Macfrut forum, come cambia la gdo

fresh fruits and vegetables

Serve un lavoro di squadra per rilanciare un settore strategico

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Rendere più efficiente la catena dei fornitori e accrescere il valore aggiunto. Questi i must che stanno guidando le principali catene della Gdo europea intervenute alla prima edizione del Macfrut Forum che, in anticipo di un giorno sul taglio del nastro, ha aperto le danze della versione 3.2 (quella riminese) del Macfrut, la fiera italiana dell’ortofrutta. «Bisogna sempre pensare in alto e mai in basso – ha commentato, al taglio del nastro l’ex ministro agricolo ed europarlamentare, Paolo De Castro – e i passi che sono stati compiuti dalle due fiere, Cesena e Rimini, per arrivare a questa nuova edizione, ne sono una dimostrazione concreta». Intanto al Macfrut forum, Sainsbury, fra gli altri, Tesco e Coop, hanno spiegato alla platea di player internazionali, le priorità che guidano l’evoluzione degli store dedicato all’ortofrutta (F&V). Tra gli scaffali, non si parla più di prodotti singoli (uva, fragole, mele, ecc.) ma di categorie di prodotto come ad esempio le “berries”, ossia i piccoli frutti (che si afferma come uno dei settori più interessanti) o ancora la IV gamma. Il futuro comincia oggi sicché i display degli scaffali dovranno informare ed educare le nuove generazioni che hanno perso il contatto diretto con la terra e non conoscono i nuovi prodotti. Aiutano le nuove tecnologie come quelle sperimentate nel supermercato del futuro che Coop ha inaugurato a Expo Milano. Nell’intento di creare un rapporto più diretto tra prodotto fresco e consumatore, si afferma anche la tendenza di ricreare nel punto vendita ambienti in grado di suscitare esperienze emozionali attraverso, ad esempio, la creazione di atmosfere domestiche. In questa direzione va il progetto di ricerca che Cso (che ha organizzato il Macfrut forum insieme ad Agroter) ha commissionato allo studio di design milanese “Fragile” per la realizzazione di un format di store innovativo da proporre alla Gdo che sarà presentato ufficialmente a Fruit Logistica 2016. «Rievocherà le atmosfere delle case – hanno spiegato Mario Trimarchi e Frida Doveil, i due architetti curatori – con l’uso di arredi particolari, colori caldi e luci più soft». La riorganizzazione della catena dei fornitori è un punto fermo su cui tutte le grandi catene stanno lavorando anche per recuperare la perdita di mercato (a vantaggio dei discount) che si è registrata nel 2015 rispetto all’anno precedente, nonostante l’incremento degli acquisti F&V che, secondo l’osservatorio sui consumi di Macfrut, è stato del 3% nel primo semestre. Serve lavoro di squadra. L’accesso alle catene internazionali come Tesco (che detiene il 30% del mercato inglese) o Sainsbury, richiede che i produttori soddisfino determinate esigenze: coerenza, trasparenza, logistica efficiente; implementazione dei calendari commerciali ed una fornitura di qualità costante. «Sono questi i gap che hanno causato una perdita di appeal del prodotto italiano nel Regno Unito». Ha detto Matteo Benatti, supplier relationship manager di Tesco che ha annunciato una riduzione dell’assortimento F&V «anche per evitare che un’offerta troppo variegata che possa creare confusione nel consumatore». Sainsbury pure rimescola le carte in reparto. «Abbiamo avviato uno studio – spiega Chris Grobler, responsabile di progetto Vca – che ci permetterà di individuare i punti deboli della supply-chain per riaggiornare l’assortimento. Siamo alla ricerca di fornitori ma li valuteremo attraverso attente selezioni in funzione delle priorità individuate come le eccellenze territoriali». Sulla necessità di fare sistema hanno insistito anche il viceministro all’Agricoltura, Andrea Olivero e il patron del Macfrut, Renzo Piraccini che, nel giorno dell’inaugurazione, hanno così commentato: «La sinergia tra Cesena e Rimini dimostra grande coraggio e lungimiranza – ha detto Olivero –. Questa è la strada che bisogna percorrere per essere concorrenziali e stare al passo coi tempi. È di grande valore anche il lavoro che da anni state compiendo nel settore dell’innovazione, dell’attenzione alla qualità e della promozione del consumo. Anche se i dati di inizio del 2015 sul settore dell’agricoltura sono sostanzialmente positivi, abbiamo ancora molto lavoro da fare». «Sono convinto – ha precisato Piraccini – che possiamo lavorare in una piattaforma globale del settore e far crescere il prodotto italiano. Servono una nuova spinta e pragmatismo, ma ce la possiamo fare».   Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 39/2015 L’Edicola di Terra e Vita