Interventi anti-escoriosi

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Per difendere i vigneti colpiti dall’escoriosi occorre integrare interventi agronomici e applicazioni fitoiatriche da effettuare prima del germogliamento e poi all’inizio della ripresa vegetativa. In merito ai primi occorre evitare la trinciatura dei sarmenti, meglio asportare e bruciare i tralci colpiti,  effettuare una equilibrata concimazione azotata, scegliere una forma di allevamento senza getti troppo vicini al suolo, evitare di impiantare il vigneto in luoghi dove ristagna l’umidità, impiegare materiale di propagazione sano. I trattamenti si possono distinguere in “interventi eradicanti”, da realizzarsi durante la fase del riposo vegetativo allo scopo di combattere l’inoculo svernante della malattia, e in “interventi preventivi”, all’inizio della ripresa vegetativa. In concomitanza con la fase fenologica della gemma cotonosa (stadio 05 della scala BBCH) è consigliabile effettuare una prima applicazione mediante l’uso di un preparato a base di olio minerale paraffinico formulato con coadiuvanti specifici e contenente zolfo. Tale prodotto, pur essendo essenzialmente un insetticida-acaricida che agisce per contatto contro le forme svernanti di numerosi parassiti (eriofidi, acari tetranichidi, cocciniglie ed altri insetti fitofagi), è dotato anche di una buona efficacia nei confronti dei picnidi di Phomopsis viticola. Detto preparato esercita inoltre un’azione devitalizzante nei confronti dei cleistoteci di Erisiphe necator, l’agente causale dell’oidio. Questo primo intervento, pur riducendo in modo significativo l’inoculo svernante di P. viticola, deve essere completato con un paio di applicazioni primaverili, posizionando la prima in concomitanza della fase fenologica delle tre foglie con il lembo completamente disteso (stadio 13 della scala BBCH) e la seconda dopo 6-7 giorni, impiegando fungicidi di copertura a base di mancozeb, propineb o zolfo. Visualizza l’articolo completo di tabella e box informativo