La pera del futuro

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A Ferrara si terrà il primo salone internazionale della filiera

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Solo il 20% della produzione italiana di pere è destinata ai mercati esteri. Per rilanciare il comparto è necessario puntare sull’identità del prodotto, sul legame con il territorio con un occhio all’innovazione tecnica e varietale. Se ne parlerà a FuturPera, dal 19 al 21 novembre 2015 a Ferrara. La prima manifestazione fieristica interamente dedicata alla filiera pericola, incentrata sulle maggiori novità e le prospettive della pericoltura italiana, con il coinvolgimento di tutti gli attori del settore. «È necessario rilanciare il comparto che sta vivendo un periodo di crisi ed estendere la commercializzazione in nuovi mercati» ha detto il presidente di FuturPera, Stefano Calderoni. La manifestazione, che si terrà all’interno dei padiglioni di Ferrara Fiere (obiettivo 300 espositori) avrà un format innovativo, ospiterà prestigiosi convegni di settore e gli incontri tra i maggiori buyer internazionali, con una capillare diffusione che si estenderà a tutta la città di Ferrara, cornice a numerosi eventi di carattere enogastronomico e culturale. Tra i convegni in programma, è di grande rilevanza l’edizione 2015 di Interpera, di rilievo mondiale, dedicato alla coltivazione e alla commercializzazione delle pere, organizzato dall’Assemblea delle Regioni ortofrutticole europee (Areflh), giunto all’ottava edizione: «È importante condurre una ricerca volta sì alla innovazione varietale, alla ricerca di migliori caratteristiche organolettiche e di conservazione, ma questa non può assolutamente prescindere dai gusti e dalle esigenze del consumatore» ha detto Luciano Trentini, presidente comitato scientifico FuturPera e vice presidente di Areflh. I temi principali che verranno affrontati riguarderanno, dunque, l’innovazione, la sostenibilità ambientale ed economica, la conservazione del prodotto, il mantenimento delle qualità nel tempo, le tecniche per la calibratura, il confezionamento e la logistica dell’intera filiera. Grande attenzione, durante tutta la manifestazione, sarà dedicata alla promozione del prodotto italiano verso possibili nuovi mercati. «Un evento fieristico dedicato ad un prodotto specifico è un segnale positivo per l’intera filiera produttiva – ha detto Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna –. La fiera parte con ottimi presupposti, grazie al supporto del Ministero e della Regione. Il 33% delle pere prodotte in Unione europea arriva dall’Italia e, di queste, l’80% dall’Emilia-Romagna: è quindi un’occasione di confronto importante e valorizzabile».