Le varietà apirene potranno rilanciare le esportazioni

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Italia ancora leader nella produzione di uva da tavola, ma in ritardo nel rinnovamento varietale. Da tempo emerge la necessità di puntare su nuovi prodotti che all’assenza dei semi devono associare elevata qualità estetica e gustativa. Aumenta la competizione internazionale con la crescita di Paesi terzi capaci di esportare in tutto il mondo e per lunghi periodi dell’anno.

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Attualmente la produzione italiana di uva da tavola è di 10,7 Ml q (ultimo censimento dell’agricoltura italiana); il 72% (7,7 Ml q) è ottenuto in Puglia; il 21% in Sicilia (2,2 Ml q); il resto si ottiene in Basilicata, Sardegna, Lazio, Abruzzo. Della produzione totale sono esportati 3,8 milioni di quintali verso Germania, Francia, Polonia, Svizzera, Belgio, Regno Unito, Austria, Paesi Bassi, Paesi Opec e Medio Oriente.

Ancora più diffusa è la cv Italia, bianca con semi, caratterizzata da aroma di moscato; rappresenta il 40% tra le varietà coltivate e una produzione di circa e 5,5 Ml q; segue Victoria con il 15% e 2,1 Ml q. Tra le varietà apirene (senza semi) Sugraone Seedless è la più coltivata; segue Crimson Seedless. Rilevante interesse da parte dei viticoltori è riservato a Regal Seedless, caratterizzata da elevata resa e qualità del prodotto.

In Italia è ancora elevata la quantità di uva ottenuta con varietà con semi, che rappresentano l’80% del totale prodotto. L’assortimento delle varietà apirene consente di disporre di uva dal mese di luglio fino alla fine di dicembre. Le prime a maturare (Fig. 3) in strutture protette con plastica sono: Summer Royal, Mystery-Millenium, Sugraeight-Midnight, Sugraone Seedless; seguono  Autumn Royal, Regal, Sugraeight-Sophia, Arrafiften-Arra 15, Arra 11(Arra Eleven), Autumn Giant, Crimson.

Per assecondare la richiesta dei mercati di uve apirene è in atto in Italia una progressiva sostituzione delle superfici di vigneti coltivati con varietà con semi. Se l’obbiettivo è la completa sostituzione occorrerà almeno un decennio per ottenere il necessario ricambio varietale. Gli elevati costi di impianto e di produzione dei vigneti, non consentono, almeno per la maggior parte dei produttori, di possedere le risorse finanziarie necessarie per i nuovi investimenti. Frequentemente si attuano espedienti per riconvertire i vigneti lasciando la struttura esistente. Constatato che non si ottengono abbastanza ricavi netti dalla coltivazione di varietà con semi, si procede alla estirpazione con piccoli escavatori delle piante adulte, cercando di recuperare quanto più possibile le restanti radici; quindi si utilizzano barbatelle non innestate in sostituzione delle piante estirpate, lasciando intatta la struttura di sostegno e l’impianto di irrigazione. Quindi si procederà all’innesto con una delle varietà apirena; questa procedura non è la più razionale, ma fa di necessità virtù.

In altri casi si preferisce, anche in presenza di vigneti di 20 anni, tagliare il fusto della vite a un metro di altezza o in corrispondenza del portinnesto e procedere all’ innesto (Fig. 5). Non si condividono le scelte attuate per questi impianti, sia per gli aspetti fitosanitari, sia per la stanchezza del terreno, però la realtà è quella documentata. Solo una piccola quota dei nuovi impianti riguarda la realizzazione di strutture innovative.

 Sui mercati europei le uve del resto del mondo

La decisione più rischiosa che devono prendere i produttori di uva da tavola quando devono impiantare un nuovo vigneto è la scelta varietale, che deve conservare la validità produttiva e commerciale per tutta la durata del vigneto. Nuova varietà oggi significa apirenia, gusto (possibilmente con l’aroma di moscato), conservabilità in strutture climatizzate in attesa della commercializzazione, bell’aspetto, gradimento dei consumatori nei diversi mercati di commercializzazione, variazione del periodo di maturazione con strutture coperte in plastica per contrastare la concorrenza internazionale.

Dall’osservazione della figura 6 si nota che durante i mesi fra gennaio e la metà del mese di maggio non vi è commercializzazione di uva italiana. In questo periodo, in particolare, confluiscono in Europa le produzioni di uva di India, Sudafrica, Namibia, Cile, Perù. Da maggio in poi il mercato italiano si alimenta, oltre che di una modesta produzione italiana, della produzione dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche con l’uva proveniente da Paesi molto distanti, alcuni dei quali non trovano più convenienza a commercializzare l’uva in Europa per i prezzi troppo bassi, preferendo orientarsi verso nuovi mercati. Infatti, la strategia commerciale delle imprese sudafricane è di non eccedere nell’offerta sui mercati europei e di orientarsi anche verso Cina e Malesia. Inoltre, si cerca di commercializzare bene l’uva nelle prime due settimane di dicembre e fino a marzo, approfittando del vuoto di offerta dal Brasile che previlegia il consumo interno.

I mercati asiatici rispondono sempre bene alle uve peruviane, a differenza di quelli europei dove i prezzi piuttosto bassi hanno causato sconforto tra gli esportatori sudamericani. In Europa è commercializzata anche l’uva prodotta dalla Namibia, stato indipendente dell’Africa meridionale, che confina a Sud col Sudafrica. La raccolta dell’uva inizia alla metà di novembre con la serie Flame (apirene), seguita da Sugraone, Early Sweet e Thompson. L’uva è esportata in Europa e Regno Unito, ma sta esplorando anche il mercato cinese, quello mediorientale e altri mercati asiatici. In Europa le uve provenienti dalla Namibia sono le prime uve dell’emisfero meridionale ad arrivare in Europa, nel periodo utile per il commercio pre-natalizio dalla metà di novembre. La Namibia ha tutte le potenzialità per candidarsi in concorrenza con il Cile.

L’uva prodotta in Perù è commercializzata in Cina e Europa entro la metà di maggio. La maggior parte dell’uva del Cile è destinata al consumo della costa orientale degli USA, in Europa e in Estremo Oriente. La commercializzazione dell’uva israeliana in Europa inizia nella seconda decade di maggio con le varietà precoci Early Sweet, Flame Seedless e Dan Ben Hannah (uva originaria di Israele, selezionata da un incrocio tra la Black Mikveh e Alphonse Lavallee).

L’ India esporta l’uva in Europa a marzo, aprile e maggio. In quest’ultimo mese è in concorrenza con l’uva di Egitto, Marocco, Tunisina e Sicilia (quella proveniente dalle zone più calde di Mazzarrone, Licodia Eubea della provincia di Catania ed Acate, Vittoria, Chiaramonte Gulfi e Comiso per la provincia di Ragusa). A maggio la concorrenza si riduce in quanto la disponibilità di uva proveniente da Cile e Sudafrica è limitata. In India la resa di uva è di circa 400 q/ha; accertata l’idoneità del clima, la disponibilità di vaste estensioni di terreni, di condizioni politiche favorevoli agli investimenti e di costi di manodopera bassi, diverse multinazionali investono con la realizzazione di vigneti di diverse migliaia di ettari per la produzione di uva senza semi.

Varietà senza semi per competere con i Paesi emergenti

Produzioni precoci (commercializzazione da metà maggio a fine luglio)

In questo periodo l’offerta è ridotta, i prezzi di vendita dell’uva sono elevati, ma la produzione per pianta non deve essere eccessiva per permettere la maturazione anticipata dell’uva. Il consumatore è meno esigente per la qualità e anche per il contenuto di zuccheri. I costi per l’irrigazione e il controllo dei parassiti sono minimi rispetto alle altre modalità di coltivazione. Le prime uve raccolte dalla metà di maggio provengono dalle zone più calde della Sicilia e sono in competizione con le uve prodotte dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo tra cui Egitto, Israele, Marocco e Tunisia. Dalla fine di giugno si commercializza l’uva proveniente dai vigneti allevati a “tendone” e coperti con plastica per anticipare la maturazione.

Uve apirene a maturazione medio-tardiva

La raccolta avviene durante il periodo agosto-dicembre. E’ il periodo con la massima offerta di uva sui mercati nazionali ed europei. La commercializzazione è attuata con i prezzi più bassi. Il viticoltore però può ottenere produzioni unitarie elevate e uva perfettamente matura. I costi colturali sono più elevati perché si deve intervenire con diverse irrigazioni e trattamenti antiparassitari. Le uve delle diverse varietà esprimono il massimo contenuto di zuccheri, aromi e fragranza. Durante i mesi di ottobre, novembre e dicembre la commercializzazione dell’uva italiana deve competere sui mercati nazionali ed extra-europei con le produzione di Sudafrica, Brasile, Cile, Perù, Namibia.

Per i nuovi impianti si è alla ricerca di nuove varietà apirene, produttive, con adeguato sviluppo di grappoli e bacche, possibilmente resistenti ai passiti e con ridotta necessità di diradamento dei grappoli.  Tra le novità varietali proposte recentemente vi sono alcune apirene già in coltivazione, di cui si è accertata produzione costante, buon sviluppo di grappoli e bacche, precocità di maturazione, adattamento alle elevate temperature e agli stress climatici che si verificano all’interno dei vigneti coperti con film di plastica. Le nuove costituzioni sono ottenute per la maggior parte in California e sono caratterizzate da elevata produttività, ottima presentabilità, apirenia, bel colore, acino sodo con aromi e sapore intenso e con elevato contenuto di zuccheri, uniformità di sviluppo degli acini e ridotta necessità di diradamento.

La californiana Sun World è uno dei principali costitutori mondiali di varietà di uva da tavola apirene, tra cui Sugraone, tra le varietà senza semi più coltivate nel mondo. Inoltre, sono in coltivazione in Italia, Spagna e nel resto del mondo le apirene Sugrathirteen (commercializzata con il marchio Midnight Beauty®), una varietà precoce, nera, con acini  allungati, sodi, croccanti, uniformi, di buon sapore, grappoli grandi, resistenti al distacco del pedicello;  Sugraeighteen (Sophia Seedless®), apirena con sapore di  moscato, bianca, medio-precoce, con acini medio-grandi, rotondi, sodi, croccanti e con sviluppo uniforme; Sugranineteen (Scarlotta), Sugrathirtytwo (Coachella). Nel caso delle varietà di Sun World il pagamento delle royalty avviene in percentuale (5% circa) sul fatturato dell’uva venduta.

Le varietà apireni Summer Royal, Princess, Autumn King, Sweet Scarlet sono state costituite dall’USDA (United States Department of Agriculture) in California. Mistery, invece, è tra le varietà costituite da Aro-Volcani (Israele) e si sta diffondendo in Puglia.

La società GRAPA Varieties Ltd (costituita dalla famiglia Karniel che è il distributore mondiale esclusivo di tutte le varietà della serie ARRA) ha introdotto numerose varietà bianche, rosate, rosse e nere. Sono tutte senza semi, richiedono un lieve diradamento degli acini; alcune sono molto produttive e possiedono grande capacità ad accumulare elevati quantitativi di zuccheri che variano da 18 a 30 °Brix. Non devono però essere raccolte a maturazione avanzata perché si potrebbero formare sulle bacche macchie brunastre. Le epoche di maturazione coincidono con la maturazione dell’uva Italia. Proprietaria delle varietà è la famiglia Giumarra di Bakersfield (California); tra quelle in coltivazione vi sono Arrafifteen (Arra 15), bianca senza semi, Arra Eleven (Arra 11), Arra 13 e Arra 19, rosse apirene. Per poter coltivare queste varietà il produttore deve sottoscrivere un contratto con i possessori dei “brevetti per novità vegetale” e pagare le royalty. Per poter coltivare una nuova varietà di uva da tavola, il produttore dovrà accertarsi dell’avvenuta iscrizione al Registro Nazionale delle varietà di viti e delle autorizzazioni alla coltivazione e commercializzazione.

 Profili delle migliori uve apirene

Mistery

Senza semi, con perfetta apirenia, a maturazione precoce, caratterizzata da aroma intenso non riscontrabile nella altre nuove varietà. Ottenuta dal Volcani Center in Israele. Gradita da molti mercati dell’Italia settentrionale. In alcuni casi si è notata la formazione di lesioni semicircolari sulla bacca. E’ produttiva, con buon sviluppo di grappoli e bacche. Viene preferibilmente allevata con la nuova forma di allevamento a Y (con 1.880 piante/ha) che si consiglia per le varietà senza semi in alternativa al “tendone” in quanto è stata accertata una migliore esposizione di grappoli e tralci alle radiazioni solari, ottenendo un miglioramento della fertilità delle gemme e una riduzione delle sfogliature. Richiede ridotto impiego di fitoregolatori per migliorare lo sviluppo di grappoli e bacche. E’ preferibile coprire il vigneto con plastica per anticipare la maturazione.

Summer Royal

Nera, senza semi, costituita da David Ramming e Ron Tarailo nel 1999 in California. Questa varietà precocissima potrebbe sostituire Victoria e Black Magic con semi, poco gradite dai consumatori internazionali, ma coltivate in Italia perché a maturazione precoce. E’ stato accertato che il 15 luglio ha già 14,3 °Brix nei vigneti coperti con plastica. Sono in produzione alcuni ettari con alcune centinaia di quintali di uva. Le prime esperienze di commercializzazione sono state positive è ciò favorirà certamente la diffusione della varietà. I grappoli sono sviluppati, di forma cilindrica, in alcuni casi compatti. Ha buona resistenza al distacco della bacca dal pedicello. La fertilità reale è buona. Matura dopo pochi giorni rispetto a Black Magic e potrebbe sostituirla perché apirena e per l’elevato contenuto di zucchero presente già ai primi di luglio. La resa per ettaro è costante e stimata in 250-300 q/ha. Il vigneto va protetto con plastica per anticipare la maturazione. Il peso medio bacca è di circa 6 g, con dimensioni del diametro polare di 25 mm.

Sugraeighteen (Midnight Beauty)

Nera, apirena, a sapore neutro. Anche questa varietà ha origini californiane; è stata costituita nel 1990 da Cain David W. Si adatta ai diversi sistemi di protezione per anticipare o ritardare la maturazione. E’stato accertato che nelle zone più calde il periodo di maturazione e commercializzazione inizia alla metà di luglio con 15,1 °Brix. La produzione è costante ed elevata se coltivata in ambiente pedoclimaticamente idoneo e se vengono applicate le tecniche colturali più efficaci. Anche se matura, ha elevata resistenza sulla piante e in ambienti climatizzati. I grappoli pesano mediamente 700 g, se trattati con fitoregolatori raggiungono i 900 g circa, hanno forma cilindrica; le bacche hanno il diametro polare di 23 mm e il peso di 5,5 g. Se trattati con forchlorfenuron e acido gibberellico si ottengono incrementi con bacche di 27 mm e peso di 7,6 g. La resa varia da 264 a 366 q/ha quando vengono efficacemtne applicati fitoregolatori.

 Sugraone

Apirena, a sapore leggermente aromatico, è stata costituita in California da John Garabedian. La cultivar ha ottime caratteristiche morfologiche ed organolettiche, con sapore leggermente aromatico ed assenza totale di vinaccioli. Dopo molti anni dalla realizzazione dei primi impianti si sta affermando come migliore varietà apirena. In condizioni pedo-climatiche favorevoli ha migliorato notevolmente le produzioni ottenendo in alcuni vigneti anche rese per ettaro di circa 300 quintali. In Italia si stima una produzione di circa 1,2 Ml q. In Italia è coltivata soltanto in vigneti    con forma di allevamento a tendone, coperto con film di plastica per anticipare la maturazione dell’uva. I quantitativi prodotti sono sufficienti ad esaudire la domanda di uve apirene nazionale ed estera. Spesso si interrompe la raccolta e si conserva l’uva in celle frigorifero per mancanza di richiesta o per abbassamento dei prezzi. Ciò in attesa che si esaurisca l’offerta sui mercati internazionali dell’uva proveniente da Egitto, Spagna e Grecia. Si ritiene che questa varietà possa essere consigliata per le ottime caratteristiche anche con la sola copertura con reti spostando la maturazione dalla fine di luglio a settembre. La varietà migliora notevolmente le proprie caratteristiche quantitative se trattata con forchlorfenuron e acido gibberellico (GA₃). Con questa applicazione la resa di uva è risultata di 315 q/ha, rispetto a 242 q/ha senza trattamenti. Il peso medio grappolo e della bacca è di 756 e 6,3 g rispettivamente; se trattata con fitoregolatori gli incrementi sono stati fino a 984 g e 8,2 g.

 Sugraeighteen (Sophia Seedless))

Bianca, apirena, con aroma di moscato. Anche questa novità è stata costituita in California nel 1990 da Cain David W. Ha lo stesso periodo di maturazione dell’uva Italia; si ritiene possa sostituire almeno una parte del quantitativo prodotto di uva Italia. Sono stati realizzati alcuni ettari, è in osservazione per verificare la produttività e la resistenza sulla pianta. E’ abbastanza fertile e produttiva.  La resa media è di 264 q/ha. Se trattata con forchlorfenuron e acido gibberellico (GA₃) si hanno 365 q/ha. Il peso medio grappolo è di 589 g; con i fitoregolatori si hanno grappoli di 940 g. Aumenti si hanno anche su peso e dimensioni delle bacche.

Princess

Varietà con bacche di colore verde-giallo, senza semi, con aroma di moscato. Ottenuta presso l’USDA-ARS di Fresno (California) dall’incrocio di Crimson Seedless x B40-208. Il grappolo ha forma conica-alata, è mediamente compatto, con peso medio di circa 700 g. Il peso medio bacca è 8,1 g, il diametro polare di 32 mm. La polpa è soda, dolce, con leggero aroma di moscato con bacche a maturazione completa. La produttività non è costante in tutte le piante: alcune presentano bassa fertilità reale delle gemme. Cultivar molto interessante per lo sviluppo del grappolo e delle bacche. In Italia è coltivata da poco e devono essere individuate meglio le tecniche colturali da adottare su questa cultivar apirena: adattamento alle coperture con plastiche per anticipare o ritardare la maturazione, applicazione di fitoregolatori, distacco dalla bacca dal pedicello, resistenze ai parassiti della vite.

Arrafifteen (Arra 15)

Bianca, senza semi, è stata brevettata (Iscritta al Registro nazionale varietà). Le ARRA sono state costituite da Shachar Karniel (ARD – “Agricultural Research Development”), laboratorio di ricerca e sviluppo varietale della famiglia Giumarra. Matura alla metà di agosto con il vigneto coperto con plastica. I grappoli e le bacche sono uniformemente sviluppati e non richiedono il diradamento manuale degli acini in ritardo di sviluppo. Si è accertato per questa varietà una resa di uva elevata. Il contenuto di zucchero, già elevato a metà agosto, è di 20° Brix; se si ritarda la raccolta aumenta ulteriormente, con la possibilità di presentare macchie sulle bacche. La superficie coltivata in Europa è di circa 100 ettari, per la maggior parte in Puglia. La bacca è allungata – cilindrica con il diametro polare di circa di 32 mm, peso 8,8 g. Il grappolo pesa mediamente 1.056 g, ha colore verde e polpa croccante. Ottima la fertilità reale. Resa di uva per ettaro 350 q. Se non si effettua il diradamento del grappoli la resa aumenta ulteriormente.

Arraeleven (Arra 11)

Bianca, senza semi, è stata brevettata (Iscritta al Registro nazionale varietà il 10/7/2013). L’epoca di raccolta è nella seconda decade di settembre con 23 °Brix. La resa media per ettaro è di circa 250 q, il peso medio grappolo di 600 g, con bacche di 6,1 g. I valori del diametro polare ed equatoriale sono di 28 e 20 mm rispettivamente.

Regal Seedless

Apirena a sapore neutro. Costituita presso il Research Institute di Stellenbosch in Sudafrica. La resa per ettaro varia da 300 a 400 q, abbastanza elevata per una varietà apirena. Non evidenzia discontinuità di produzione e la fertilità è regolare durante gli anni. La buccia tende ad essere astringente, soprattutto se si anticipa l’epoca di raccolta, la polpa è croccante. I grappoli, del peso medio di 830 g, sono allungati con ampi spazi tra gli acini; le bacche pesano circa 6 grammi ed hanno forma sub-ovale di diametro polare di 26 mm. La potatura secca è attuata lasciando 4 capi a frutto di 13 gemme ciascuno per un totale di circa 50 gemme per pianta. La fertilità delle gemme è elevatissima, con 60 grappoli per pianta. Ricerche effettuate con applicazione di 5 g di CPPU dopo l’allegagione (con bacche delle dimensioni di 8 mm) e una seconda applicazione con la stessa dose dopo 8 giorni, hanno consentito di ottenere rispetto al test incrementi produttivi da 307 a 365 q/ha, con peso della passato da 5,9 a 7,8 g. Alla maturazione però l’uva trattata con CPPU era in ritardo, con un contenuto di zuccheri di 16,4% °Brix, rispetto al vigneto senza trattamenti che aveva almeno 17,1% °Brix, aspetto da non considerarsi negativo per i produttori che desiderano ritardare la raccolta dell’uva. Regal Seedless, dopo Sugraone e Crimson, è la varietà senza semi che negli ultimi anni si sta diffondendo maggiormente, con un ottimo riscontro commerciale. L’epoca di maturazione è a settembre, però si può ritardare la commercializzazione ottenendo ricavi elevati.

 Autumn Giant

Bianca, senza semi, è molto produttiva, con grappoli che possono raggiungere il peso di 1,5 kg. La maturazione avviene a settembre. E’ in coltivazione da diversi anni con risultati interessanti per produttività e consensi dei mercati. Per un giudizio definitivo occorre attendere almeno un biennio, anche per verificare la resistenza della pianta a malattie e insetti dannosi, il gradimento dei mercati e del consumatore.

 Autumn Royal

Varietà apirena nera a maturazione medio-tardiva ottenuta dall’United States Department of Agriculture (USDA), Agricultural Research Service Laboratory di Fresno (California) dall’incrocio Autumn Black x C74-1 effettuato nel 1996. La resa di uva per ettaro è mediamente di 300 q. Nelle bacche vi sono minuscoli vinaccioli semi-legnosi che, tuttavia, non sono avvertibili durante il consumo. Si raccoglie alla fine di agosto con 15,3 °Brix di media. E’ coltivata in Italia da alcuni anni su ridotte superfici. I grappoli pesano circa 950 g, sono mediamente compatti, con bacche ovoidali-ellissoidali del peso medio di 7,2 g.

 Crimson Seedless

Apirena, a bacca rosa, ha sapore neutro. Costituita in California nel 1983 da David Ramming e Ron Tarailonel, in Italia per quantità prodotta è la seconda varietà apirena dopo  Sugraone Seedless, con una produzione stimata di circa 700.000 q. Il periodo di raccolta e commercializzazione va da settembre a dicembre. Per facilitare la maturazione occorre ridurre il numero dei grappoli per pianta con il diradamento manuale, eliminando quelli poco sviluppati e in ritardo di maturazione. I vigneti di Crimson vanno protetti con film di plastica per anticipare la maturazione a settembre o per ottenere la raccolta dell’uva fono a fine di dicembre. Tra le varietà apirene è tra le preferite dai viticoltori per i nuovi impianti.

 

Scarlet Royal

Varietà senza semi di eccellenti caratteristiche. Anche questa varietà è stata costituita da David Ramming e Ron Tarailonel dell’USDA-ARS di Fresno in California nel 1995. E’ stata osservata in Puglia in un vigneto allevato a tendone e coperto con film di plastica durante il mese di ottobre. Il peso medio grappolo era di 900 g, con bacche di 11g, diametro polare 28 mm ed equatoriale di 21 mm, contenuto di zuccheri 15 °Brix, acidità totale 6 g/l, ph 4,1. Nelle nostre regioni meridionali, con idonee tecniche agronomiche, il periodo di commercializzazione può protrarsi fino a dicembre.

Conclusioni

In Italia la sostituzione delle varietà tradizionali con semi con le apirene richiederà tempi lunghissimi, perché occorre attendere la cessazione produttiva dei vigneti esistenti. I nuovi impianti, invece, già oggi sono quasi tutti realizzati con le varietà prive di vinaccioli. Rispetto al passato le nuove cultivar apirene hanno caratteristiche eccellenti, soprattutto per lo sviluppo di grappoli e bacche, per l’elevato contenuto di zuccheri e per la presenza di un leggero aroma di moscato (non paragonabile, tuttavia, all’intensità rilevabile nella varietà Italia).

A conferma di quanto detto, le varietà delle serie Arra e Sun World sono state impiantate nei nuovi vigneti dai viticoltori spagnoli e italiani soltanto su 500 ettari. Le varietà consigliate sono già in coltivazione e da diversi anni si è potuto constatare la produttività e la qualità dell’uva, con ottimi riscontri commerciali. Non richiedono il diradamento delle bacche, pratica molto costosa. A seconda delle necessità produttive del viticoltore la scelta può essere fatta tra varietà rosse, bianche o rosa per anticipare la maturazione o ritardare la commercializzazione.

Rispetto ai nuovi Paesi emergenti per la produzione di uva da tavola quali India, Egitto, Perù, ecc. l’Italia si trova svantaggiata perché la riconversione è lenta. Questi Paesi, disponendo di grandi estensioni di terreni idonei, consentono alle società che gestiscono la diffusione delle nuove varietà di raggiungere in breve tempo migliaia di ettari con le migliori, nuove proposte e quindi  di imporsi sui mercati europei anche per i minori costi colturali.