Latte, prezzo indicizzato e ripartizione dei fondi Ue

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Si tratta di 25 milioni di € che verranno distribuiti agli allevatori. Mentre il sistema di indicizzazione, elaborato da Ismea, terrà conto dei costi di produzione e dell’andamento dei prezzi di latte e formaggi in Italia e all’estero

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Grandi manovre a Roma sul latte. Prende forma il meccanismo di indicizzazione del prezzo di cui si è parlato tanto negli ultimi due anni: lo si guardava con una certa speranza interpretandolo come uno strumento di sostegno del reddito degli allevatori. E iniziano a venir distribuiti agli allevatori i famosi 25 milioni di euro della Ue. Due diverse iniziative accomunate non solo dal fatto che si sono concretizzate lo stesso giorno, il 28 gennaio, ma anche dal comune obiettivo di cercar di sostenere i ricavi unitari dei produttori.

La prima delle due carte è stata giocata in un tavolo interprofessionale tenutosi al Mipaaf, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’industria lattiero casearia, delle cooperative e della grande distribuzione.

Qui sono stati definiti dunque i primi dettagli del sistema di indicizzazione del prezzo del latte. Il sistema, elaborato da Ismea, si baserà su un meccanismo che il ministero definisce “oggettivo”: terrà conto dei costi di produzione e dell’andamento dei prezzi di latte e formaggi in Italia e all’estero.

Gli industriali lattieri in particolare, riferisce lo stesso Mipaaf, si sono impegnati a definire un modello di contratto standard. E a promuovere l’utilizzo, nei contratti che verranno stipulati per l’acquisto di latte, di indici elaborati su questo meccanismo.

Seconda novità: gli allevatori inizieranno a veder arrivare qualcosa dei 25 milioni di euro previsti per il settore zootecnico dall’intervento straordinario europeo. Il ministro Maurizio Martina infatti ha firmato il decreto per la ripartizione degli aiuti diretti alle imprese di allevamento per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016.

«L’impatto stimato della misura – sottolinea il Mipaaf – è di 1 centesimo per litro di latte venduto alla stalla». Il decreto è stato già trasmesso ad Agea per l’erogazione dei contributi a circa 36 mila allevatori.

Buona l’accoglienza di queste novità da parte di Confagricoltura e Coldiretti. La prima organizzazione per esempio ha dichiarato importante la definizione di un metodo comune a tutta la filiera per indicizzare il prezzo del latte. «Si è così creato uno strumento utile per la contrattualistica, che permetterà di modulare le quotazioni seguendo le fluttuazioni del mercato durante il periodo di valenza del contratto. Ci sono ora le condizioni per riaprire una fase nuova di contrattazione con l’industria».

Critica invece Copagri, il cui responsabile per il lattiero caseario Roberto Cavaliere ha sostenuto che questa indicizzazione non tien conto a sufficienza dei costi di produzione alla stalla, mentre sarebbe questo l’unico parametro utile da considerare. E che l’aumento del prezzo di un solo centesimo non è sufficiente di fronte all’attuale crisi del settore.

 

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