Le macchine agricole del futuro

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Proviamo a ipotizzare gli sviluppi della tecnologia nella meccanizzazione agricola

L’articolo Le macchine agricole del futuro è un contenuto originale di Terra e Vita.

Nel 1985 nessuno avrebbe detto che i trattori, trent’anni dopo, sarebbero stati dei computer viaggianti, guidati da un satellite e costantemente connessi con la concessionaria e la sede aziendale. Né che le mietitrebbie sarebbero state in grado di calcolare peso e umidità del prodotto raccolto, facendoli arrivare al centro di stoccaggio ancor prima del carro con la granella. Eppure tutto questo è realtà, come sappiamo bene. Vien da chiedersi, a questo punto, che cosa diventeranno le macchine agricole tra qualche lustro e se (e quando) la corsa all’iper-tecnologia avrà mai fine. Per provare a rispondere abbiamo interpellato alcuni tra i principali costruttori, sia di trattori sia di attrezzature, e abbiamo cercato di mettere assieme gli elementi comuni per provare a immaginare il futuro prossimo della meccanica agricola. Stante la vastità del tema, ci limiteremo agli aspetti principali che riguardano trattori, macchine per la raccolta e, infine, attrezzature in genere.

Trattori: connessi e specializzati

C’è un aspetto su cui tutti concordano: tecnologie satellitari e soprattutto predisposizione Isobus sono destinate a diffondersi in maniera capillare sui trattori. In particolare su quelli di potenza medio-alta, ma l’evoluzione riguarderà senza dubbio anche le macchine più piccole. Del resto, alcune delle attività che maggiormente beneficiano delle tecnologie satellitari – semina e concimazione, per esempio – non richiedono certo macchine da 300 e passa cavalli. Dunque è lecito attendersi che anche i 100 cavalli avranno l’antenna gps e l’apparato Isobus: se non tutti, almeno uno o due per azienda, che saranno usati per le attività a più alto valore aggiunto. In ogni caso, come vedremo a breve, in futuro la tecnologia non sarà limitata, come oggi, a spandiconcime, botti per trattamenti e seminatrici, ma si estenderà anche ad attrezzature insospettabili.

Alimentazione. Torniamo però a parlare di trattori con un tema assai sentito: quello dell’alimentazione. Con cosa faremo il pieno tra dieci anni? Il motore Diesel resterà, almeno per qualche anno ancora, la soluzione principe, ma è altrettanto probabile che avrà valide alternative. Non ci riferiamo soltanto al biodiesel, che è una realtà già oggi, ma a carburanti come il metano (che però dà problemi di immagazzinamento e autonomia: non oltre la mezza giornata) o l’idrogeno (idem). In quest’ultimo caso, ovviamente, il cambiamento non riguarda soltanto il combustibile, ma anche il motore: l’alimentazione a idrogeno presuppone infatti l’uso di motori elettrici con celle a combustibile, efficienti quanto costose, per ora. Si rende quindi necessario un passaggio intermedio, che sarà, quasi certamente, il motore ibrido, di cui già oggi si vedono i primi esempi. Si tratta, in sintesi, di un trattore mosso dal motore diesel, ma anche, in parte, da un motore elettrico, ricaricato dal primo e che fornisce un surplus di potenza nei momenti di necessità. Parzialmente diversa l’idea di John Deere, che mentre lavora al trattore interamente elettrico, ha presentato il Battery Boost: una maxi-batteria che sostituisce la zavorra anteriore e si ricarica collegandola alla rete elettrica. Elargisce fino a 145 cavalli extra: in pratica raddoppia la potenza nominale di un 6R.

I vantaggi dei trattori ibridi sono molti: meno consumi, più potenza usando motori più piccoli e – elemento fondamentale – meno problemi nel rispettare i parametri sulle emissioni. Per questo motivo c’è chi si spinge a immaginare, tra un decennio, trattori a trasmissione elettrica, in cui il motore diesel serve soltanto ad alimentare il generatore e dunque ha consumi (ed emissioni) al minimo.

Applicazioni. L’elettricità è, nell’opinione corrente, il fornitore di potenza dei prossimi anni. Tanto da rubare il posto alla potenza idraulica, che oggi rappresenta lo stato dell’arte, e mandare in pensione un evergreen come la presa di forza, fornitrice di potenza meccanica giunta fino a noi, sostanzialmente immutata, dagli albori del secolo scorso. Sostituire l’albero cardanico con un filo elettrico sembra fantascienza, al momento, invece esistono già i primi esempi. I costruttori di attrezzi scommettono sull’elettricità in quanto più rapida, meglio gestibile e più facilmente regolabile rispetto sia alla potenza idraulica sia – e a maggior ragione – a quella meccanica. Non è un caso se l’X Concept di Fendt è in grado di generare 130 kW di elettrici in aggiunta ai 147 del motore diesel.

Anche in questo caso, il futuro lascia intravedere una riduzione dei volumi e dei cavalli del motore endotermico. Che è del resto resa necessaria anche dallo stato dei terreni, sempre più compattati e maltrattati. Se la tecnologia è destinata ad aumentare, non siamo certi che anche le dimensioni dei trattori seguiranno la stessa strada.

Specializzazione. Si può anzi immaginare che, soprattutto per l’Europa occidentale, la corsa sia ormai vicina al traguardo, sia per ragioni pratiche – non ci sono campi grandi a sufficienza per giustificare macchine sopra i 500 cv – sia agronomiche. È invece possibile che si riprenda la strada della specializzazione, ovvero della differenziazione delle macchine a seconda dell’attività principale cui sono destinate. Già oggi, per esempio, vi sono agricoltori o contoterzisti che usano alcuni trattori quasi esclusivamente per i trasporti: liquami, granaglie, trinciato. Perché, a questo punto, non acquistare un trattore progettato espressamente per trasporti e che, per esempio, abbia dotazioni minime per quanto riguarda Pto e sollevatore, ma il massimo possibile in termini di sospensioni e trasmissione?

Connettività. Del satellite abbiamo già detto: quasi tutti i trattori potranno collegarvisi. Lo stesso varrà, nel giro di pochi anni, per la connessione con i computer aziendali o della concessionaria. Il proprietario, insomma, saprà in ogni momento cosa fanno e dove sono le sue macchine e potrà intervenire con suggerimenti all’operatore per massimizzare la produttività e ridurre i consumi. Anche i tecnici della concessionaria potranno entrare nel computer della macchina per controllare i parametri di funzionamento, verificare eventuali anomalie o programmare le manutenzioni.

 

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