Ma cos’è questo greening?

I VOSTRI QUESITI
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Soia. Qualsiasi tecnica colturale

Nel greening come va gestita la soia dal punto di vista agronomico? È possibile fare i normali diserbi, trattamenti, ecc.

L’agricoltore può utilizzare la soia (coltura azotofissatrice) per soddisfare l’impegno del 5% di aree di interesse ecologico. Occorre ricordare che le colture azotofissatrici hanno un fattore di ponderazione di 0,7 quindi un ettaro di coltura azotofissatrice corrisponde a 0,7 ettari di area ecologica.

L’agricoltore è libero di adottare qualsiasi tecnica colturale. Il valore ecologico della soia è nel fatto di essere una coltura azotofissatrice, indipendentemente dalla tecnica agronomica.

Pisello fresco. Azotofissatrice e terza coltura

Vorrei porre un quesito sul greening, relativo a un’azienda agricola di 100 ettari, in collina, tutta a seminativi.

Con la nuova Pac semino: 50 ha di grano duro, 42,50 ha di girasoli e 7,5 ha di piselli freschi. In questo modo ho rispettato sia la terza coltura e anche l’area ecologica, poiché ho seminato il 5% a pisello fresco (pianta proteica, coefficiente 0,70)?

Il mio dubbio è: devo destinare un 5% per la terza coltura e un 5% per l’area ecologica, e quindi allora devo seminare più di 7,5 ettari di pisello fresco? Oppure i 7,5 ha di pisello fresco mi copre sia il 5% di greening sia l’obbligo della terza coltura?

Il lettore che attua l’ordinamento colturale descritto, attraverso i 7,5 ettari di pisello fresco soddisfa due impegni del greening:

– la diversificazione, in quanto il pisello fresco funge da terza coltura;

– l’area di interesse ecologico, pari al 5% della superficie a seminativo, in quanto il pisello rientra nelle colture azotofissatrici (v. tab.), stabilite dal ministero per le Politiche agricole, con un fattore di ponderazione di 0,7.

Favino. Sovescio o maturazione pari sono

Per il 5% di greening, se semino favino, posso portarlo a maturazione secca oppure lo devo sovesciare?

Il favino è una coltura azotofissatrice che può essere utilizzata per soddisfare l’impegno del 5% di aree di interesse ecologico, con un coefficiente di ponderazione di 0,7.

Il favino deve costituire la coltura principale; Agea dovrà definire entro il 31 ottobre 2014, il periodo annuale per stabilire la coltura principale.

Il favino, ai fini del rispetto del greening, può essere sovesciato oppure può essere portato a maturazione. Non ci sono obblighi in merito alla destinazione della coltura.

Controlli. Stessi criteri della condizionalità

Ai fini del pagamento greening, come saranno rilevate le superfici tipo capezzagne, incolti, ecc.?

E come facciamo con gli elementi che possono variare nel tempo (albero che cade per fare un esempio)?

L’agricoltore dichiara annualmente le superfici ammissibili ai pagamenti diretti, con la Domanda Unica da presentare entro il 15 maggio di ogni anno.

Dal 2015, sempre con la Domanda Unica, l’agricoltore dovrà dichiarare le superfici destinate al rispetto degli impegni del greening. Agea effettuerà i controlli con gli stessi criteri della condizionalità.

Le dichiarazioni in Domanda Unica presentano molti elementi che possono variare nel tempo; basti pensare alle normali colture agrarie. Ciò non costituisce un problema, ad esempio se l’albero era presente alla data del 15 maggio.

Leguminose. Trifoglio accoppiato medica: no, miscugli: ni

Il trifoglio, l’erba medica e i miscugli di essenze foraggere possono essere utilizzati sia per il greening sia per l’aiuto accoppiato del “Piano proteico”?

Se sì, è indifferente se la coltura è da foraggio o da seme?

Il trifoglio, l’erba medica e i miscugli di essenze foraggere presentano risposte differenti ai fini degli impegni del greening e del sostegno accoppiato.

Ai fini del greening, il trifoglio e l’erba medica possono essere utilizzate per soddisfare l’impegno del 5% di aree di interesse ecologico, essendo colture azotofissatrici, con un coefficiente di ponderazione di 0,7.

I miscugli di essenze foraggere non sono utilizzabili ai fini del greening, a meno che siano costituite solo da colture azotofissatrici.

Ai fini del sostegno accoppiato, il decreto ministeriale prevede un premio alle leguminose da granella al centro-sud Italia tra cui agli “erbai annuali di sole leguminose”.

Il trifoglio è una coltura annuale ed è leguminosa, quindi rientra nel sostegno accoppiato.

L’erba medica non è una coltura annuale, quindi non rientra nel sostegno accoppiato.

I miscugli di essenze foraggere possono rientrare nel sostegno accoppiato, se il miscuglio è costituito da sole leguminose annuali.

Erba medica. Un seminativo non oltre il 75%

Un’azienda possiede 120 ettari di Sau, di cui 9 ha ad erba medica.

Ho capito che l’erba medica è utilizzabile sia come una coltura per la diversificazione, sia ai fini del conteggio delle aree ecologiche, con un fattore di ponderazione di 0,7.

Ma non ho capito come si applicano le percentuali. Il conteggio del 75% della coltura principale (ai fini della diversificazione) si applica sempre su 120 ettari o su 120 ettari meno i 9 ettari di erba medica (in quanto non è seminativo)?

L’erba medica è un seminativo, in quanto è una foraggera avvicendata. La definizione di seminativo è riportata nel Reg. 1307/2013, art. 4, par. 1 lett. f.

Ai fini della diversificazione, la coltura principale non può superare il 75% della superficie a seminativi; le due colture principali non occupano insieme più del 95% di tali seminativi.

Il conteggio si applica all’intera superficie a seminativi, quindi, nel caso in questione, sui 120 ettari.

Interesse ecologic. Almeno il 5% dei seminativi

Se nelle aree di interesse ecologico inserisco dei fossati, alberi, ecc. che non vengono conteggiati come coltura, poi posso con una azotofissatrice arrivare alla percentuale del 5% di aree di interesse ecologico?

Sì.

Le aree di interesse ecologico devono essere una superficie corrispondente ad almeno il 5% dei seminativi dell’azienda.

Se vengono utilizzate come aree di interesse ecologico, le seguenti superfici:

– elementi caratteristici del paesaggio;

– fasce tampone;

– bosco ceduo a rapida rotazione;

– imboschimenti realizzati con il Psr;

il 5% si calcola sui seminativi più le suddette aree di interesse ecologico.

Dopo aver conteggiato gli elementi caratteristici del paesaggio (fossati, alberi isolati, siepi, ecc.), se l’agricoltore non raggiunge il 5%, può completare l’impegno dedicando una parte dei seminativi a colture azotofissatrici per raggiungere il 5%.

Diversificazione/1. Arboree e pascoli non utilizzabili

Le due o tre colture necessarie per rispettare la diversificazione devono essere seminativi oppure possono essere anche le arboree (vigneti) o pascoli?

La diversificazione è un impegno del greening che interessa solamente ai seminativi, di conseguenza sono utilizzabili solamente le colture a seminativo, non le arboree e/o i pascoli.

Diversificazione/2. Da calcolare sui seminativi

Ho un’azienda di 120 ettari, di cui 50 ettari a pascolo permanente e 70 ettari a seminativi.

Per rispettare la diversificazione, le mie percentuali sono di 75% coltura principale, 5% terza coltura e 20% dell’altra coltura. Vorrei sapere se vanno calcolate sui 120 ettari e sui 70 ettari?

Sui 70 ettari.

Infatti la diversificazione è un impegno del greening che interessa solamente le aziende che hanno più di 10 ettari di seminativi e si applica solamente alla superficie a seminativo (art. 44, Reg. 1307/2013). All’interno dei seminativi, l’agricoltore deve rispettare le seguenti percentuali: la coltura principale non può superare il 75%; le due colture principali non devono occupare insieme più del 95%. 

Allegati

Ma cos’è questo greening?

There are 2 comments

  1. Maurizio

    Buonasera,
    Ho una azienda in provincia di Rieti con 100 ettari a seminativo. Per ottenere il contributo greening dovrei lasciare il 5% della superficie a set aside.
    Mi domandavo posso su questo 5 % invece del set aside quindi incolto non produttivo seminare azoto fissatrici tipo soia per rientrare nella normativa? Grazie

    1. Angelo Frascarelli

      Il greening obbliga gli agricoltori, con superfici a seminativo inferiori a 15 ettari, a destinare una quota del 5% dei seminativi dell’azienda ad aree di interesse ecologico (EFA).
      Nel caso in questione, con 100 ettari di seminativo, l’agricoltore deve realizzare 5 ettari di EFA.
      L’agricoltore può scegliere diverse modalità per dimostrare la presenza delle EFA, tenuto conto di un elenco previsto dal Reg. 1307/2013 (art. 46, par. 2) e dal decreto ministeriale n. 6513 del 18 novembre 2014:
      ­ terreni lasciati a riposo;
      ­ terrazze;
      ­ elementi caratteristici del paesaggio, compresi gli elementi adiacenti ai seminativi dell’azienda, tra cui possono rientrare elementi caratteristici del paesaggio che non sono inclusi nella superficie ammissibile;
      ­ fasce tampone, comprese le fasce tampone occupate da prati permanenti, a condizione che queste siano distinte dalla superficie agricola ammissibile adiacente
      ­ ettari agro-forestali che ricevono, o che hanno ricevuto, un sostegno dai PSR;
      ­ fasce di ettari ammissibili lungo le zone periferiche delle foreste;
      ­ superfici con bosco ceduo a rotazione rapida, senza impiego di concime minerale e/o prodotti fitosanitari;
      ­ superfici oggetto di imboschimento, ai sensi dei PSR;
      ­ superfici con colture azotofissatrici.
      Tra le modalità per dimostrare la presenza delle EFA, sono annoverati il set aside e le colture azotofissatrici (es. soia). Quindi l’agricoltore può scegliere tra il set aside e la soia (o anche una parte di set aside e una parte di soia).
      L’agricoltore deve tuttavia fare attenzione ai fattori di ponderazione.
      Un fattore di ponderazione è finalizzato a trasformare il valore ecologico delle EFA.
      Il fattore di ponderazione del set aside è pari a 1; quindi 5 ettari di set aside corrispondono a 5 ettari di EFA.
      Il fattore di ponderazione delle colture azotofissatrici è pari a 0,7; quindi 5 ettari di soia corrispondono a 3,5 ettari di EFA. Pertanto per realizzare 5 ettari di EFA, l’agricoltore deve realizzare 7,2 ettari di soia (5 ettari / 0,7 = 7,2 ettari).

      Angelo Frascarelli

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