Mais e strategia solo post contro le infestanti

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Si può fare, ma serve la massima attenzione. Dopo l’emergenza: interventi esclusivi o di rifinitura? Tempi e modalità delle due opzioni

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Con l’attuale disponibilità di principi attivi regolarmente autorizzati sul mais, l’intera strategia di controllo delle infestanti può essere demandata anche a sole applicazioni di post-emergenza. Tuttavia occorre la consapevolezza degli inconvenienti a cui si può andare incontro, tra cui:

tempestività spesso vanificata a causa dell’inagibilità dei seminativi, con danni diretti alla produzione per l’eccessiva durata del periodo critico di competizione delle infestanti;

non perfetta efficacia delle miscele in considerazione di sfavorevoli condizioni vegetative delle malerbe per eccessivo sviluppo o avverse condizioni climatiche;

rischio di selezione di popolazioni di infestanti resistenti, con particolare riferimento alla graminacee, Echinochloa crusgalli, causa l’unico meccanismo d’azione utilizzabile.

Prima di passare alla definizione delle più meno complesse linee di intervento occorre in primo luogo considerare la finalità prevalente del post-emergenza, identificando in linea di massima due situazioni possibili:

strategia “solo post” come unica soluzione per l’eliminazione di tutte le infestanti sia graminacee che dicotiledoni e questo sia per scelta aziendale che per necessità oggettive, come per esempio nei terreni organici dove i vantaggi del pre-emergenza sono molto aleatori;

– semplici e relativamente economiche applicazioni in caso di infestazioni ridotte, a completamento di precedenti interventi di pre-emergenza o post-emergenza precoce per il controllo di specie perennanti (Convolvulus, Cirsium, Equisetum, ecc.) o per integrare l’eventuale parziale controllo delle infestanti causa avverso andamento stagionale.

La scelta dei principi attivi da utilizzare dipenderà dalla composizione floristica realmente accertata, con maggiore complessità delle strategie “solo post” e con una relativa semplicità dove si deve procedere ad una operazione di “rifinitura” dopo precedenti applicazioni preventive di pre e post-emergenza precoce.

Per quanto concerne poi la definizione dell’epoca ottimale dei trattamenti, anche in questo caso le situazioni possono essere estremamente variabili e dipendenti dal tipo e dal grado dell’infestazione, dalla dinamica delle emergenze delle infestanti e non ultimo dal tipo di terreno in cui si opera. Possono essere identificati alcuni indirizzi di base:

un unico trattamento alla 3a-4a foglia del mais su terreni normali non trattati in via preventiva ed in presenza di infestazioni non eccessive infestazioni, utilizzando miscele più o meno complesse in relazione alla contemporanea presenza di infestanti graminacee e dicotiledoni;

un solo intervento medio-tardivo, alla 5a-6a foglia del mais, ad integrazione di precedenti interventi di pre o post-emergenza precoce indirizzati generalmente per il controllo di specie dicotiledoni perenni o di sostituzione, Equisetum o Sorghum halepense da rizoma;

un doppio intervento, su terreni dotati di elevato contenuto di sostanza organica e in quelli normali non precedentemente trattati con forti infestazioni anche di specie a nascita scalare, di cui il primo da effettuare alla 2a-4a foglia del mais, indirizzato prevalentemente per il controllo delle infestanti dicotiledoni annuali ed il secondo 8-12 giorni dopo, in relazione all’andamento stagionale ed alle eventuali nuove emergenze, per l’eliminazione delle infestanti graminacee annuali e Sorghum halepense da rizoma, delle dicotiledoni perenni o di sostituzione ed anche di Equisetum spp..

 

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* Ricerca & Sviluppo Terremerse Soc. Coop. – Bagnacavallo (Ra)

 

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