Insalate, domanda ancora in calo

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Flettono anche superfici e produzioni. Un 2014 più difficile al Nord che al Centro-Sud

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La situazione del comparto delle insalate rappresenta per molte ragioni una sintesi di quella delle produzioni alimentari e, ancor più nello specifico, di quelle di origine vegetale. L’insieme delle insalate mostra una tendenza alla flessione delle superfici e, in parallelo, della produzione. Un andamento che è condiviso dalla gran parte delle produzioni orticole e che può essere ascritto ad un insieme di fattori. Alcuni di essi sono comuni ai consumi in genere, inclusi anche quelli alimentari, altri sono più specifici. Alla prima categoria va innanzitutto assegnato il calo generalizzato della domanda di ogni genere di prodotti determinato dal persistere delle conseguenze della crisi e della minore propensione alla spesa delle famiglie che ha colpito in maniera importante i consumi alimentari. Ad esso si è accompagnato un calo dei prezzi agricoli e dei prodotti alimentari che in misura maggiore o minore ha riguardato tutte le produzioni. Fra i fattori più specifici va inserita la relativa minore redditività delle colture orticole rispetto ad altre che presentano costi colturali inferiori e una migliore tenuta dei prezzi.  Negli anni scorsi si è sommato un andamento climatico poco favorevole in tarda primavera-inizio estate che anche quest’anno ha prodotto qualche problema per la brusca alternanza termica di alcune fasi. In senso positivo, tuttavia, si nota che la ripresina dei consumi prevista per l’autunno/inverno 2014 si è verificata e sembra proseguire anche nella prima metà di quest’anno, assieme alla conferma di alcune tendenze della domanda di insalate legata all’innovazione. La dinamica della superficie ha un andamento discontinuo che negli ultimi 10 anni è abbastanza evidente. Più che ai soli fatti contingenti è da attribuire ad un trend di lungo periodo nei confronti del quale c’è l’impegno a trovare contromisure, a partire dalla differenziazione dell’offerta. Dopo la risalita delle superfici nel 2013, giunta quasi inaspettata riportando il totale al secondo posto dell’ultimo quinquennio, nel 2014 la superficie complessiva si è nuovamente contratta scendendo a un minimo di circa 37mila ha, con andamenti differenziati fra i diversi gruppi di insalate. Attendiamo i dati definitivi per comprendere meglio l’evoluzione avvenuta. I dati di produzione danno un’immagine diversa e, soprattutto, riducono gli effetti delle fluttuazioni delle superfici. Il calo non è coerente con quello della produzione e con le notizie che sono giunte dalle principali aree produttive, anche se il quadro generale è di fatto confermato. L’evoluzione dei tre gruppi di insalate vede la tenuta dei radicchi che hanno ormai raggiunto l’indivia, mentre la lattuga mantiene il primato in termini sia di superficie sia di produzione. Su queste dinamiche esercita un ruolo crescente l’innovazione sia dell’offerta sia delle modalità di commercializzazione…. Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 26/2015  L’Edicola di Terra e Vita