La protezione dei frutti è cruciale in autunno

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Per la mosca dell’olivo, fitofago molto pericoloso in questi mesi, prima dei trattamenti utile il monitoraggio dei voli e trappole attrattive per gli adulti. Tra i funghi da monitorare con attenzione la cercosporiosi e l’occhio di pavone

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Il periodo estivo appena concluso è stato di poco al di sopra della media stagionale per quanto riguarda le temperature e nella norma per quanto riguarda la piovosità. I principali fitofagi dell’olivo, dopo un periodo invernale e primaverile piuttosto mite, non hanno incontrato quindi condizioni svantaggiose neanche nel periodo estivo appena trascorso. Come accade già da qualche anno l’andamento meteorologico delle regioni dell’Italia centrale risulta particolarmente favorevole allo sviluppo delle popolazioni di mosca dell’olivo (Bactrocera oleae). Il controllo di questo fitofago nel periodo di settembre e ottobre può diventare uno dei problemi cruciali della difesa fitosanitaria e determinare il risultato dell’annata produttiva. L’insetto in questo periodo svolge un’attività particolarmente intensa (foto n.1) in quanto le temperature miti di fine estate favoriscono l’accoppiamento e la deposizione delle uova su drupe in accrescimento e quindi particolarmente recettive. Ciascuna femmina è in grado di deporre diverse centinaia di uova, in genere una per frutto anche se nelle ultime annate, in cui la pressione dell’insetto si è dimostrata particolarmente elevata, sono state riscontrate spesso deposizioni multiple sullo stesso frutto (foto n. 2).
La deposizione avviene perforando obliquamente il frutto con l’ovopositore così da creare una camera sottoepidermica che accoglierà l’uovo (foto n. 3). Dopo alcuni giorni di incubazione sguscia la larva che si sviluppa scavando nella polpa dell’oliva una galleria di aspetto filiforme nel primo stadio di sviluppo, che assume dimensioni maggiori in quelli successivi (II e III età larvale). I danni consistono in una riduzione della resa in olio nonché in gravi alterazioni biochimiche e organolettiche dei frutti che peggiorano la qualità dell’olio prodotto. Gli attacchi possono comportare sia forti perdite produttive sia danni qualitativi. Occorre quindi prestare sempre la massima attenzione alla dinamica delle popolazioni di mosca nell’oliveto, scegliendo tra le diverse tecniche di lotta a disposizione che per omogeneità di esposizione si possono raggruppare in interventi con finalità larvicida ed interventi con finalità adulticida. In entrambe le tipologie di lotta è importante verificare con la massima attenzione la presenza degli adulti e i livelli di infestazione. Il monitoraggio dei voli del fitofago si realizza installando in campo trappole attrattive per i soli maschi della specie (con innesco a feromoni) oppure per entrambi i sessi (con innesco alimentare e a feromoni e/o con pannello cromotropico). Il campionamento delle drupe deve essere effettuato regolarmente a partire dall’innalzamento delle catture, almeno ogni settimana, raccogliendo a caso 100 olive per ettaro (una oliva per pianta oppure 10 olive da 10 piante). Da questo campione vengono estratte le olive con segni di deposizione e con l’aiuto di un bisturi e di una lente contafili (o meglio di uno stereomicroscopio) si verifica l’infestazione attiva delle drupe, calcolando la percentuale di olive con uova e larve di prima e seconda età. Se si superano le soglie di intervento si deve programmare tempestivamente l’intervento fitosanitario (tab. 1).
Nel caso di lotta larvicida si interviene con insetticidi organofosforici o neonicotinoidi al superamento della soglia del 10 -15% di infestazione attiva.

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 5/2016 L’Edicola di Olivo e Olio