«L’Europa dia risposte concrete ai veri imprenditori agricoli»

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Guidi (Confagricoltura): «Si è perso il contatto con il settore». Regole certe, leggi snelle e spinta verso la digitalizzazione

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Il mondo diventa ogni giorno più piccolo e instabile, più veloce, interconnesso, digitalizzato. Stiamo vivendo un periodo di cambiamenti epocali e ineluttabili, ma l’universo agricolo, specialmente quello europeo, non sempre dà l’impressione di essersene accorto: gli strumenti a disposizione delle aziende appaiono spesso «obsoleti e inadeguati» e il rischio è che si venga travolti dal cambiamento senza riuscire a coglierne le opportunità.

Che cosa servirebbe invece all’agricoltore di oggi? Cosa dovrebbe garantire l’Europa? In che modo andrebbe rivista la Politica agricola comune?

È da questi interrogativi che ha preso il via il primo “Global Food Forum”, evento organizzato da Farm Europe con il sostegno di Confagricoltura, che ha riunito per due giorni in provincia di Pavia oltre 200 esperti e rappresentanti di istituzioni europee e nazionali, organizzazioni agricole, imprese, società bancarie e assicurative provenienti da 18 nazioni. Presenti, tra gli altri, i ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

«L’Europa – ha affermato Mario Guidi, presidente di Confagricoltura e del Forum – dimostra di avere perso il contatto con gli agricoltori e di aver trascurato la dimensione economica del settore. Per troppo tempo si è limitata a staccare assegni, senza riflettere con attenzione sulle modalità migliori per utilizzare il denaro pubblico», destinato oltretutto a diminuire. Diventa dunque imperativo, ha proseguito Guidi, definire un nuovo approccio basato sulle esigenze concrete degli imprenditori. «L’agricoltore non ha bisogno delle politiche di 20, 30 o 40 anni fa e tanto meno di qualcuno che fissi i prezzi dei suoi prodotti».

 

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