L’azienda Perboni guarda al “pomodorino d’oro”

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Un prodotto di qualità destinato in gran parte all’industria Mutti

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In quel di Burana, nel comune di Bondeno (Fe), Michele Perboni coltiva con successo pomodoro da industria. La resa media della sua produzione è di 850 q/ha e questo nonostante l’adozione di una concimazione sostenibile, effettuata distribuendo una quantità di fertilizzante (vedi tabella) inferiore a quella mediamente impiegata. «Mi sono tenuto ai consigli che mi hanno dato i tecnici Scam e Apofruit – afferma Perboni – e mi sono trovato molto bene, anche perché i risultati hanno dato ragione alle nostre scelte». La tecnica di fertilizzazione adottata prevedeva l’impiego di un concime Organo-Minerale granulare a base di sostanze umificate con Epd (certificazione della Dichiarazione ambientale di Prodotto) e fertirrigazione frazionata nelle fasi vegetative salienti, addizionata di aminoacidi specifici, senza mai riscontrare problematiche applicative. L’obiettivo del tipo di fertilizzazione del pomodoro era basato sulla sostenibilità: alta resa dei nutrienti apportati, facilità delle operazioni di fertirrigazione, buon livello produttivo finale e rispetto ambientale. «Siamo partiti dalle analisi del terreno per tarare la concimazione complessiva, abbiamo tenuto sotto controllo lo sviluppo della pianta senza mai forzare l’aspetto vegetativo e grazie a diagnostiche fogliari abbiamo monitorato lo stato nutritivo della coltura senza creare stati carenziali dannosi al livello produttivo». Gran parte (30-40%) del pomodoro da industria prodotto da Perboni viene conferito a Mutti e il rimanente ad altre importanti industrie di trasformazione. La qualità del prodotto ha permesso a Perboni di entrare nelle selezioni per l’assegnazione del premio “Pomodorino d’oro”, riconoscimento istituito dall’azienda Mutti con lo scopo di stimolare una sana competizione tra gli agricoltori per produrre un pomodoro di qualità sempre più elevata prestando anche attenzione alla salvaguardia dell’ambiente. «Tecnici della Mutti – ci spiega Perboni – vengono a fare controlli sul pomodoro che produco, valutando, fra le altre cose, colore, tara, dimensione delle bacche, grado brix… in modo da monitorare la qualità del prodotto. Qualità che grazie a un’attenta fertilizzazione sono riuscito a mantenere sempre elevata». Come lo scorso anno Perboni quest’anno coltiverà 18 ha di pomodoro da industria sui 70 ha complessivi dell’azienda. «Nella rimanente superficie aziendale – afferma Perboni – coltivo mais, grano e soia. Anche per il grano utilizzo una soluzione di concimazione individuata con Scam». L’azienda aderisce ad Apofruit che affianca Perboni con il tecnico di riferimento Davide Bottecchi nell’assistenza agronomica, la difesa , la programmazione nuovi impianti e l’applicazione del manuale delle linee tecniche.