Macchine per il verde, il mercato riprende fiato

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Federica Tugnoli di Comagarden: «Il settore cresce con la qualità della vita»

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«Prevediamo di chiudere l’anno con quasi 1 milione e 186mila macchine complessive, che corrisponderebbe a un incremento di mezzo punto percentuale rispetto allo scorso anno. I dati espressi in unità certamente non riflettono l’andamento del mercato in termini di fatturato, ma confermano che il comparto è in ripresa, dopo il calo netto che si era registrato con la crisi economica del 2009». È abbastanza soddisfatta Federica Tugnoli, segretario operativo di Comagarden (l’associazione dei costruttori di macchine per il giardinaggio, aderente a FederUnacoma) dell’andamento del mercato delle macchine ed attrezzature per il verde. Un andamento positivo che molto probabilmente è destinato a durare nel tempo…

«Dobbiamo considerare – continua Federica Tugnoli – che prima della crisi il mercato delle macchine per il giardinaggio e la cura del verde aveva registrato per anni un incremento costante nel nostro Paese, legato alla crescente passione per il gardening di molti consumatori e ai maggiori investimenti nell’impiantistica sportiva e nella cura degli spazi verdi da parte delle amministrazioni pubbliche. La qualità della vita è sempre più legata alla cura del verde e credo che la ricerca di standard via via più elevati potrà generare una domanda crescente di mezzi meccanici anche in futuro».

Scindendo macchine professionali e attrezzature per l’hobbista, quali sono i rispettivi andamenti?

«I rasaerba chiuderanno l’anno con una flessione generalizzata di qualche punto percentuale, e anche i trattorini risultano in calo in tutti i segmenti. Una crescita si riscontra, invece, nei ride-on per l’hobbistica (+2,4% la previsione a fine anno) e questo fa ben sperare per una ripresa degli acquisti da parte del segmento consumer. Va ricordato, in ogni caso, che il mercato per le macchine professionali non ha registrato in questi anni andamenti particolarmente dissimili rispetto a quello delle macchine per gli usi privati, perché la crisi economica ha ridotto la capacità di spesa tanto da parte delle pubbliche amministrazioni quanto da parte delle famiglie. Analogamente una ripresa potrebbe interessare entrambi i segmenti».

Bene le motoseghe, male gli spazzaneve

Quali sono le macchine che nel mercato 2015 hanno avuto le migliori performance, e perché?

«Non è mai facile interpretare l’andamento per le singole tipologie di macchine, perché a volte alcuni picchi, in alto o in basso, rappresentano aggiustamenti fisiologici del mercato e non necessariamente sono legati a uno specifico andamento delle manutenzioni. Tuttavia, per alcune tipologie di mezzi è possibile stabilire un nesso causale con le condizioni climatiche o con emergenze particolari. Un dato che può essere interpretato alla luce dell’andamento stagionale è, ad esempio, quello relativo alla crescita significativa delle motoseghe – oltre 330mila macchine previste a fine anno, pari ad un +4% – che probabilmente si collegata all’esigenza d’interventi in territori boschivi per la riduzione della biomassa e quindi per la prevenzione dei danni provocati dalle alluvioni, che nel corso dell’anno si sono imposte come un’emergenza reale».

Viceversa quali sono quelle che hanno visto il peggiore andamento?

«Un dato negativo è sicuramente quello relativo alle macchine spazzaneve, che nei primi nove mesi dell’anno subiscono un calo di oltre il 20%, che si prevede possa essere recuperato solo in parte negli ultimi mesi dell’anno. In questo caso la crisi di vendite può essere ricondotta ad un andamento meteorologico complessivamente clemente nel corso dell’anno, e particolarmente mite anche in questa prima parte della stagione autunnale e invernale».

 

Stop alla bassa qualità, largo all’innovazione

Quanto la congiuntura economica influi-sce sull’andamento del mercato delle macchine per il verde?

«Come abbiamo accennato influisce in modo significativo, anche perché in una certa misura il gardening può essere considerato una spesa accessoria, suscettibile di tagli nel caso di congiuntura economica sfavorevole. Nei momenti di crisi, peraltro, al problema del calo numerico delle vendite si aggiunge il danno derivante dalla propensione, da parte di alcuni settori di pubblico, ad acquistare mezzi a basso prezzo, spesso prodotti nei Paesi emergenti e sprovvisti di quei requisiti di qualità e affidabilità richiesti invece dagli standard europei. I mezzi di bassa qualità occupano insomma porzioni di mercato che dovrebbero invece essere coperte con prodotti di maggior livello».

Che risposta c’è da parte del mercato per le proposte più innovative (tipo i rasaerba robot)?

«Il mercato è sempre interessato alle novità, soprattutto quelle – vedi appunto i robot, ma anche i mezzi alimentati a energia solare e così via –, che consentono risparmi di tempo e di costi. Ma anche in questo caso occorre puntare sulla qualità, perché i sistemi innovativi e automatizzati si possono diffondere solo se guadagnano una reputazione di affidabilità e di sicurezza. Sistemi robotizzati a basso costo e dalla vita breve rischiano di indurre un pregiudizio negativo sulla tecnologia, che comporterebbe danni durevoli per tutto il comparto».

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