La Carta di Milano

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Idee per nutrire il pianeta

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“Noi donne e uomini, cittadini di questo pianeta, sottoscriviamo questo documento per assumerci impegni precisi in relazione al diritto al cibo che riteniamo debba essere un diritto umano fondamentale. Consideriamo una violazione alla dignità umana il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita ed energia». È l’incipit del “testamento” morale di Expo2015, la “Carta di Milano” presentato alla vigilia del primo Expo dedicato al cibo, frutto del lavoro di istituzioni nazionali, organizzazioni internazionali, rappresentanti della “società civile” e imprese. Scopo della Carta è anzitutto risvegliare la coscienza dell’opinione pubblica sulla fragilità del nostro pianeta (800 milioni di persone affamate; 1,3 miliardi di t di cibo sprecato) e le minacce allo sviluppo (risorse naturali sovrasfruttate, cambiamenti climatici, crescita demografica). Il documento sollecita tutti ad assumere la propria responsabilità e adottare comportamenti sostenibili nella produzione, gestione e distribuzione del cibo e delle risorse. «L’ambizione è che l’esposizione non si esaurisca in 6 mesi, ma lasci una traccia nel futuro» ha detto il Commissario di Expo2015, Giuseppe Sala. E il ministro Maurizio Martina ha detto che l’Expo rappresenta «una piattaforma diplomatica straordinaria, dove cercheremo di fare politica nel senso più nobile del termine. Poniamo la prima pietra, nell’auspicio che nei prossimi mesi si compia un salto di qualità nel dibattito internazionale sul cibo».

Combi Mais selezionato dal Mipaaf per Expo 2015 di Gianni Gnudi

La notizia arriva sui titoli di coda: Combi Mais Idrotechnologies, protocollo innovativo per la produzione di mais, è stato selezionato dal Mipaaf per essere presentato nel Padiglione Italia durante i sei mesi dell’Expo 2015 di Milano. Ad annunciarlo è Mario Vigo, presidente di Innovagri e coordinatore del progetto Combi Mais, a margine della conferenza stampa di presentazione del secondo anno del percorso agronomico.L’obiettivo è noto: produrre 20 t/ha di mais da granella. Il 2014 è stato più che incoraggiante: sui 10 ha dell’azienda Folli di Mario e Alberto Vigo a Mediglia (Mi) le rese sono aumentate in media del 14%, raggiungendo i 170 q/ha contro una media di 150 q/ha. Tutto ciò con una riduzione dei mezzi tecnici compresa fra il 20e il 30%. Ora è partita la seconda annualità: 30 ha di terreno sui quali applicare il protocollo, che vede impegnati i diversi partner del progetto: Syngenta, Netafim, Unimer, Cifo, Kuhn, Same Deutz-Fahr e Popolare di Lodi. Nel 2015 il protocollo prevede: –   lavorazione del terreno con la tecnica dello “Strip Till”; –   semina di Sy Brabus, ibrido ad alto potenziale produttivo; –   protezione delle prime fasi di sviluppo con agrofarmaci che abbattano la competizione delle malerbe e azzerino i danni degli insetti terricoli; –   utilizzo di Quilt X Cel, con triplice azione fungicida e anti stress sulle piante di mais; –   utilizzo di Kendo Bi-Active per il controllo della piralide; –   nutrimento delle piante con concimi organominerali e in fertirrigazione; –   gestione della fertirrigazione con nuova tecnica agronomica per massimizzare le rese; –   integrazione di 10 ha con la per aumentare ulteriormente l’efficienza idrica; –   trattori ad alte prestazioni e basso impatto ambientale. I conti si faranno alla raccolta, ma secondo Vigo solo l’innovazione si può portare a livelli di resa tali da considerare il mais ancora competitivo.

Riso da valorizzare di F. L.

Il riso italiano è un’eccellenza agroalimentare nazionale che va protetta e valorizzata. Questa è l’unica strada per sopravvivere in un mercato internazionale duro, dove la concorrenza asiatica rischia di tagliarci fuori persino dall’Europa, a causa di accordi commerciali che eliminano i dazi doganali. É il messaggio che arriva dall’Ente Nazionale Risi che ha illustrato e motivato la presenza della filiera ad Expo2015. <<Lo spirito – ha spiegato Paolo Carrà, Commissario straordinario dell’Ente – è quello, da un lato, di far conoscere a un pubblico internazionale qualità, salubrità e versatilità di un prodotto che nasce da un territorio unico, dall’altro spingere le aziende trasformatrici a scoprire nuovi mercati>>. Uno sforzo che sarà supportato da Federalimentare, che “ospiterà” le 51 imprese risicole partecipanti, rappresentanti del 70% del prodotto commercializzato, presso il proprio Padiglione “Cibus è Italia”. Qui il visitatore potrà immergersi nel mondo delle risaie, scoprendo il territorio, la storia, la cultura, ma anche lo sforzo di innovazione e ricerca del comparto.