Le nutrie restano “infestanti” e ok ai Piani regionali

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A seguito della pubblicazione del Collegato ambientale alla legge di Stabilità. Si può ripartire con gli abbattimenti. Con il placet dell’Ispra

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Le nutrie continuano a provocare gravi danni all’agricoltura e ciò è ancora più evidente in Lombardia e soprattutto nella provincia di Mantova. Ma a complicare ancora di più la guerra alle nutrie vi sono le varie leggi nazionali e regionali.

L’ultimo punto di partenza è stato la modifica dell’articolo 7 del cosiddetto “collegato ambientale” alla legge di Stabilità (L. n° 221/2015 – G.U. n. 13 del 18 gennaio 2016) che ha ribadito che la nutria non è animale selvatico, confermando la scelta del parlamento dell’agosto 2014 obbligando a realizzare gli interventi di contenimento secondo la legge nazionale sulla fauna selvatica (il decreto aveva declassificato le nutrie da animale selvatico; non più tutelato ma nemmeno contenibile).

Il risultato è stato che, stando alla legge, ogni singolo cittadino dovrebbe difendersi da una nutria come si difende dai topi. Con la differenza che i topi sono ben più piccoli e non proliferano come le nutrie.

Il collegato ambientale ha di fatto bloccato tutti i piani di contenimento e abbattimento che erano stati predisposti e approvati dalle regioni e dalle amministrazioni provinciali. L’articolo 7 ha stabilito che le nutrie non si potranno più abbattere senza un controllo della popolazione da effettuare con l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica. Se questi metodi, non cruenti, di contenimento si riveleranno inefficaci, allora le Regioni potranno autorizzare Piani di abbattimento che dovranno essere attuati dalle guardie venatorie provinciali.

A tempi record l’Ispra (l’ex Istituto nazionale di fauna selvatica) ha sciolto l’inghippo legislativo fornendo alla Regione Lombardia un parere che potrà essere utilizzato anche dalle altre regioni interessate: le nutrie si potranno catturare con le gabbie o abbattere con armi da fuoco, ma solo da persone che frequentino appositi corsi e siano autorizzati.

Nel frattempo però era stata individuata la lista delle “specie invasive di rilevanza europea” che la Ue chiede di eradicare, cioè sterminare, e fra queste vi è la nutria. Un elemento che ha fatto cambiare il giudizio dell’Ispra che 4 anni fa indicava nei metodi ecologici (reti, dissuasori elettrici ecc.) gli unici strumenti da utilizzare. L’istituto ora ritiene, che questi modi “soft” siano «inopportuni e inapplicabili» per le specie invasive alloctone (non originarie di un luogo, ma importate) con le quali invece vanno usati sin da subito i “metodi forti” visto che ce lo chiede l’Ue.

Secondo il parere dell’Ispra ora servono solo metodi selettivi, cioè che non creino un danno indiscriminato, ma che sappiano distinguere fra specie e specie, appunto cattura con la gabbia e la successiva rapida soppressione con strumenti ad aria compressa di potenza limitata, e l’abbattimento diretto mediante arma da fuoco.

A queste condizioni l’Ispra esprime quindi parere favorevole ai piani di eradicazione o contenimento. Su queste basi dovranno essere adeguati sia il piano regionale che quello provinciale, quest’ultimo dal primo gennaio cautelativamente sospeso.