La botrite è già in vigneto. Cosa fare?

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I trattamenti necessari durante l’estate per limitare i danni

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Le condizioni climatiche particolarmente piovose di aprile e maggio hanno innescato le sporadiche comparse di sintomi fogliari di botrite già all’inizio di giugno. Tali attacchi non pregiudicano sicuramente la produzione, ma possono comunque dare l’idea di un’annata particolarmente favorevole allo sviluppo della malattia.

I fungicidi maggiormente impiegati per proteggere i grappoli sono quelli a base di fluopyram, fenpirazamine, boscalid, pirimetanil, fluazinam, fenexamide, la miscela di ciprodinil+fludioxonil. A questi vanno aggiunti anche trifloxystrobin, mepanipirim e iprodione, tuttavia non ammessi in Produzione Integrata. Tradizionalmente e indipendentemente dalla varietà e dalla pressione della malattia, solitamente il trattamento anti-botritico fondamentale viene eseguito in pre-chiusura grappolo (prima che l’interno di questo, in seguito al suo rapido accrescimento, non possa venire più raggiunto efficacemente dal principio attivo).

Successivamente è consigliabile effettuare il secondo intervento nei periodi successivi, questo sì in funzione di un andamento climatico particolarmente favorevole al patogeno. Infatti, nelle annate a scarsa piovosità, tale trattamento diventa spesso risolutivo.

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