Kverneland, avanti il prossimo

NOVITÀ
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Una location come sempre originale quella scelta da Kverneland Group Italia per presentare in anteprima le novità in tema di lavorazione del terreno e semina che vedremo all’Eima 2014 di Bologna (occasione in cui saranno presentate anche le novità in ambito fienagione).
Parliamo delle colline moreniche di Solferino, in provincia di Mantova, luogo della celebre battaglia del 1859 tra austriaci e franco-piemontesi durante la seconda guerra d’Indipendenza italiana. E come allora i soldati difesero le loro terre, così Kverneland ha voluto mostrare tutta la sua attenzione nella “difesa” del suolo.

Pto

Quattordici le macchine presentate in totale, azionate e non dalla Pto. La prima attrezzatura presentata è stata la combinazione erpice rotante NG H 301 con la seminatrice s-drill Pro. Questo erpice fa parte della serie NG-H, per trattori fino a 200 cv, ed è il modello più adatto per la combinazione con le seminatrici sia per semina post-aratura che diretta su sodo. Questo modello deve il suo nome alla larghezza di lavoro di 3 m e dispone di tutte le caratteristiche della gamma di erpici NG-H, come ad esempio il sistema di sgancio rapido Quick-Fit con supporti portadenti montati su cuscinetti a rulli conici.
La s-drill Pro è disponibile nelle versioni per larghezze di lavoro da 3-3,5 m fino a 4 m; il numero delle file è variabile da 24 a 32, per una distanza di semina di 12,5 cm. La capacità della tramoggia arriva a 1.500 l e monta la nuova barra di semina tipo Pro, con controllo della profondità integrato nel telaio del rullo. Vera novità di questa seminatrice è il falcione di semina a dischi CX-II, progettato per lavorare sulle combinazioni portate di seminatrice e coltivatore e disponibile in larghezze di lavoro da 3-6m. La barra con falcioni CX II è abbinabile ai modelli Kverneland mc-drill, s-drill e s-drill Pro, i-drill Pro, DF1 e DF2. Il falcione CX-II offre un posizionamento del seme altamente preciso: un disco piatto in acciaio penetra nel terreno, mentre il noto sistema di pulizia a disco flessibile assicura che il disco si mantenga pulito in un solo passaggio, senza il bisogno di ulteriori raschiatori. Un progetto del tutto innovativo del corpo del falcione, realizzato in ghisa, permette infine una spaziatura fra i coltri di 12,5 centimetri. Di serie è la ruota pressatrice montata posteriormente, che permette un ottimo adattamento al suolo, tenendo sotto controllo la profondità e creando un contatto ottimale tra seme e terreno.
Seconda attrezzatura vista all’opera è stata la combinata erpice F30 con serbatoio frontale DF2 e falcione CX-II. L’erpice pieghevole F30 è costruito su una struttura robusta e innovativa in grado di offrire efficienti prestazioni a un peso minore. Con il risultato che agricoltori e contoterzisti possono combinare i benefici di un’unica preparazione del terreno insieme a requisiti di alimentazione minima e riduzione dei consumi di carburante. Prestazioni di lavorazione ottimali e un basso consumo energetico si ottengono con distanze più strette tra i denti (25 cm). Inoltre la struttura dei denti elicoidale, in combinazione con 95 mm di spazio libero, consente un perfetto livellamento e preparazione del terreno.
Ultima combinazione a Pto è stata quella tra l’erpice a denti Access + e la seminatrice mc-drill. L’erpice può essere equipaggiato sia di 2 o 3 file di denti di tipo diritto 45 x 10 mm, distanziati fra loro di 150 mm. Nelle versioni a 3 file la distanza tra la prima e seconda fila, nonché la luce da terra di 420 mm, assicurano un fluido passaggio del terreno lavorato, anche in presenza di molti residui colturali. Questa nuova versione dell’Access presenta inoltre la barra livellante idraulica Clod Bar, con due file di denti. Nella nuova versione dell’mc-drill Pro, invece, la capacità della tramoggia varierà dai 600 (nella versione da 3 m) agli 820 litri (nella versione 4 m), con una possibile estensione di 500 litri. Uno dei vantaggi più importanti per l’operatore rimane il controllo costante della profondità dei falcioni di semina (i classici CX), grazie al collegamento diretto fra la barra e il rullo montato con un attacco a parallelogramma.

Non Pto

Passando alle applicazioni non Pto, la prima attrezzatura presentata è stato il coltivatore CLC Pro Cut, dotato di una combinazione semplice e compatta di accessori posteriori che lo rendono adatto ai trattori con potenze di 300 cv. La larghezza di lavoro è compresa fra i 3 e i 3,5 m nella versione rigida, mentre è di 4,00-4,50 m nella versione pieghevole. Presenta due file di denti, distanziati fra loro di 380 mm (340 mm nella versione fold). La luce da terra di 870 mm, combinata a quest’ultima caratteristica dei denti, consente al terreno di fluire agevolmente dopo lo sminuzzamento, onde evitare possibili intasamenti. Ma la novità assoluta di questo modello è la dischiera di taglio frontale Fcd, a regolazione continua e idraulica, che presenta dei dischi dentellati davanti alla prima fila di denti ed è l’ideale in presenza di residui di mais, in quanto consente di tagliare i residui prima del passaggio dei denti, evitando ingolfamenti e riducendo la dimensione delle zolle.
Sempre come applicazione non Pto è stato presentato l’erpice a dischi trainato Qualidisc T, disponibile in larghezze di lavoro fra i 3 e i 7 m. Gli erpici Qualidisc assicurano un’ottima capacità di incorporare i residui colturali, sminuzzandoli e miscelandoli efficacemente. I dischi (conici e non concavi) danno alla macchina una forte capacità di penetrazione e l’ampiezza del loro diametro (573 mm) assicura una miscelazione senza rischio di ostruzioni. Il Qualidisc T, infine, è dotato di regolazione dell’overlap tra le due file di dischi per garantire un taglio preciso su tutta la larghezza di lavoro e assicura un trasporto sicuro con i suoi 2,75 m di larghezza di trasporto e le sospensioni idrauliche.
Altro modello Qualidisc presentato è stato il Farmer, modello portato da 3 m a 6 m, per aziende di piccole e medie dimensioni. Si tratta di un erpice a dischi compatto che può arrivare a profondità fino a 8 cm, in combinazione con il nuovo rullo Actiflex. È una macchina più leggera del 15% rispetto al modello precedente, più facile da sollevare, ideale per ridurre la compattazione del terreno e quindi più economica. Può essere infatti accoppiato con trattori da 90 fino a 180 hp.

Seminatrici

Passando alle seminatrici, la prima novità è stata la Accord DG-II da grano. L’integrazione di diversi strumenti in una seminatrice dalle elevate performance, con una larghezza di lavoro da 12 m, offre soprattutto maggiore produttività. Con la DG-II, infatti, è possibile per la prima volta combinare una seminatrice con un attrezzo per la lavorazione terreno, come la barra Clod board o con una sezione di denti, e, se necessario, con entrambi gli strumenti. La seminatrice DG-II si distingue inoltre per la sua compatibilità 100% Isobus. Oltre ai sistemi standard GeoControl e alla regolazione del rateo variabile, presenta un sistema per il controllo totale delle funzioni idrauliche sia a fondo campo che durante il lavoro, regolando anche la pressione dei falcioni, la velocità della turbina, il tracciafile e la sequenza di ripiegamento.
Seconda seminatrice è stata la trainata u-drill 6000, una seminatrice universale da 6 m di larghezza di lavoro che nell’autunno 2015 sarà proposta anche nella versione rigida da 3 m e pieghevole da 4 m. L’ u-drill è una seminatrice che combina l’unità di preparazione del letto di semina, il livellamento, il riconsolidamento, la semina e pressione in un unico passaggio. È stata data particolare attenzione alla velocità di lavoro (10-18 km/h), mantenendo allo stesso tempo il corretto posizionamento del seme. Nella grande tramoggia da 4.350 litri, il seme viene pesato tramite due celle e il distributore elettrico è solo una delle calibrazioni possibili.
Le ultime due presentate sono state due nuove versioni di seminatrici di precisione Optima HD: la TF Profi trainata e la V portata, entrambe con distribuzione e-drive. La prima è un modello polivalente a 8 file, con timone telescopico e serbatoio per il concime integrato. Ideale sia per la semina convenzionale che su residui colturali, è dotata del dispositivo Channel +, con cui è possibile ottenere la massima precisione nella distribuzione dei semi più piccoli (barbabietola, rapa e mais) anche a velocità elevate (12 km/h). La versione V, invece, è una seminatrice con telaio telescopico variabile idraulicamente, cioè che permette di cambiare velocemente larghezze delle file da un minimo di 45 a un massimo di 80 cm. Kverneland ha ampliato la gamma introducendo anche il modello a 8 file, indicato per medie-grandi aziende e/o contoterzisti.
Chiudiamo con la lavorazione a strisce. Kverneland è forse stata l’ultima a uscire sul mercato con un modello di strip tiller, ma è soddisfatta del risultato. Il Kultistrip, grazie alla speciale disposizione delle differenti zone di lavoro, assicura la formazione di un solco definito, libero da ogni residuo in un solo passaggio. Combinando Kverneland Kultistrip con, per esempio, una tramoggia frontale, la distribuzione di fertilizzanti come il fosforo o l’azoto può avvenire direttamente sotto le radici della pianta. Inoltre è possibile iniettare liquami con un breve tempo di cambio fra un’operazione e l’altra. Il nuovo Kultistrip Kverneland è costruito sulla base di un telaio robusto su cui è montata ogni singola fila dello strip-till. Ciò permette di variare la larghezza delle file da 45 a 80 cm. Kverneland offrirà per la stagione 2014 telai rigidi e telescopici oltre le 6 file, cui seguiranno telai pieghevoli.

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