La corretta gestione dell’olio esausto

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Nel 2015 sono state raccolte oltre 62.000 tonnellate di oli vegetali esausti, in aumento del 44% rispetto al 2010, l’85% delle quali sono state avviate a rigenerazione per la produzione di biodiesel

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Il ministro dell’Ambiente ha risposto all’interrogazione del senatore Casaletto (Gal – Grandi autonomie e libertà) sulla corretta gestione dell’olio esausto.
L’atto ispettivo aveva a suo tempo sollecitato un intervento per attivare e diffondere informazioni per una corretta gestione dell’olio esausto e la creazione di raccoglitori e isole ecologiche con cisterne per raccogliere l’olio esausto e gestirne lo smaltimento.
Nella sua risposta l’esecutivo ha premesso che l’olio esausto, proveniente ad esempio dall’olio di oliva o di semi, che residua dalla cottura o dalla conservazione degli alimenti dopo l’uso domestico, si trasforma in un rifiuto che può costituire una minaccia per l’ambiente, se non smaltito correttamente.
Se il rifiuto proviene dalle utenze domestiche, si tratta di un rifiuto urbano e pertanto è soggetto al regime di privativa comunale.
Per quanto riguarda invece l’olio esausto che si origina da attività commerciali o industriali, è gestito attraverso il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (Conoe).
Il Consorzio monitora la filiera degli oli e grassi esausti per ridurre il rischio di inquinamento ed assicura e promuove sul territorio nazionale la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento ed il riutilizzo di oli e grassi vegetali ed animali esausti; lo smaltimento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti dei quali non sia possibile e conveniente la rigenerazione; lo svolgimento di indagini di mercato e studi di settore per migliorare, economicamente e tecnicamente, il trattamento di questa sostanza. L’olio esausto, attraverso processi di trattamento e riciclo, può essere utilizzato per la produzione di oli lubrificanti per motore, cementi, asfalti e bitumi, biodiesel per trazione, glicerina per saponificazione, combustibile per il recupero energetico.
Dai dati comunicati dal Conoe – si legge nella risposta ministeriale – nel 2015 sono state raccolte oltre 62.000 tonnellate di oli vegetali esausti, in aumento del 44% rispetto al 2010, l’85% delle quali sono state avviate a rigenerazione per la produzione di biodiesel.
Il Conoe ha sottoscritto convenzioni con alcuni comuni per la raccolta degli oli esausti provenienti dalle utenze domestiche. La raccolta dell’olio alimentare consentirebbe, quindi, un risparmio energetico, offrendo un’alternativa alla produzione di oli sintetici derivanti dal petrolio ed aiuterebbe a salvaguardare l’ambiente, mediante la corretta gestione di ingenti quantità di olio che, attualmente, sono riversati nelle acque di scarico creando problemi di sovraccarico dei depuratori.
Tutto ciò premesso, nella risposta si è sottolineato che il ministero, per quanto di competenza, continuerà a svolgere un’attività di monitoraggio sulle questioni rappresentate, promuovendo anche iniziative che possano favorire un maggiore coinvolgimento di cittadini, aziende, istituzioni, atto a promuovere la cultura della sostenibilità e tradurla poi, in comportamenti concreti.
È da aggiungere infine che il collegato agricolo alla legge di stabilità 2016, approvato in via definitiva (Legge 28 luglio 2016 n. 154), dedica al comparto oleario l’articolo 10, che prevede che il contributo al Conoe venga determinato, a decorrere dal 2017, in base alle diverse tipologie di olio e alla loro attitudine a diventare esausti.
Nel caso degli oli di oliva vergini e dell’olio di oliva, il riferimento è alle confezioni di capacità superiore a cinque litri, per un ammontare di € 0,0102/kg.
Per quello che riguarda gli oli extravergini di oliva (solo per quelli raccolti dei quali non sia possibile o conveniente la rigenerazione), l’ammontare è di € 0,0102/kg.
Il contributo è dovuto in occasione della prima immissione del prodotto, sfuso o confezionato che sia, nel mercato nazionale e deve essere versato al Conoe con cadenza trimestrale.
Sono esclusi dal versamento del contributo:
1) gli oli extravergini di oliva, tranne che il loro impiego comporti la produzione di rifiuti;
2) gli oli vergini di oliva, oltre che l’olio di oliva confezionato in recipienti di capacità eguale o inferiore a cinque litri.