La scarsità di cibo è una minaccia per tutti

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Ammonisce Paolo De Castro, alla presentazione del suo libro “Cibo, la sfida globale” presso la sede di Nomisma a Bologna

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Un solo pianeta Terra non basta più e a breve, se i cinesi dovessero arrivare ai nostri consumi pro capite di carne e latte, ce “ne vorranno tre per sfamare tutti”. Un’affermazione provocatoria, ma che racchiude in sé il senso della sfida davvero globale del cibo nel mondo, dove l’alimentazione si sta spostando dalle proteine vegetali a quelle animali e la popolazione salirà a quota 9 miliardi di persone. Così Paolo De Castro, europarlamentare ed ex ministro, alla presentazione del suo libro sul cibo come sfida globale, appunto. Ma attenzione, ammonisce De Castro, «non è solo una questione di ridistribuzione delle ricchezze: manca ancora la consapevolezza che il tasso di crescita della domanda alimentare è superiore al tasso di crescita dell’offerta. Oggi il livello degli stock è sufficiente, ma se il tasso di crescita continuerà a salire a questo ritmo, molto presto il problema della scarsità di cibo colpirà anche noi, non solo i paesi poveri». Oggi nel mondo, gli fa eco Romano Prodi «da un lato abbiamo il problema della dieta, dall’altro quello della fame per ben 800 milioni di persone. L’incremento della produttività dei terreni per ettaro che per oltre vent’anni è stato del 2,5-3%, si è fermato su valori intorno all’1%. E sembra che non ci siano più margini per aumentare la produzione ottimizzando meccanica agraria e fertilizzanti. La ricerca nel settore agrario è appannaggio delle multinazionali o si sta spostando verso Cina e Russia, e i fondi che le nostre università destinano alla ricerca agraria sono ormai marginali». «Da qui – prosegue De Castro – nasce il fenomeno della “caccia alla terra” (land grabbing) – nel libro stimiamo circa 80 milioni di ettari acquistati in giro per il mondo -; è un problema che riguarda tutti noi e diventa sempre più d’attualità la cosiddetta “intensivazione sostenibile” che racchiude la grande questione: riusciremo con le stesse risorse naturali che abbiamo a disposizione a produrre di più mantenendo la fertilità dei terreni per continuare a produrre anche in futuro? È una sfida enorme, soprattutto per noi occidentali che spesso siamo ancora fermi alle immagini delle eccedenze alimentari ante crisi».