SERVIZI / L'esperto risponde
08 febbraio 2012
Proprietà di un terreno
Esistenza giuridica del vincolo contrattuale
Leggevo in merito alla legge 203/82 art. 50 e scopro di avere un “problema”. Approfittando del fatto che prestate consulenza, spero di ricevere vostro graditissimo aiuto e chiarimento. Mio padre, deceduto nel 1999, era proprietario di un terreno agricolo e in quest’ultimo ad un suo conoscente aveva concesso amichevolmente e senza compenso, di poter tagliare l’erba ed usarla come foraggio per le sue bestie. Dopo la morte di mio padre, costui oltre a tagliare l’erba seminava patate ed ogni tanto, manifestava la sua “riconoscenza” con qualche chilo di patate o 10 uova e cosi via. Dopo un po’ di tempo ci è stato recapitato tramite la Confagricoltura, per conto di un loro associato, un compenso di circa 10€ annui a titolo di locazione, contratto che a noi non risulta essere stato mai stipulato. Nel 2008, diventato edificabile il terreno, ho inviato una raccomandata a questo signore con la quale davo almeno sei mesi di tempo per raccogliere l’eventuale seminato e lo invitavo a non adoperarsi con altre eventuali semine o quant’altro. Mi risponde tramite la Confagricoltura che devo risarcire circa 4,20 € al mq. affinchè lui lasci libero il mio terreno. Domanda: · noi non abbiamo mai stipulato nessun contratto · mia madre (ereditaria del terreno) ha incassato quei pochi euro che nel corso degli anni ha inviato (si riteneva che fosse il contro valore delle uova o delle patate) come posso chiarire questa “sgradevole” vicenda di “avidità” o furbizia di costui?
08 febbraio 2012
Terreno in eredità
Divisione dei beni
Mia moglie, - ultima di cinque figli, ebbe a ricevere dal padre, noto imprenditore agricolo, con atto di Donazione, unitamente ai fratelli, la nuda proprietà dell’intero patrimonio costituito da diversi fondi rustici per complessivi Ha.55.09.98-.
Orbene alla morte del Padre, i fratelli approfittando del momento di sconforto, dello stato confusionale e di scoramento nel quale mia moglie si era venuta a trovare, insieme alla Madre, ed alla sorella, ebbero ad assumere atteggiamento ingannevole e fraudolento dapprima nei confronti della madre, facendogli firmare atto di rinuncia dell’asse ereditario, segnatamente all’usufrutto in favore dei cinque figli; successivamente ebbero a pretendere che mia moglie e la sorella “regalassero” per un prezzo irrisorio (due milioni di vecchie lire), mediante atto di cessione dei Diritti Successori dell’Az. Agricola del padre, tutti i beni strumentali, di ingente valore, rappresentati da mezzi agricoli, trattori, su gomma e cingolati, camion,e rimorchi.
Per ultimo, a completamento delle azioni svolte dai fratelli nei confronti di mia moglie, a dir poco moralmente “deprecabili”,”ingannevoli” e “fraudolenti” ancorchè effettuate tra “fratelli”, pretesero la stipula di un contratto di affitto dei suddetti fondi rustici in favore dei fratelli che nel frattempo si erano costituiti in Az Agricola Soc. Semplice accampando come motivazione la possibilità di poter beneficiare di finanziamenti agevolativi e di sostegno per le politiche agricole, riconoscendo un canone esiguo (6/mila euro per ciascuno delle sorelle per una estensione complessiva di agrumeti pari ad Ha22.00.00), argomentando che l’esiguità delle somme riconosciute per i due/quinti di pertinenza, serviva a contribuire in parti equanime tra i cinque figli al mantenimento della propria Madre.
Le affermazioni sugli atteggiamenti ingannevoli perpetrati dai fratelli trova ulteriore fondamento all’art. 3 del contratto di locazione registrato e sottoscritto in assenza delle associazioni di categoria, in data 13/5/1999 da mia moglie e dalla sorella, allorquando ignara sulla reale durata del contratto di affitto venne indicato al predetto articolo “l’affitto decorrerà dal 13 Maggio 1999 per concludersi improrogabilmente il 30 Giugno 2009”, assicurandola, che alla scadenza stabilita, avrebbero rilasciato senza ulteriori indugi o comunicazioni, la quota ideale di propria spettanza,(trattandosi di proprietà indivisa), essendo i rapporti regolati dal giuramento e dall’impegno morale tra fratelli,oltre che formale, che vanno al di là di qualsiasi aspetto giuridico, e non viceversa come potrebbe essere tra persone estranee.
Oggi al di là del fatto che è pendente una causa dinanzi la sezione specializzata agraria, promossa dai fratelli nei confronti solo di mia moglie, ai sensi della ex L.203 (durata minima 15anni), in quanto la sorella per motivi personali è d’accordo a che i fratelli continuino la conduzione dei terreni; ed un’altra è stata promossa da mia moglie per la divisione del patrimonio (trattandosi di quote indivise); - che gli stessi continuano a percepire i contributi da parte dell’Agea per la Domanda Unica, e per un PSR (FEASR – misura 214 -2007/2013-), avendo nel frattempo di loro iniziativa senza alcun consenso o dichiarazione liberatoria da parte di mia moglie, variato la coltivazione degli agrumeti da “convenzionale” a “biologica”, sulla base del solo contratto di conduzione dei fondi che porta comunque come scadenza improrogabile 30/06/2009.
La mia Domanda è : - Alla luce di quanto riferito, Chiedo all’Esperto, se vi è una qualche possibilità che il Tribunale Sez Specializzata Agraria, rigetti la richiesta promossa dai “fratelli” costituiti sotto forma di Az Agr Soc semplice, la validità del contratto ai sensi ex L.203 (durata minima 15anni); ed inoltre se l’Ente erogatore (AGEA) opera correttamente nell’elargizione dei contributi, attesa la durata indicata nel contratto, ed in assenza di consenso scritto o lettera liberatoria da parte di mia moglie?
Ribadisco trattandosi di proprietà indivisa ed in assenza da parte loro di una sentenza che attesti la durata del contratto durata minima (15 anni -30/06/2014) o cosa ancor più grave in assenza di disdetta da effettuarsi un anno prima della scadenza da parte di mia moglie, a loro dire, il contratto di locazione, si sia rinnovato automaticamente per ulteriori 15anni portando la scadenza al 30/Giugno/2024.
Come suol dirsi oltre il danno la beffa, non tenendo conto del vile escamotage perpetrato in danno di mia moglie.
07 febbraio 2012
Regolamento dei confini
Alberi che delimitano il confine
Volevo sapere se e quale valore probatorio possono avere gli alberi piantumati lungo un confine nell’ipotesi di regolazione di confine ex art. 950 cc.
07 febbraio 2012
Comodati in agricoltura
Vorrei porre il seguente quesito “all’esperto risponde”.
Premesso che:
- si svolge l’attività agricola ed agrituristica nella forma della società agricola semplice composta dai familiari (madre, figlio, figlia), e che la madre e la figlia svolgono tale attività a titolo principale;
- che la società agricola semplice predetta svolge l’attività agricola ed agrituristica su terreni e fabbricati non di proprietà della società semplice ma di:
a) proprietà per il 50% di uno dei soci della società agricola ;
b) proprietà per il 50% del (padre) non socio della società semplice;
- che tali terreni e fabbricati sono stati concessi alla società semplice dai proprietari con apposito contratto di comodato, regolarmente registrato, per un periodo di quindici anni alla società semplice, con la previsione per i comodatari di poter apportare ai predetti terreni e fabbricati incrementi, migliorie, costruzioni e quant’altro al fine dello svolgimento dell’attività agricola;
- che la società agricola semplice ha, con regolari autorizzazioni e licenze edilizie, apportato ai fabbricati concessi in comodato interventi quali : ampliamenti, ristrutturazioni e nuove costruzioni al fine dello svolgimento dell’attività agricola;
- che con apposita istanza di rimborso iva ha chiesto ed ottenuto, per l’anno 2008, il rimborso iva scaturente dalla dichiarazione iva regolarmente presentata;
- che tale rimborso i.v.a., con avviso di accertamento notificato nel 2011, è stato oggetto di rettifica per il diniego del diritto alla detrazione (art.19 Dpr.633/72) da parte della competente agenzia entrate;
- che la scrivente ha provveduto, in base alle recenti sentenze n. 10079/09 e n. 3544/2010 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione ed in base alla nota dell’agenzia delle entrate n° 2010/100139 del 30.6.2010, alla richiesta di revoca in autotutela dell’avviso di accertamento nel quale si negava il diritto alla detrazione dell’i.v.a. sugli acquisti; istanza di autotutela che, ragionevolmente, dovrebbe essere accolta dall’agenzia entrate;
- che l’ufficio ha provveduto, contestualmente all’emissione dell’avviso di accertamento, a chiedere l’escussione della fideiussione assicurativa a suo tempo prestata dalla società semplice per l’ottenimento del rimborso i.v.a. ottenuto e adesso negato dall’agenzia delle entrate;
- che con vostra risposta, nella domande “all’esperto risponde” del 24 giugno 2010 ed intitolata “Iva e accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate” si rispondeva ad un quesito asserendo che a fronte di spese di ristrutturazione su beni di terzi oltre al diritto alla detrazione dell’iva sugli acquisiti spetterebbe il diritto al rimborso i.v.a.; tutto ciò premesso e poiché non si riesce reperire “documentazione ufficiale” che ci permetta di dimostrare il diritto al rimborso i.v.a. sulle spese di ristrutturazione, ammodernamento, ampliamento e costruzione, effettuate su beni di terzi dalla summenzionata società agricola semplice, si chiede di sapere in base a quale normativa, circolare o atto similare, spetti alla società agricola il diritto al rimborso dell’i.v.a. sugli investimenti indicati ed effettuati su beni di terzi a titolo di comodato, considerando come “di diritto” il diritto alla detrazione i.v.a. sugli investimenti effettuato, come meglio specificato in base alla recente giurisprudenza ed alle circolari sopra menzionate.
05 febbraio 2012
Rettifica dei confini del terreno
Recinzioni
Nella mia Terra nativa, sono stati in odierno rettificati i confini dei terreni, con il mio vicino,ed é qua che é nato il problema.
Sono stati piantati, con una trivella dei pali in ferro, che fuoriescono dal terreno di ca. 70-120 cm ed é una cosa orribile.
Potreste dirmi per favore (se esiste nel codice civile o qualunque altra legge) di quanti cm max possono fuoriuscire i picchetti dal terreno?
So che esistono dei veri e propri picchetti per questo tipo di lavoro, oppure ognuno può usare quello che gli pare?
Se davvero esiste qualcosa del genere, a chi mi devo rivolgere?
Per una vostra risposta (forse potete indicarmi di quale articolo si tratta) vi ringrazio.
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