Latte, è perdita secca

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Analisi su cinque stalle cremonesi secondo Crpa e Libera

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Cinque allevamenti da latte in provincia di Cremona: costi di produzione 55 €/q. Più in dettaglio, le spese per l’ottenimento del latte sono quelle della tabella pubblicata qui accanto, realizzata dal Crpa e dalla Libera associazione agricoltori cremonesi dopo aver analizzato la contabilità di 5 stalle della provincia con una dimensione media di 308 vacche e una produttività media annua di 10mila kg di latte per vacca.

Una tabella che, dopo aver quantificato i costi, continua mostrando per la produzione di latte un risultato positivo: la differenza ricavi meno spese si colloca sopra lo zero per 0,22 €/100 kg. Si tratta di dati reali, appena acquisiti e analizzati, che verranno diffusi a un convegno alla fiera di Cremona il 29 ottobre prossimo. Ma che non devono farci concludere che oggi la situazione sia ancora quella: sono dati 2014.

Nel 2015, annata per la quale non sono ancora disponibili dati precisi, utili per un consuntivo annuale completo, è stata tutt’un’altra musica.

Infatti quest’anno per gli allevamenti del cremonese, ma anche per quelli del resto dell’Italia settentrionale, da una parte i costi sono rimasti su livelli simili a quelli dimensionati dalla tabella, dall’altra però i ricavi stanno viaggiando su valori ben diversi, drasticamente inferiori. Ricorda Ildebrando Bonacini, condirettore della stessa associazione Libera: «Nel 2015 nelle stalle di questa zona il prezzo del latte alla stalla è stato pari finora in media a 35-36 €/100 kg, con tendenza al ribasso. Questo vale più sicuramente per una delle 5 stalle da noi studiate. Le altre 4 conferiscono il latte a una cooperativa, dunque i loro ricavi unitari saranno leggermente più elevati; ma conosceranno i propri conti solo nella primavera del 2016, quando la cooperativa verserà loro il saldo, nel frattempo incassano acconti tarati sulla quotazione dei formaggi grana e sul mercato del latte».

In ogni caso, se anche considerassimo per la vendita del latte ricavi unitari pari prudenzialmente a 36 €/100 kg, più altri ricavi simili a quelli del 2014 (anche se quest’anno neppure la carne bovina sta godendo di un buon momento di mercato), alla fine per il 2015 si potrebbe stimare un profitto negativo, in altre parole una perdita, pari a -9,05 € per 100 kg di latte.

Nove euro di perdita al quintale, una cifra pesantissima. Più che mai per i produttori di latte «i conti non tornano». E Bonacini puntualizza che la tendenza del prezzo è al ribasso.

 

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