Manutenzione del verde: Trinciatrici ad asse orizzontale

La messa in sicurezza
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In questo numero si tratterà della falciatrice ad asse orizzontale, comunemente chiamata trinciatrice, macchina agricola utilizzata sia in campo aperto che in vigneto e frutteto per operazioni di pulizia e trinciature dei residui vegetali, in particolare per frantumare erba, paglia, stocchi di mais, foglie di bietole, tralci di vite e potatura di alberi da frutto. Si tratta di un macchinario generalmente portato dalla trattrice mediante attacco a tre punti che agisce sul terreno in virtù del proprio peso e del movimento della presa di potenza.
Presenta una struttura in cui l’organo lavorante è formato da un rotore ad asse orizzontale, cui sono collegati degli utensili sagomati che ruotano a una velocità maggiore di quella di avanzamento. Il prodotto viene così lanciato all’interno della struttura che forma la macchina verso la parete anteriore, la percorre verso l’alto e fuoriesce dalla parte posteriore.
Gli utensili di taglio, anche detti flagelli, normalmente sono costituiti da coltelli, ma possono essere utilizzati in alternativa zappette, martelli o mazze. Su alcuni modelli vengono installati dispositivi di trinciatura interceppi con il compito specifico di agire tra una pianta e l’altra, posizione altrimenti non raggiungibile dalle normali macchine operatrici. Dette macchine (rotori interfilare) non sono trattati nel presente documento.
Si riporta, a titolo di esempio, una breve scheda, desunta dalle norme tecniche utilizzate per la costruzione di falciatrici nuove e riferita alle parti principali della macchina, che potrebbe essere utilizzata per l’analisi rischi da condurre su una qualsiasi macchina usata, prima della sua nuova immissione nelmercato.
Gli accorgimenti elencati non sono esaustivi e non contengono tutte le soluzioni che la moderna tecnica rende disponibili per eliminare i pericoli derivanti dall’utilizzo di dette macchine, ma sono rappresentativi di un metodo semplice per l’individuazione dei rischi e per la loro eliminazione o riduzione.
I contenuti della presente pubblicazione non devono essere quindi considerati quale valutazione univoca nelle soluzioni elencate, bensì come illustrazione di modifiche migliorative di macchine usate, che tiene in considerazione aspetti di semplicità e di economia rientranti in soluzioni tecniche normalmente utilizzate.
 

 

Immissione sul mercato
Le macchine nuove possono essere immesse sul mercato solo se rispettano tutti i requisiti previsti dalla Direttiva 2006/42/CE, la Nuova Direttiva Macchine, entrata in vigore il 29 dicembre 2009 e recepita in Italia dal 6 marzo 2010 tramite il Dlgs 17/10.
Dal punto di vista tecnico, fondamentale per progettisti e costruttori risulta essere l’articolo 7 della Direttiva, che sancisce il principio di presunzione di conformità garantito dal rispetto delle norme armonizzate. Attualmente, la norma armonizzata di riferimento, di tipo “C”, per la progettazione/ costruzione delle macchine trinciatrici è la UNI EN 745:2010.
Per quanto riguarda le macchine nuove, il Dlgs 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza) prevede all’art. 70, Comma 1, che tutte le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori siano rispondenti alle Direttive comunitarie e quindi alla Direttiva Macchine.
La legislazione di riferimento è rappresentata da:
– Direttiva 2006/42/CE;
– Dlgs 17/10;
– Dlgs 81/08.
Per le macchine trinciatrici, le normative tecniche di riferimento consistono nelle norme armonizzate:
– UNI EN ISO 4254-1: 2010;
– UNI EN 745:2010;
e nelle specifiche tecniche:
– UNI EN ISO 3767-2: 1998;
– ISO 11684:1995.
Le norme tecniche sono reperibili presso gli uffici UNI (consultare il sito www.uni.it).
I documenti a corredo sono rappresentati da:
– Dichiarazione CE di Conformità;
– Manuale di Uso e Manutenzione.
Il Manuale d’Uso e Manutenzione, fornito unitamente alla macchina, deve essere in lingua originale o tradotto nella lingua in uso nel Paese dell’utilizzatore.
I contenuti del Manuale sono descritti ed elencati in:
– Punti 1.7.4.1 e 1.7.4.2 della Direttiva 2006/42/ CE;
– Punto 8.1 della UNI EN ISO 4254-1;
– Punto 6.1 della UNI EN 745.
 

 

Adeguamento
Per quanto riguarda le trinciatrici usate, il Dlgs 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza) prevede all’art. 70, comma 2, che tutte le attrezzature non marcate CE messe a disposizione dei lavoratori siano rispondenti all’Allegato V del Dlgs 81/08. Dal punto di vista tecnico, i riferimenti per l’adeguamento delle macchine sono rappresentati dalle norme tecniche (art. 70, comma 3), in quanto documenti che possono fornire indicazioni precise per eliminare i pericoli residui emersi dall’analisi rischi.
Nel caso di vendita della macchina il Dlgs 81/08, Art. 72, comma 1, richiede la emanazione dell’Attestazione di Conformità, redatta in base all’Allegato V del Decreto stesso.
I rischi maggiori, in presenza di suddette macchine, sono raggruppabili in:
– lancio di oggetti: la scocca della macchina deve essere dotata di dispositivi in grado di eliminare/ridurre i pericoli collegati al lancio di oggetti (pietre o parti della macchina stessa) da parte del rotore;
– contatto non intenzionale con gli utensili di lavoro e con gli organi di trasmissione del moto: la protezione dell’operatore è garantita dalla presenza di ripari e barriere.
Altri rischi da non sottovalutare sono legati a:
– collegamento della macchina alla trattrice;
– collegamento della trasmissione cardanica;
– stabilità della macchina quando scollegata dalla trattrice;
– tubazioni idrauliche;
– mancanza di adeguati pittogrammi.

Nel caso di verifica di macchine già marcate CE, ma non rispondenti all’analisi riportata nel presente documento, sarà opportuno provvedere a modificarle seguendo le indicazioni riportate nella presente pubblicazione.
 

 

TARGHETTA DI IDENTIFICAZIONE
Le macchine già marcate CE sono dotate di targhetta di identificazione, che riporta il nome del costruttore, il modello e le caratteristiche principali.
Si consiglia di dotare le macchine usate, non dotate di targhetta CE, di altra targhetta che identifichi la macchina.
Targhetta di identificazione
Modello
Anno di revisione
Eventuale matricola
Inoltre la macchina deve essere dotata del “Manuale di Uso e Manutenzione”.
 

 

ALBERO CARDANICO
L’innesto dell’albero cardanico sulla macchina deve essere dotato di una cuffia di protezione che impedisca il contatto con l’organo di trasmissione (UNI EN ISO 4254-1).
Tale protezione deve sovrapporsi alla protezione dell’albero cardanico di trasmissione della presa di potenza almeno per 50 mm.
La macchina deve essere provvista di un supporto per l’albero di trasmissione quando la macchina non è agganciata (non può essere utilizzata la catenella usata per impedire la rotazione della protezione dell’albero cardanico) (UNI EN ISO 4254-1).
L’albero cardanico utilizzato deve essere dotato di una protezione integra e in buono stato.

 

PROIEZIONE DI MATERIALE
Tra i rischi connessi con l’utilizzo della trinciatrice, quello sicuramente più grave dal punto di vista delle potenziali conseguenze è rappresentato dalla proiezione di materiale e/o di parti della macchina (ad esempio, frammenti di utensili) verso l’operatore o terze persone.
La norma UNI EN 745 prevede il ricorso ad una protezione di tipo passivo, costituita da un riparo rigido non perforato, un telo, catene o strisce di gomma.
ATTENZIONE! Nel caso di trinciatrici dotate di carter posteriore apribile, occorre bloccare il carter in posizione chiusa adottando dispositivi di blocco che necessitino di un utensile per l’apertura. Si raccomanda di NON utilizzare dette macchine con carter posteriore aperto.
La macchina deve essere dotata di un dispositivo protettivo che prevenga lanci di materiale. Le macchine nuove devono superare i criteri di prova, previsti dalla norma UNI EN 745, sul lancio di materiale.
Sulla macchina devono essere collocati pittogrammi di pericolo che ricordino all’operatore di porre la massima attenzione al lancio di oggetti e di fermare la macchina all’avvicinarsi di terze persone.
 

 

ORGANI DI TRASMISSIONE, ORGANI ROTANTI, ORGANI IN MOVIMENTO
Proteggere con carter e/o con protezioni tutti gli organi o elementi di trasmissione del moto (cinghie, catene di trasmissione, pulegge, ecc.) ogni qualvolta possono costituire un pericolo (2006/42/ CE).
Devono essere rispettate le distanze riportate sui prospetti 1, 3, 4, e 6 della UNI EN ISO 13857:2008.
Occorre proteggere mediante ripari fissi o ripari mobili interbloccati.
Il fissaggio dei ripari fissi deve essere ottenuto con sistemi che richiedono l’uso di utensili per la loro apertura o smontaggio.
I sistemi di fissaggio devono rimanere attaccati ai ripari o alla macchina quando i ripari sono rimossi (Direttiva 2006/42/CE).
Tutti i ripari apribili devono potersi aprire solo mediante l’utilizzo di un attrezzo e devono chiudersi automaticamente, senza l’uso di attrezzi (EN 15811).
Nota: I ripari che, per motivi operativi, possono essere aperti in campo devono essere dotati di dispositivi di chiusura di tipo imperdibile.
 

 

CONTATTI INVOLONTARI CON GLI ATTREZZI
Le trinciatrici devono essere costruite oppure adeguate in modo da minimizzare il rischio di contatto involontario con gli attrezzi di lavoro.
Superiormente deve essere predisposto un riparo rigido senza fori e/o buchi oppure un dispositivo atto a prevenire proiezioni di materiale (telo, protezione rigida senza fori, catene o dispositivi in gomma).
Lateralmente, frontalmente e posteriormentedeve essere posizionata una barriera in maniera da rispettare le distanze definite in figura (UNI EN 745:2010).
 

 

LINEE IDRAULICHE
I componenti idraulici, quali tubi e raccordi in pressione, devono essere costruiti e collocati in modo che, in caso di perdite di liquidi o di rotture di elementi dell’impianto, non ne derivi alcun danno all’operatore (es: dotare i tubi di guaina antiscoppio) (UNI EN ISO 4254-1).
La macchina deve essere dotata di idonei dispositivi per supportare i tubi idraulici, quando non sono collegati all’unità di potenza (UNI EN ISO 4254-1).
Gli innesti dei tubi idraulici devono essere dotati di un codice di riconoscimento (colori, numeri, ecc) per evitare errori di connessione (UNI EN ISO 4254-1). La macchina non deve ribaltarsi o scivolare quando è posta su una superficie orizzontale dura, per esempio cemento, ed è inclinata di 8,5° in tutte le direzioni (UNI EN ISO 4254-1).
 

 

STABILITÀ DELLA MACCHINA SCOLLEGATA DALLA TRATTRICE
La macchina non deve ribaltarsi o scivolare quando è posta su una superficie orizzontale dura, per esempio cemento, ed è inclinata di 8,5° in tutte le direzioni (UNI EN ISO 4254-1).
Stabilizzatori, piedi di appoggio o altri dispositivi di supporto della macchina devono essere in grado di supportare la massa gravante e devono poter essere bloccati nella posizione di trasporto (UNI EN ISO 4254-1).
Con l’esclusione delle ruote stabilizzatrici, i dispositivi di supporto non devono esercitare sul terreno una pressione superiore a 4 kg/cm².
 

 

STABILITÀ DELL’INSIEME TRATTRICE-MACCHINA OPERATRICE
L’insieme trattrice-macchina operatrice può diventare instabile, a causa della massa della macchina. La seguente formula per la verifica della stabilità consente di verificare il peso minimo sull’assale anteriore pari al 20% del peso a vuoto della trattrice.
M x (s1 + s2) ≤ 0,2 x T x i + Z x (d + i)
dove:
i = interasse ruote trattrice
d = distanza dell’asse anteriore dalle zavorre
s1 = distanza tra il centro dell’assale posteriore e il centro dei punti di attacco inferiori
s2 = distanza tra il centro dei punti di attacco inferiori e il baricentro della macchina
T = massa della trattrice + operatore (75 kg)
Z = massa della zavorra
M = massa della macchina
Il costruttore è tenuto a fornire sul manuale di istruzioni il valore della quota s2.
Per garantire la stabilità è inoltre necessario, a collegamento avvenuto, eliminare la possibilità di spostamento laterale della macchina, agendo sugli appositi tiranti posti a lato dei bracci di sollevamento della trattrice.
 

 

ELEMENTI SOLLEVABILI
Le macchine con elementi sollevabili devono essere fornite di dispositivi di bloccaggio meccanici o idraulici nella posizione di trasporto, comandabili esternamente alle zone pericolose.
Se sono utilizzati dispositivi idraulici, i martinetti devono essere dotati di idonei dispositivi di bloccaggio, che impediscano la caduta accidentale delle parti sollevate (UNI EN ISO 4254-1).
Gli elementi ribaltabili che possono essere movimentati manualmente devono inoltre essere muniti di maniglie poste ad una distanza di almeno 300 mm dal punto più vicino di articolazione; queste possono essere parte integrante degli elementi stessi e devono essere chiaramente identificate. La forza richiesta per il ripiegamento non deve superare i 250 N come media ed i 400 N come picco (UNI EN ISO 4254-1).
 

 

COMANDI
I comandi e il relativo posizionamento devono essere correttamente illustrati nel manuale dell’operatore; devono inoltre essere identificati mediante simboli conformi alla norma UNI EN ISO 3767-2.
I comandi manuali che per essere azionati richiedono una forza ≥100 N (≈ 10 kg) devono essere sistemati in modo tale che la distanza tra i contorni esterni o da altre parti della macchina sia almeno uguale a 50 mm. Per i comandi che per essere azionati richiedono una forza <100 N, tale distanza deve essere almeno uguale a 25 mm. Queste prescrizioni non si applicano ai comandi che si azionano con la sola punta delle dita, per esempio: pulsanti, interruttori elettrici (UNI EN ISO 4254-1).
Qualsiasi comando manuale che deve essere azionato dall’operatore in piedi, mentre l’albero cardanico di trasmissione dalla presa di potenza sta girando, deve essere situato ad una distanza orizzontale minima di 550 mm dall’albero cardanico di trasmissione dalla presa di potenza (UNI EN ISO 4254-1). In ogni caso, l’operatore deve poter verificare l’assenza di persone nelle zone pericolose, da ogni posto di comando (Direttiva 2006/42/CE).
Generalmente le trinciatrici presentano comandi semplici, quali lo spostamento laterale e il dispositivo di comando si trova a bordo della trattrice che le supportano e azionano. Le operazioni di regolazione devono essere eseguite seguendo quanto prescritto nel Manuale di Uso e Manutenzione, sempre e comunque con la macchina e la trattrice arrestate; gli interventi di regolazione su una trinciatrice riguardano generalmente la messa a punto dell’altezza di taglio. La norma UNI EN 745 indica che, qualora sia possibile provvedere alle regolazioni rimanendo sul terreno, ciò sia possibile solamente con gli utensili fermi; prevede inoltre che i comandi per le regolazioni siano posizionati nella zona superiore, laterale, frontale o posteriore della macchina, ad una distanza massima orizzontale di 550 mm dalla sua sagoma esterna.
 

 

PITTOGRAMMI
La macchina, infine, deve essere dotata di idonei pittogrammi di sicurezza che inducano l’operatore a porre particolare attenzione, in prossimità dei punti evidenziati, nelle cui vicinanze sussiste un pericolo residuo. Nel Manuale di Uso e Manutenzione deve essere riportata la spiegazione di tutti i pittogrammi utilizzati, unitamente all’indicazione del posizionamento di ognuno sulla macchina, al fine di agevolare l’utilizzatore nella sostituzione delle decalcomanie danneggiate o smarrite.  

 

 

* Cnr Imamoter – Torino


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