione che risponde a tutte queste esigenze. La soluzione è caratterizzata da un design semplice ed ergonomico e dall’aggiunta di articolazioni tra i bracci inferiori e il “telaio” del trattore o dell’automotrice agricola, in modo da facilitare lo spostamento delle estremità durante le fasi di aggancio e sganciamento. Durante le fasi di lavoro o trasporto questo spostamento viene quindi bloccato con un gancio.

PROVITIS


Andanatrice di sarmenti VSE 430 (nomination). L’andanatrice effettua l’estrazione dei sarmenti dopo la potatura della vigna in inverno, un’operazione che finora era perlopiù eseguita a mano. È costituita da un telaio portante al quale sono agganciati degli strumenti di sistemazione, uno strumento di trasferimento e degli strumenti di estrazione, trainati a una velocità tangenziale proporzionale all’avanzamento sugli assi


verticali. Un disco stellato spinge i sarmenti sul lato per riportarli verso una catena di estrazione e verso una serie di rulli. L’estrazione avviene dunque lateralmente “come se fosse fatta a mano”. Un deflettore all’uscita costringe i sarmenti verso il centro per essere raccolti più facilmente. Questa macchina è stata inventata da un viticoltore del Saumur, Jean-Yves Deze, dopo numerose prove e messe a punto.

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