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13 novembre 2009

La codecisione e la Pac che verrà

La codecisione e la Pac che verrà

TAG:
PAC, politica agricola




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La firma del trattato di Lisbona da parte del Presidente Ceco Vaclav Klaus rappresenta un momento straordinariamente importante per il rafforzamento della democrazia dell’Europa e delle sue istituzioni. Ad un mese dalla pronuncia favorevole dei cittadini irlandesi, si chiude definitivamente il processo di ratifica e l'Europa vede cambiare le sue regole aumentando la forza e la rappresentatività dei cittadini europei nelle istituzioni e quindi nelle decisioni che si assumono. Con la chiusura del processo di ratifica entra in vigore il meccanismo di codecisione anche in materia agricola.

La codecisione è la più importante delle procedure legislative dell’Unione ed è fondata sul principio di parità tra il Parlamento europeo
, che è direttamente eletto e rappresenta i popoli dell’Unione e il Consiglio, che rappresenta i Governi degli stati Membri. Questo nuovo scenario, che vede rafforzate le prerogative del Parlamento europeo, viene a delinearsi in un momento di fondamentale importanza per il futuro della Pac. All’interno del dibattito che porterà a formulare i cardini e le risorse della Pac del futuro, il rinnovato ruolo del Parlamento può, infatti, rappresentare un elemento straordinariamente importante a garanzia della continuità di una politica che è stata fondamentale nel processo di costruzione dell’Europa e che ora può essere decisiva nelle sfide che attendono la nostra società da qui ai prossimi anni.

Concretamente la codecisione si esplica all’interno di un processo negoziale tra il Parlamento e il Consiglio ed è articolata in un massimo di tre letture all’interno delle quali le due istituzioni coinvolte possono procedere a successivi emendamenti, con la possibilità di ricorrere, qualora non vi sia accordo, a un procedimento di conciliazione. Di fatto la produzione legislativa in ambito agricolo viene affidata alla responsabilità congiunta di Consiglio e Parlamento e il consenso di quest’ultimo diviene determinante. Questo segna una svolta vera e propria rispetto all’attuale procedura, nella quale il rilievo del Parlamento è di esclusiva natura consultiva e non vincolante.

Un'innovazione sostanziale, quindi, che avviene in una fase storica decisiva per il futuro dell’intervento europeo per il settore agricolo e i territori rurali. Un’innovazione che spero potrà permettere alla società europea di essere al riparo da alcune tendenze volte a ridimensionare il ruolo delle politiche agricole a partire dalle risorse ad esse dedicate. Siamo nel pieno della discussione del bilancio comunitario e alcune posizioni, che scontano una visione miope e forse pregiudizievole nei confronti della Pac, rischiano di depotenziare la portata di questa politica.

In virtù di ciò, il meccanismo della codecisione e il conseguente maggiore protagonismo del Parlamento Ue rappresentano un'occasione importante e da non sciupare per garantire continuità e vigore a questa politica che si rivela ancora straordinariamente attuale in virtù delle sfide nel campo della sostenibilità e della coesione che attendono il futuro dell’Europa. Il deciso orientamento recentemente espresso dal Parlamento Ue sulla crisi del lattiero-caseario, è una prima importante testimonianza di un’attenzione del tutto particolare che il Parlamento stesso dedica al settore in questo inizio di legislatura.

La chiusura definitiva del processo di ratifica diventa un elemento che rafforza e rende più efficace l’impegno del ParlamentoUe nei confronti dell’agricoltura europea.
Un elemento che dovrebbe consentirci di contribuire efficacemente alla costruzione di una Pac per il post 2013 che sappia essere all’altezza dei tempi, più moderna, più efficiente e soprattutto capace di intercettare i nuovi bisogni espressi dalla società europea.

 

 

 


a cura di Paolo De Castro - su Terra e Vita







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