La pera italiana verso nuovi mercati

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Il salone internazionale della pera di Ferrara, Futurpera che si terrà a novembre, sarà un’occasione per la valorizzazione delle pere italiane sui mercati esteri

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Esportare le pere italiane verso mercati nuovi e ricchi, per garantire ai produttori dei prezzi soddisfacenti. È questo l’obiettivo che si è posto Oi Pera (Organismo interprofessionale pera); uno dei mezzi per raggiungerlo passa anche da FutuPera, il salone della pera previsto alla Fiera di Ferrara tra il 16 e il 18 novembre.

Il ritmo di vendita delle pere durante la campagna 2016-2017, secondo dati elaborati dal Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara (Cso), presenta dei buoni ritmi di vendita per tutte le varietà. Tra queste spicca l’Abate, ma le collocazioni sono davvero soddisfacenti anche per Kaiser, Conference e Decana. L’export nazionale si indirizza soprattutto al mercato europeo, dove tra tutti i paesi spicca la Germania. Un fattore di vantaggio per le pere italiane risiede anche nel calo dell’offerta dei paesi dell’emisfero sud, dove soprattutto l’Argentina ha subito cali di produzione che oscillano tra il 3 e il 13%. In questo contesto favorevole all’esportazione si inseriscono le parole di Gianni Amedei, presidente dell’Oi Pera, che mira a far conoscere meglio all’estero le pere italiane. «L’Abate prodotta nella Pianura Padana – spiega Amidei – è una pera ancora poco conosciuta nel mondo, dove la varietà più richiesta rimane la William. Per l’Oi è fondamentale far arrivare le nostre varietà su mercati aperti, “ricchi” e capaci di apprezzarle, soprattutto in annate di abbondanza produttiva, quando l’esigenza di esportare diventa stringente».

D’altra parte l’Oi Pera non ha il compito di commercializzare il prodotto, bensì quello di fornire un supporto agli operatori nelle attività di promozione e la fiera internazionale della pera non potrà che essere un’ottima vetrina per promuovere questo prodotto. A riguardo sono ben chiare le intenzioni di Amedei: «Nel 2017 puntiamo su FuturPera per favorire e diffondere la conoscenza delle pere italiane all’estero. Il salone sarà un vero e proprio crocevia per una filiera che punta all’internazionalizzazione e crediamo saprà attrarre, non solo aziende espositrici di caratura internazionale, ma anche i buyer delle principali catene della Grande distribuzione organizzata».