Cold chain system, tracciare e rintracciare

Tecnologia Rfdi per monitorare la corretta conservazione post-raccolta in cella frigorifera L’articolo Cold chain system, tracciare e rintracciare è un…

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Tecnologia Rfdi per monitorare la corretta conservazione post-raccolta in cella frigorifera

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L’impiego della tecnologia Rfid (Radio frequency identification) per realizzare sistemi di tracciabilità efficaci e a basso impiego di manodopera è una realtà ormai consolidata e adottata da grandi organizzazioni come l’Us Army e colossi della distribuzione come la Walmart. Questa tecnologia può essere tuttavia considerata un settore in espansione e ricco di opportunità applicative solo in parte esplorate.

Tra queste la tecnologia Rfdi trova di certo un suo spazio d’impiego nell’ambito dei prodotti deperibili e in particolare nella gestione e controllo della catena del freddo (cold chain system) dei prodotti ortofrutticoli.

Requisiti di un cold chain system

Un cold chain system efficace deve allo stesso tempo assicurare il monitoraggio della temperatura e fungere da sistema di tracciabilità. Quest’ultima funzione è garantita dall’uso dei tag Rfid: dispositivi elettronici formati da un chip e da un’antenna assemblati su un supporto di piccole dimensioni, in grado di rispondere comunicando le informazioni in essi contenute quando “interrogati”. Detti anche transponder, consentono di riconoscere le unità di prodotto cui sono associati, grazie al codice identificativo presente all’interno della loro memoria.

Di conseguenza l’uso dei tag Rfid permette di localizzare in ogni istante la posizione dei prodotti lungo la filiera e di visualizzare le informazioni a essi associate. Una volta che i prodotti sono stati venduti al consumatore finale, è possibile risalire al percorso che essi hanno compiuto e di quali eventuali lavorazioni e manipolazioni sono stati oggetto.

Sul mercato non mancano offerte di soluzioni tecnologiche di questo tipo, tuttavia ciò di cui si sente la mancanza, è lo sviluppo di metodologie capaci di determinare quale fra loro è la più adatta a ogni specifica situazione.

Per questo, nell’ambito di un progetto coordinato dal Crpv, ricercatori dell’Università di Parma (Roberto Montanari e Antonio Rizzi) hanno studiato due diversi approcci applicativi (uno definito “statico” e l’altro “dinamico”) capaci di sfruttare la tecnologia Rfid nella gestione e controllo della catena del freddo negli ortofrutticoli. Gli stessi ricercatori hanno inoltre messo a punto un modello economico-matematico che consente d’individuare la migliore soluzione, con l’obiettivo di minimizzare il costo logistico complessivo della cold chain.

*) L’autore è del Crpv, Centro Ricerche Produzioni Vegetali – Cesena.

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