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INTERBIO. Un progetto operativo a sostegno della promozione
STRATEGIE. Il piano di supporto, coordinato dallo Iamb di Bari, è stato finanziato dal Mipaaf
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Sei un eccellente produttore di vino biologico e vuoi saperne di più del Giappone, dove hai intenzione di vendere il tuo prodotto? Sei un funzionario regionale e desideri approfondire le politiche dello sviluppo rurale in relazione al bio? Sei un tecnico e cerchi indicazioni sull’armonizzazione delle norme internazionali per quanto riguarda la certificazione? O dettagli sull’utilizzo del rame, il cui utilizzo in agricoltura si vuole ridurre? Oppure, come operatore, cerchi indicazioni sulle fiere internazionali più utili per presentare i tuoi prodotti?
Questo, e molto altro, è InterBio - Promozione della domanda interna ed internazionale, progetto operativo ormai da un anno (chiuderà alla fine del 2010), coordinato dallo Iamb (Istituto agronomico Mediterraneo di Bari), e finanziato dal Mipaaf (obiettivo strategico n. 1 del “Piano d’Azione Nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici”).
InterBio ha come obiettivo primario quello di promuovere l’agricoltura biologica italiana e i suoi valori sia a livello nazionale che internazionale, e lo sta facendo con una variegata “messe” di strumenti e iniziative, che fanno capo a tre obiettivi definiti strategici:
– favorire la penetrazione commerciale delle produzioni biologiche sui mercati internazionali, indirizzando e valorizzando l’azione promozionale delle istituzioni pubbliche e degli operatori privati anche attraverso il rafforzamento del loro sistema di relazioni;
– rafforzare le reti di relazioni a livello nazionale e internazionale, in particolare negli ambiti della cooperazione commerciale, della cooperazione allo sviluppo, della ricerca edella formazione, con un’attenzione particolare all’area delMediterraneo;
– favorire le conoscenze da parte di funzionari delle istituzioni e tecnici del settore sugli aspetti tecnici, politici e normativi relativi a import ed export dei prodotti bio con i Paesi terzi, agli sviluppi dei nuovi regolamenti Ue, ai Programmi di sviluppo rurale e alla riforma della Pac a supporto del biologico, alle attività di controllo e vigilanza.
AZIONI MIRATE
Per onorare il primo obiettivo, InterBio ha messo in cantiere azioni mirate innanzitutto a migliorare le conoscenze dei mercati, cercando contemporaneamente di rafforzare il sistema di relazioni a tutti i livelli (Mipaaf, Istituto commercio estero, Regioni, Ismea, associazioni), al fine di favorire una migliore azione sinergica delle attività di promozione internazionale delle produzioni biologiche. È in via di creazione una banca dati sulle fiere internazionali, e si sta lavorando a uno studio relativo all’andamento di consumi e prezzi sul mercato nazionale ed alle prospettive commerciali per i prodotti bio sui mercati esteri. Completano il quadro una newsletter (in inglese) dedicata agli operatori esteri che desiderano conoscere quali eventi importanti legati ai prodotti bio si svolgono nel nostro Paese ma, soprattutto, una serie cospicua di informazioni volte a fornire ai produttori un utile strumento di conoscenza dei mercati esteri: a partire dalle accurate “schede Paese”, cinque delle quali (relative a Germania, Giappone, Stati Uniti, Svezia e Brasile) molto approfondite. Qui l’operatore trova tante risposte ai quesiti più classici: dai dati di mercato alla certificazione, dagli aspetti normativi ai canali distributivi, dai punti di vendita alle strategie da adottare, dagli ostacoli alle possibili facilitazioni.
LE RETI DEL BIO
Va ammesso che non è invece impresa facile lavorare per il rafforzamento delle esistenti reti nazionali del bio (altro obiettivo del progetto), sia pure in un contesto internazionale. Purtroppo, nonostante gli sforzi profusi negli ultimi anni, il panorama associazionistico italiano resta ancora troppo frammentato per riuscire a rappresentare realmente ed unitariamente gli interessi dei nostri operatori nelle realtà oltre confine: e qui ci riferiamo soprattutto al punto di riferimento per eccellenza del bio, l’Ifoam (International federation of organic farming movements), in particolare il gruppo Ifoam-Ue, la cui influenza si fa sentire nelle sedi europee che contano, e con cui il progetto collabora per diverse iniziative. In ogni caso, anche attraverso un altro collaboratore del progetto, FederBio, e al supporto, in particolare per alcune attività tecniche, di Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica), l’attività si è rivolta a migliorare la presenza italiana a Bruxelles, con una partecipazione attiva agli eventi legati alla revisione della Pac, alla elaborazione delle priorità politiche, alla stesura di documenti. Attività che ha avuto utili riflessi anche nell’organizzazione di eventi cui accenniamo successivamente. Molto importante in tale ambito anche l’attenzione posta dal progetto all’area del Mediterraneo: in questa direzione si è lavorato e si sta tuttora lavorando con la rete Moan (Mediterranean organic agriculture network), l’unica realtà organizzata, coordinata dallo Iamb, che raggruppa tutti i referenti istituzionali (uffici del biologico) dei Paesi mediterranei e balcanici. In un seminario ad hoc si è fatto il punto sullo stato dell’arte e le necessità della ricerca per l’agricoltura biologica mediterranea, e si sta preparando un rapporto specifico sull’argomento. Per avere poi un ulteriore strumento utile a fornire informazioni alle reti esistenti, il progetto si è dotato di una serie di newsletter, sia monografiche, sia con specifici capitoli di aggiornamento: “Bioregolamenti”, “Bioeventi”, “Bioricerca”, assieme ad una sezione dedicata alle “Notizie da Bruxelles”.
I SEMINARI
Sempre ponendosi come costante riferimento il Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica, InterBio – ed eccoci al terzo obiettivo – ha voluto e vuole facilitare, facendole circolare, le conoscenze e le informazioni relative agli aspetti tecnici, politici e normativi (anche internazionali) dei portatori di interesse del settore, in particolare istituzionali e tecnici. Per una migliore interazione tra gli addetti ai lavori, in collaborazione con FederBio e Ifoam Ue, si è dato allora il via alla realizzazione di tre importanti seminari, un po’ il “cuore” del progetto, e ad un evento particolare, una iniziativa dedicata alle frodi in agricoltura biologica.
Il primo seminario, “La certificazione dei prodotti biologici nel mercato globale: l’efficacia del sistema di controllo per garantire un corretto funzionamento dei mercati”, realizzato in collaborazione con FederBio, si è svolto nel mese di marzo a Bologna. Lo spunto è partito in particolare da due fattori: dall’accresciuta esigenza, tra i consumatori negli ultimi decenni, di avere ragionevoli garanzie di qualità, sicurezza o conformità ai requisiti dei beni e servizi acquistati; e dal fatto che l’Italia sia uno dei principali Paesi produttori ed esportatori di prodotti biologici a livello mondiale, intensamente “operativa” dunque, nell’ambito dei sistemi di accreditamento esistenti, con il proprio sistema di certificazione, mentre gli stessi produttori e fornitori di beni e servizi sono diventati sempre più consapevoli di dover fornire garanzie certe ad un mercato sempre più globalizzato.
Il seminario ha così voluto essere, dinanzi all’evoluzione delle normative e alla costante crescita del mercato a dimensione globale, un importante momento di confronto fra gli attori del sistema di certificazione italiano e i soggetti e le istituzioni protagonisti dei principali sistemi di accreditamento presenti nel mondo. Tre sono stati i temi posti ed affrontati in sessioni diverse: “Il sistema di controllo e certificazione dei prodotti biologici nel mercato globale: problematiche di armonizzazione delle norme internazionali”; “L’affidabilità ed efficacia del sistema di controllo e certificazione delle produzioni biologiche nazionali: analisi e valutazioni dal punto di vista dei produttori, degli operatori di mercato, dei consumatori, degli organismi di controllo, delle Regioni, dell’Ispettorato per il controllo della qualità del Mipaaf e della ricerca scientifica”; e “Le prospettive della certificazione nel mercato globale”.
Per riuscire a raccogliere tutti i punti di vista e le problematiche relative al tema in oggetto, il seminario è stato affiancato da un forum, aperto qualche mese prima sul sito di InterBio e da un tavolo di discussione su “Certificazione ed accreditamento internazionale: quale il futuro per il commercio dei prodotti biologici”, cui hanno partecipato numerosi esperti internazionali e delle istituzioni italiane.
Durante il seminario sono emerse non poche problematiche (per le quali rimandiamo al sito), ma senza dubbio l’evento è stato molto utile per fare il punto e migliorare la conoscenza dei sistemi attuali, individuando azioni utili a rendere più agile l’integrazione e la collaborazione fra i sistemi e gli attori coinvolti, favorendo così anche la circolazione dei prodotti biologici italiani nel mercato globale.
In questo periodo si stanno vagliando i risultati di Bologna, che sono tenuti in considerazione per la stesura di un documento progettuale, le Linee guida per il Piano d’azione per il miglioramento e la riorganizzazione del sistema di controllo e certificazione delle produzioni biologiche alla luce del mercato globale.
La seconda iniziativa ha invece avuto luogo in maggio a Roma: un seminario, sempre a livello internazionale, su “L’agricoltura biologica nelle politiche di sviluppo rurale comunitarie tra presente e futuro - Esperienze della programmazione 2007-2013 e prospettive di riforma della Pac”. L’evento, organizzato in collaborazione con Ifoam-Eu, si è proposto in particolare due obiettivi: di facilitare lo scambio di conoscenze ed esperienze permigliorare l’applicazione delle misure a favore dell’agricoltura biologica nell’ambito della programmazione per lo sviluppo rurale 2007-2013; e di presentare e discutere il ruolo dell’agricoltura biologica e delle prospettive di evoluzione delle politiche a sostegno del settore nell’ambito della prossima riforma della Pac. Alle giornate di lavoro è stato fondamentale il contributo dei funzionari regionali e delle associazioni dei produttori biologici, assieme ad alcuni interventi di esperti italiani e stranieri. In particolare erano presente l’Ismea e l’Inea - Rete rurale nazionale, la direzione della Competitività per lo sviluppo rurale del Mipaaf (assieme ovviamente all’ufficio Agricoltura biologica). Anche per questo evento, tutti i documenti sono pubblicati nell’ “Area download” del sito.
ANALISI DELLE CRITICITÀ
A Roma, infine, il 21-22 giugno, si è tenuto il terzo, grande evento inquadrato nel progetto coordinato dallo Iamb, anche questo attuato in collaborazione con Ifoam-Eu: il 4° European Organic Congress, sulla valutazione del primo anno di applicazione del regolamento europeo 834/2007, per cercare di comprenderne, grazie ad un’accurata analisi di esperti, i punti più critici, e le possibilità di future, eventuali modifiche e miglioramenti, esaminando anche nuove aree da includere nel regolamento.
L’evento invece legato a fare il punto sulle possibili frodi nel settore del biologico ha avuto luogo nel settembre scorso. InterBio ha supportato la terza Anti Fraud Initiative organizzata a livello europeo, che ha visto fare il punto della situazione su attività di contrasto, responsabili tecnici della Commissione europea, rappresentanti del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (incluso l’Icqrf), nonché le Regioni, gli organismi di controllo nazionali ed esteri, le principali organizzazioni del settore. L’incontro ha tra l’altro fatto seguito alle visite in Italia, sempre ospitate dal progetto, di alcuni rappresentanti istituzionali di Paesi Ue, che hanno potuto osservare l’efficace sistema di controlli attivo nel biologico italiano.
Per informazioni sul progetto vedere il sito web di InterBio (www.interbio.it), creato con lo scopo di diffondere i risultati delle attività e di favorire il dialogo fra tutti gli attori delle diverse reti.
Luigi Guarrera
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