La viola, ottima soluzione per abbellire le aiuole

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Questa specie deve il successo alla sua grande versatilità. Numerose varietà con un’ampia gamma cromatica

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La Viola è la specie più venduta tra quelle a fioritura stagionale utilizzata per le aiuole. In Italia la coltivazione è diffusa soprattutto in alcune regioni del nord (Veneto e Lombardia in testa) mentre al meridione le maggiori produzioni si ottengono in Campania.

Questa specie deve il successo alla sua grande versatilità; in commercio sono presenti numerose varietà con un’ampia gamma cromatica e le specie coltivate presentano fiore di diversa dimensione. Inoltre è molto rustica, sopporta le basse temperature (anche diversi gradi sotto lo zero) ed è poco suscettibile agli attacchi parassitari.

Essendo una specie poco esigente dal punto di vista termico la coltivazione si può realizzare, in pien’aria o sotto tunnel, anche senza riscaldamento sia nel caso di produzioni con fioritura autunnale sia primaverile. Per svolgere correttamente e con successo i cicli produttivi necessita l’impianto di irrigazione ad aspersione (oppure “a goccia” nel caso di coltivazione in vaso Ø 14 cm). Nella maggior parte degli ambienti di coltivazione meridionali, soprattutto per gli elevati costi di gestione, non si utilizza l’impianto di riscaldamento. Naturalmente, operando il controllo dei valori termici all’interno dell’ambiente protetto è possibile condurre razionalmente la coltivazione e ridurre i tempi di produzione.

Cicli colturali

Al sud si effettuano solitamente due cicli di coltivazione: il primo, autunno invernale, ha inizio con i trapianti di settembre per concludersi a novembre; il secondo ciclo ha inizio a gennaio e si conclude ad aprile. La durata del ciclo è, comunque, influenzata sia dalla varietà sia dal periodo di coltivazione e varia tra i 50 e i 90 giorni. Esistono varietà adatte ai due diversi cicli colturali. In particolare, alcune varietà che hanno la tendenza “a filare” non sono adatte alle coltivazioni del primo ciclo, quando le temperature iniziali sono ancora piuttosto elevate.

Si utilizzano, solitamente, vasi di due dimensioni Ø 10 e 14 cm. I vasi più piccoli sono impiegati per le varietà a fiore grande della specie Viola tricolor o wittorckiana, quelli di maggiore dimensione per la V. cornuta che ha fiori più piccoli in grado di formare una sorta di “cuscino” fiorito che copre interamente il vaso grande; diversamente le specie con fiore grande vanno nel contenitore più piccolo poiché in questo modo possono essere poste in vendita anche con la presenza di un solo fiore.

La densità di coltivazione va dalle 70-80 piante/m2, quando si utilizza il vaso piccolo, alle 35-40 piante/m2 se si opta per la coltivazione in vaso Ø 14 cm. Le piante sono disposte vaso-vaso, in modo da avere un migliore microclima.

Irrigazione e concimazione

La Viola non ha esigenze idriche particolari, tuttavia si raccomanda di evitare i ristagni idrici, che favoriscono i marciumi al colletto e alle radici, e di lasciare asciutto il substrato.

L’irrigazione si effettua per aspersione e solo se si utilizzano vasi di diametro 14 cm si può ricorrere, in alternativa, all’irrigazione localizzata con spaghetto e siringa; va evitata l’irrigazione dal basso che aumentando il tasso igrometrico a livello radicale favorisce lo sviluppo di crittogame.

La concimazione si effettua in fertirrigazione a partire da una decina di giorni dopo il travaso, quando le piantine hanno attecchito. Nella fase iniziale di crescita si apporta settimanalmente azoto (da 175 a 225 ppm) utilizzando concimi nitrici, oppure ammoniacali se si deve correggere il pH, alternando gli interventi con concimi contenenti anche fosforo e potassio (es. concimi con titolo 20-10-20 oppure 15-5-15). Oltre ai tre principali elementi nutritivi può essere necessario l’apporto di calcio e magnesio e di microelementi, in particolare il ferro.

In funzione del rapporto tra temperatura diurna e notturna nonché del periodo di coltivazione, può essere necessario intervenire con un brachizzante. Solitamente si usano prodotti contenenti come p.a. la daminozide. Il numero di interventi dipende dalle condizioni climatiche (solitamente si praticano da uno a tre applicazioni). La temperatura, comunque, resta il metodo naturale migliore per controllare lo sviluppo delle piante; gestendo adeguatamente i valori termici diurni e notturni si può evitare qualsiasi intervento.

La difesa dai parassiti

I principali parassiti animali della Viola sono rappresentati dagli afidi e dai tripidi Frankliniella occidentalis e Echinotrips americanus. I primi determinano danni diretti e indiretti all’apparato fogliare mentre i tripidi determinano deformazioni delle foglie e delle nervature, bollosità, e, se l’attacco è tardivo, screziature e rotture di colore sui petali dei fiori. Mentre gli afidi possono creare qualche problema sulla coltivazione i tripidi compaiono raramente poiché il ciclo colturale della viola si svolge in un periodo in cui non si sono ancora verificate le condizioni ottimali di temperatura per l’insetto.

La lotta agli afidi si pratica utilizzando prodotti chimici specifici, mentre per i tripidi si utilizzano le trappole cromotropiche per individuarne la comparsa e poi si interviene alternando due o tre principi attivi, con prodotti a base di piretroidi (deltametrina), methiocarb, fenpropatrin, acephate.

Le crittogame

Tra le crittogame si segnalano la  Thielaviopsis basicola responsabile del marciume radicale, frequente sulle giovani piante; si manifesta, con sintomi sulle foglie, che ingialliscono sui bordi, partendo da quelle basali, e diventano poi rossastre. Segue l’appassimento della piantina a cui corrisponde la presenza di radici con striature brune e colletto marcescente. La difesa si pratica utilizzando principi attivi a base di procloraz.