La sostenibilità richiede innovazione

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Perdurante siccità negli States, piogge tropicali in Europa per tutta l’estate. «Si parla sempre del climate change – afferma Liam Condon, Ceo di Bayer CropScience – ma non si riflette abbastanza sull’impatto che ha sulla sicurezza alimentare». A conti fatti si tratta del fattore che può più seriamente minare l’attuale trend di crescita dell’agricoltura mondiale. Nel 2014 i prezzi delle commodity agricole sono scesi dai massimi storici toccati in precedenza ma Bayer CropScience, come ha spiegato Condon nella conferenza stampa annuale dello scorso 17 settembre, conferma il proprio impegno sul futuro del settore (nel 2013 la società ha implementato un programma che comprende spese in conto capitale pari a 2,4 miliardi di euro fino al 2016 e investimenti da circa 1 mld all’anno in ricerca e sviluppo). «Prevediamo che il mercato mondiale dei fattori di produzione agricoli raddoppi arrivando a 100 mld di euro entro il 2020 (erano 50 nel 2008)». Possibile? I fattori chiave per raggiungere l’obiettivo sono la professionalizzazione e la capacità di mettere insieme sostenibilità e intensificazione colturale grazie allo sviluppo e all’adozione di soluzioni sempre più innovative.

Miglioramento genetico

«In questo Bayer occupa un ruolo centrale grazie ad un portafoglio competitivo bilanciato tra soluzioni per la difesa, biologici e sementi». Condon ha ricordato che può bastare l’aumento di un solo grado in più di temperatura media per fare calare del 10% la resa dei cereali vernini, soprattutto nella fascia tropicale. Per questo Bayer ha deciso di investire anche sulla coltura del frumento (1,5 miliardi di euro tra il 2010 e il 2020) grazie anche ad alleanze con istituti di ricerca come lo Csiro australiano. Il lancio delle prime varietà è previsto per il 2015 ed entro al 2020 arriveranno nuovi ibridi con una forte adattabilità e un maggiore potenziale di resa. Per il riso è invece previsto il lancio nel 2016 di nuove varietà ibride in grado di raddoppiare la tolleranza alla salinità. Riguardo al core business della crop protection, Bayer è al giro di boa del programma di rinnovamento avviato nel 2011 (con il lancio in sei anni di nuovi prodotti con un potenziale di vendita di 4 mld di euro).

Contro il drago giallo

«La diffusione di problematiche devastanti come lo Yellow Dragon Disease sugli aranci in Florida e ora anche Brasile o l’avanzata del nottuide Helicoverpa armigera in America Latina mostrano quanto sia sempre alta la domanda di prodotti per la difesa».

Una domanda a cui Bayer risponde con un’offerta integrata tra agrofarmaci di sintesi e di origine biologica. La prossima registrazione di Sivanto (in corso di autorizzazione anche in Italia), psillicida-aficida a base del nuovo principio attivo Flupyradifurone e caratterizzato da un’innovativa formulazione, consente di completare la gamma per la difesa dell’arancio da questa batteriosi (causata da Candidatus Liberibacter e trasmessa da una psilla) a fianco del formulato biologico Requiem, di Movento e di Envidor. Una nuova frontiera è infine quella della sostenibilità sociale, con il lancio della piattaforma “Farming’s Future Dialogues” (www.dialogue.cropscience.
bayer.com
)
per rafforzare il confronto con la società sul tema
dell’agricoltura moderna e delle sfide che deve affrontare.

(*) Da Monheim (Germania)

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