L’avocado in Sicilia è ormai una solida realtà

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In regione una cinquantina di ettari. L’esperienza dei produttori

Nonostante non sia una specie autoctona, l’avocado è coltivato con successo in Sicilia da una sessantina d’anni, dove oggi occupa una superficie di circa 50 ettari. «Quando mi convinsi 10 anni fa a coltivare avocado a Fiumefreddo di Sicilia (Ct), mi presero per pazzo – racconta sorridendo Gianni Toldonato (già presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Catania) – ma essere lungimiranti è fondamentale». Toldonato aveva ragione, infatti oggi più che mai nei mercati italiani ed esteri cresce il desiderio di frutti tropicali.

La zona ionica dell’Etna è indubbiamente l’areale più vocato alla sua coltivazione; difatti, dai peculiari microclimi e dai terreni di Fiumefreddo, Giarre, Giardini Naxos e Riposto provengono i frutti migliori, con un elevato standard qualitativo sia dal punto di vista organolettico che nutraceutico. La varietà dei terreni e la qualità dell’acqua influiscono sul prodotto: «I terreni vulcanici, con buona permeabilità e ricchi di humus, tipici della zona ionica dell’Etna, sono i più adatti ad ottenere un frutto di qualità», spiega Toldonato. Ed è proprio sulla qualità e sull’identità del prodotto che si vuole puntare, in Sicilia: «per avere un prodotto di eccellenza bisogna rispettare la vocazionalità».

Il ricercatore dell’Università di Catania, e produttore, Alberto Continella racconta che l’avocado è stato importato nel sud Italia negli anni ’50 dalla California. Numerose ricerche sono state condotte negli anni ’80 e ’90 dalle Università del sud Italia con l’obiettivo di testare le attitudini pedoclimatiche delle diverse varietà e per valutare la loro adattabilità ai nostri ambienti.

 

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