Le piretrine naturali, una risorsa strategica

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Non si tratta di un solo principio attivo ma di una miscela di 6 sostanze naturali di origine vegetale

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Il piretro è un insetticida di origine vegetale estratto dai fiori di alcune composite, tra cui il Chrysanthemum cinerariaefolium. Si tratta probabilmente di un dei più conosciuti biopesticidi; è stabilmente presente sul mercato, grazie proprio all’incremento delle superfici difese col metodo biologico e rappresenta allo stato attuale l’unica possibilità per effettuare un trattamento insetticida abbattente.
Conosciuto nell’antichità in Cina, si diffuse in Europa con il nome di “Polvere Persiana” per mezzo della Via della Seta. Divenendo la Dalmazia fino alla I guerra mondiale la principale area di produzione della ccmposita venne successivamente indicato come “Polvere Dalmata”; la coltivazione si spostò in seguito in Giappone e in alcune colonie, tra le quali soprattutto il Kenia. Attualmente la pianta del piretro è coltivata principalmente in Kenia, Tasmania, Ecuador e Nuova Guinea. Dai fiori disseccati vengono estratte le piretrine, ovvero i principi attivi che agiscono come insetticida. I fiori sono raccolti manualmente nel pieno della fioritura, quando il contenuto di piretrine raggiunge il suo apice; seguono poi il disseccamento al sole e l’estrazione dei principi attivi tramite solventi. Dal processo si ottiene una sostanza resinosa, dall’aspetto nero e viscoso che viene infine raffinata per la formulazione del prodotto finale.
Una miscela
Come già accennato non si tratta di un solo principio attivo bensì di una miscela di 6 sostanze naturali definite nel loro complesso come piretrine: piretrina I e II, cinerina I e II, jasmolina I e II. Dal punto di vista chimico, le piretrine sono esteri dell’acido crisantemico e dell’acido piretrico con 3 alcoli (piretrolone, cinerolone e jasmolone) nelle loro varie combinazioni.
L’azione insetticida si esplica attraverso meccanismi che interferiscono con il sistema nervoso centrale, con azione sui gangli e sulle sinapsi; come per altri insetticidi neurotossici si manifesta rapidamente una tipica incoordinazione dei movimenti con conseguente paralisi. A volte, però, questa non è sufficiente a causare la morte dell’insetto-bersaglio, in quanto le piretrine vengono rapidamente metabolizzate tramite processi ossidativi ed idrolitici. Per ovviare a questo inconveniente alcune formulazioni venivano commercializzate con sinergizzanti come il piperonilbutossido (Pbo) che ne ritardano la degradazione metabolica, così da permettere all’attività insetticida di potersi esprimere (da qualche anno non più disponibili in Europa). Da qualche anno il PboBO è stato sostituito nelle formulazioni in commercio in Italia da oli vegetali, che hanno la stessa funzione sinergizzante.

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