Macchine agricole, obiettivo Mediterraneo

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In Italia immatricolazioni di trattori in stallo: nei primi 9 mesi -2,9%

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E’ a tinte molto variabili il mercato dei trattori e delle macchine operatrici nei Paesi del bacino mediterraneo, del quale Agrilevante, l’esposizione internazionale di macchine, impianti e tecnologie per la filiera agricola organizzata a Bari da FederUnacoma e Fiera del Levante, è diventata punto di riferimento.

Se nei Paesi della sponda settentrionale dell’Africa e del Vicino Oriente è in consistente crescita, in Italia è in calo e nei Balcani soffre per la loro instabilità economico-finanziaria.

Con queste considerazioni il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni ha inaugurato l’edizione 2015 della specializzata barese, «che non vuole replicare al Sud fiere simili, italiane o estere, ma ritagliarsi un ruolo preciso nello stimolare e soddisfare la domanda di macchine e attrezzature delle economie agricole che vivono intorno al Mediterraneo, senza precludersi mercati come l’Africa subsahariana, i Paesi asiatici ex sovietici, l’Iran e altri».

Da tempo i costruttori di macchine agricole guardavano con interesse a quei mercati, «perciò Agrilevante è diventato un ottimo trampolino per accedervi più facilmente – ha aggiunto il presidente della Fiera Ugo Patroni Griffi –. Vincente è la partnership con FederUnacoma, che ha saputo motivare le industrie costruttrici a investire nella rassegna e far fronte alle richieste dei Paesi mediterranei».

Richieste notevoli se si considera che i dati più recenti, contenuti in un’indagine realizzata da Nomisma e FederUnacoma e presentata da Goldoni, «evidenziano la ripresa dell’agricoltura e di conseguenza una consistente crescita della domanda di macchine e attrezzature in diversi Paesi. Le importazioni di trattori in Algeria sono cresciute del 31% nel 2014 e registrano un aumento del 18% nei primi sei mesi del 2015, in Egitto hanno avuto un incremento del 26% nel 2014 e del 33% nel primo semestre di quest’anno, in Turchia un salto del 48% nei primi sette mesi del 2015, mentre in Iran il valore delle importazioni è cresciuto da 5 a 21 milioni di dollari nei primi otto mesi. Dinamiche positive interessano anche Tunisia, Marocco, Israele e Spagna, buoni riscontri si hanno dovunque per le altre tipologie di macchine e attrezzature».

Di segno opposto sono invece i dati riguardanti l’Italia, ha rimarcato il presidente di FederUnacoma. «Nei primi otto mesi 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, le immatricolazioni dei trattori sono calate del 3%, in Puglia del 15% e i rimorchi hanno perso il 3,8%. Solo le mietitrebbie sono cresciute del 9,7%, ma da anni non si investiva in esse.

Nei Balcani il trend di crescita è sostenuto, ma l’affidabilità economica a volte scarsa ha finora scoraggiato a investirvi. Rimane comunque un’area molto attraente per i costruttori nazionali. Non a caso molti operatori esteri presenti in fiera vengono proprio dai Paesi balcanici».

Ebbene, in questo scenario l’Italia può svolgere un ruolo di primo piano, ha sostenuto Goldoni, per la favorevole posizione geografica e la qualità e l’ampiezza di gamma dei mezzi meccanici che produce. «L’industria italiana è in grado di soddisfare la crescente domanda di tecnologie nel Mediterraneo, ma va sostenuta con strategie di marketing e comunicazione capaci di valorizzare la qualità dei prodotti “made in Italy” e contrastare l’ascesa di Cina e India, che stanno penetrando rapidamente sui mercati mediterranei acquisendo grosse quote di mercato. Agrilevante può essere davvero l’avamposto per le industrie italiane, e anche europee, nello sviluppo di relazioni commerciali con Paesi molto interessanti. Peraltro esprime nuove tendenze dell’economia rurale, infatti comprende importanti sezioni dedicate a multifunzionalità, bioenergie e cura del verde».

 

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