Imu, agricoltori esenti (non tutti)

FISCO
TV_13_48_casa_soldi

Dopo vari dubbi e rinvii, il decreto relativo alla seconda rata dell’Imu 2013 sugli immobili per i quali era già stata soppressa la prima rata, è stato finalmente varato dal governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 novembre.

Non mancano le sorprese, anche per il settore agricolo. I due aspetti più eclatanti sono i seguenti:

1) la seconda rata Imu non è stata abrogata per i terreni agricoli posseduti e condotti da soggetti che non sono iscritti agli elenchi previdenziali Inps con la qualifica di coltivatori diretti o di imprenditori agricoli professionali;

2) per prime case e terreni agricoli, anche se è stata abrogata la seconda rata dell’Imu, nel caso in cui il comune abbia deliberato l’aumento delle aliquote dell’imposta rispetto a quelle “base”, entro il 16/1/14 si dovrà versare al Comune un importo determinato secondo le indicazioni del decreto (cosiddetta “mini-Imu”).

Ovviamente non mancano le proteste: delle parti sociali, dei centri di assistenza fiscale, dei partiti stessi che sostengono il governo.

E quest’ultimo ha già fatto sapere che è al lavoro per migliorare il decreto e rimediare alla “mini-Imu di gennaio” cosicché, al momento in cui scriviamo, sono in campo due ipotesi: una secondo cui, per problemi di bilancio, il versamento di gennaio non si potrà evitare, ma potrebbe essere successivamente rimborsato; l’altra che prevede un aumento dell’acconto Iva del 27 dicembre per eliminare il versamento del 16 gennaio.

Non si può quindi escludere che il decreto possa subire modifiche in parlamento durante la conversione in legge.

Ma andiamo con ordine, e vediamo dunque il contenuto del decreto (Dl. 30 novembre 2013, n. 133, in vigore dal giorno stesso della pubblicazione).

Terreni agricoli

La prima rata dell’Imu 2013 dovuta sui terreni agricoli soggetti all’imposta era stata abrogata senza distinzioni per tutti i proprietari, e cioè a prescindere dal possesso di qualifiche soggettive.

Il decreto in esame, invece, stabilisce che la seconda rata Imu non è dovuta per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, solo se posseduti e condotti da coltivatori diretti (Cd) e da imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti negli elenchi previdenziali dell’Inps.

Da ricordare che ai fini dell’Imu sono considerati agricoli i terreni fabbricabili posseduti e condotti dai Cd e dagli Iap, iscritti nella previdenza agricola, sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali: in tal caso, quindi, la seconda rata Imu non è dovuta.

Le persone fisiche, Cd e Iap iscritti nella previdenza agricola, se hanno costituito una società di persone alla quale hanno concesso in affitto o in comodato il terreno di cui mantengono il possesso ma che, in qualità di soci, continuano a coltivare direttamente, non devono versare la seconda rata Imu.

Non va versata la seconda rata Imu sui terreni agricoli condotti da società agricole, sia di persone che di capitali, che abbiano la qualifica di Iap.

Così come va ricordato che i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della L. n. 984/77, sono esenti dall’Imu sin dall’origine.

Fuori dai casi sopra descritti, la seconda rata Imu sui terreni agricoli, riferita quindi al secondo semestre 2013, dovrà essere corrisposta entro il prossimo 16 dicembre.

Fabbricati rurali strumentali

La seconda rata Imu dovuta sui fabbricati rurali strumentali, al pari della prima rata, viene soppressa, a prescindere dal possesso, da parte del proprietario, di qualifiche particolari (fabbricati rurali a uso strumentale a norma dell’art. 9, co. 3-bis, del Dl. n. 557/93).

Da ricordare, in ogni caso, che sono esenti dall’Imu i fabbricati rurali a uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei comuni predisposto dall’Istat (art. 9 del Dlgs. n. 23/2011).

Casa di abitazione principale

Dopo la soppressione della prima rata, viene soppressa anche la seconda rata Imu per l’abitazione principale e relative pertinenze (esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e cioè per le case di lusso).

Della soppressione beneficiano anche i fabbricati rurali a uso di abitazione principale da parte del proprietario e del suo nucleo familiare.

A gennaio, forse mini-Imu

Per tutti gli immobili per i quali è stata soppressa la seconda rata Imu, il decreto in esame ha stabilito che qualora il comune abbia stabilito aliquote più elevate rispetto a quelle base (quindi: per i terreni agricoli e per i fabbricati rurali abitativi che non sono abitazione principale, più dello 0,76%; per la casa di abitazione principale, più dello 0,4%; non poteva invece essere aumentata l’aliquota base per i fabbricati rurali strumentali), i contribuenti devono versare la differenza, in misura pari al 40%, entro il prossimo 16 gennaio (nei calcoli si deve tener conto anche delle detrazioni spettanti).

Allegati

Imu, agricoltori esenti (non tutti)

Pubblica un commento