Agritechnica, un nuovo record sull’asse franco-tedesco

MECCANIZZAZIONE
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Alla vigilia era forte la curiosità di sapere se Agritechnica avrebbe superato l’incredibile record di 419mila visitatori dell’edizione 2011. E, non appena si sono chiusi i battenti, la curiosità è stata svelata.

Ennesimo, straordinario record, con ben 450mila visitatori (+7% sull’edizione precedente), di cui il 25% proveniente dall’estero, ossia 112mila presenze, di cui 3.700 dall’Italia. Anche il numero di espositori ha raggiunto il massimo storico, con quasi 3mila presenze (2.898 per l’esattezza), di cui il 52% esteri, con l’Italia in prima linea.

E a proposito della presenza italiana ad Hannover, è doveroso segnalare subito il rilevante risultato ottenuto dall’azienda piemontese Merlo, che è stata insignita della medaglia d’oro al Concorso per le Novità tecniche, prima volta in assoluto per un costruttore italiano ad Agritechnica (vedi foto di pag. 9). La tecnologia italiana, dunque, continua a farsi valere a livello europeo e mondiale.

Tornando al record di cui parlavamo all’inizio, va detto che fin dalla conferenza stampa inaugurale si era capito che il morale era davvero alto. «Eccellenti condizioni quadro nell’agricoltura e nell’industria consentono ai produttori di macchine agricole in Germania di affrontare con slancio l’edizione di Agritechnica di quest’anno – aveva dichiarato il direttore generale della Vdma (Associazione tedesca dei costruttori di macchine agricole), Bernd Scherer -. L’umore nel nostro settore non potrebbe essere migliore. Anche quest’anno l’industria agricola tedesca è in grado di dimostrare di essere in posizione di leadership a livello mondiale».

E, assieme alla Francia, la Germania si presenta come vera e propria locomotiva del mercato di macchine agricole in Europa. Con un fatturato di produzione previsto di 8,2 miliardi di euro e una crescita del 7 %, infatti, i produttori di macchine agricole e di trattori in Germania registreranno una nuova crescita record nel 2013. Consolidata dal fatto che, anche per il 2014 gli esperti della Vdma prevedono un trend di vendite stabile. «In considerazione della sorprendente dinamica degli ultimi anni – ha aggiunto Scherer – prevediamo un rallentamento dei mercati nel 2014. Che, comunque, rimarranno su livelli molto elevati».

Barometro cema

Dunque, secondo i dati Vdma continua il clima favorevole nell’industria. Questo trend può essere confermato anche dai buoni risultati dell’attuale barometro del clima economico Cema (Associazione europea dei costruttori di macchine agricole), un sondaggio mensile condotto tra i principali protagonisti del settore della meccanizzazione agricola europea. La situazione economica è stata definita dal 75% degli intervistati “ottima , buona o soddisfacente”. Per l’anno prossimo il 39% prevede condizioni stabili, conformi allo status quo, mentre un altro 35 % prevede un tasso di crescita durevole.

Con una quota pari al 28% circa del volume produttivo europeo della meccanizzazione agricola, la Germania occupa, come sito produttivo, una posizione d’avanguardia. Ugualmente positiva è la situazione sul mercato tedesco, che da ben tre anni registra significativi tassi di crescita e che quest’anno raggiungerà, presumibilmente, un volume di mercato pari a 5,6 miliardi di euro. In particolare è stato sottolineato il trend dinamico e positivo dell’export tedesco in tutto il mondo. «Su vari mercati internazionali siamo riusciti a crescere anche nel 2013 – ha proseguito Scherer -. Particolarmente positiva è stata la performance registrata in Francia, nostro principale mercato di vendita, tanto che entro verranno esportati macchine agricole e trattori per un valore superiore a 1,65 miliardi . Positivo anche il trend delle esportazioni verso gli Stati Uniti, oltre 800 milioni di euro. La posizione centrale dell’Unione Europea in termini di valore e, in particolare, dell’Europa occidentale, si rispecchia in modo molto chiaro nei nostri numeri attuali, nonostante oltre due terzi della nostra produzione continuino a essere diretti alla zona Ue». Più complessa è attualmente lo scenario in Russia che, essendo il terzo mercato in termini di export, ha un’importanza strategica nel settore. «Uno sviluppo sano e sostenibile dell’agricoltura locale è possibile solamente se i produttori possono accedere a moderne tecnologie agricole – ha concluso Scherer-. Chi opera con quote di importazione, teme la concorrenza. Per un paese che si è assoggettato ai trattati del Wto si tratta di una chiara violazione alle regole. Cosa che va a danneggiare principalmente i produttori e l’industria agricola locale».

Agricoltori euforici

Nel settore agricoli agricolo tedesco gli umori rimangono particolarmente positivi. I prezzi alla produzione rimangono soddisfacenti, tanto da sostenere molti dei progetti di investimento di agricoltori e controterzisti. Questo è quanto si evince dai risultati del Dlg-Trendmonitor Europa, realizzato in autunno dalla Dlg (Società tedesca per l’agricoltura) di concerto con il principale istituto di ricerca del mercato agricolo a livello europeo, il Kleffmann Group, in Germania, Francia, Gran Bretagna e Polonia.

«Un agricoltore su cinque prevede anche nei prossimi sei mesi di investire in macchine e apparecchiature agricole – ha riferito Reinhard Grandke, amministratore delegato della Dlg -. In tal modo la quota di aziende agricole che progetta di acquistare macchine e attrezzature agricole è superiore al livello, già alto, dell’anno passato. E anche le previsioni a medio e a lungo termine per l’agricoltura sono ottime».

Per quel che concerne gli attuali prezzi del latte e del grano, i livelli minimi dei prezzi, predominanti negli ultimi tempi, sembrano essere ormai superati. «Gli agricoltori europei stimano che i loro risultati attuali e le aspettative concernenti gli ulteriori sviluppi commerciali siano stabili, comunque su livelli elevati – ha proseguito Grandke -. Gli agricoltori tedeschi considerano la loro redditività positiva. E tale dovrebbe rimane anche per i prossimi anni. Stesso ragionamento può essere effettuato per i produttori inglesi, mentre più cauti appaiono gli agricoltori in Francia e Polonia».

Il Trendmonitor ha infine sondato anche la disponibilità a investire da parte degli agricoltori in Germania, Francia, Gran Bretagna e Polonia.

«Germania e Polonia – ha concluso Grandke – sono caratterizzate da un’elevata disponibilità a investire, perchè in questi Paesi praticamente un agricoltore intervistato su due ha in cantiere investimenti nei prossimi 12 mesi. Quanto agli agricoltori francesi, la disponibilità a investire attualmente sfiora il 30%, valore pressoché identico a quello registrato prima dell’edizione 2011 di Agritechnica. Gli agricoltori francesi intendono effettuare il 67% degli investimenti programmati per lavori dei campi. Infine, in Gran Bretagna si è verificata un’inversione di tendenza in termini di disponibilità a investire in seguito alla sensibile diminuzione del 2012: rispetto al sondaggio condotto in primavera, tale disponibilità si attesta ora al 31%, il che rappresenta un incremento del 6%».

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