Il Psr Calabria punta su giovani, filiere e biologico

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Il punto del dirigente generale del Dipartimento agricoltura e risorse agroalimentari Carmelo Salvino sui pilastri di un Psr che spinge fortemente sulla competitività

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Con la programmazione 2014/2020 dei fondi comunitari in agricoltura, la Regione Calabria intende creare sviluppo e dare nuovo protagonismo al comparto agroalimentare. Un comparto che già sta dando importanti soddisfazioni, in quanto fa da traino all’intera economia calabrese.

Secondo i dati forniti dal Rapporto Obi (Osservatorio Regionale Banche Imprese di economia e finanza), che ha presentato le previsioni per il triennio 2017-2020 sul valore aggiunto, è proprio l’agricoltura a stimolare la ripresa economica della regione, passando da un valore d’incidenza sull’occupazione, nel 2007, del 17,7% sul totale degli occupati, al 20,3% del 2015.

Il valore aggiunto, nello stesso lasso di tempo, è passato invece dal 4,4% al 6,2%. L’Obi ha indicato che la strada per facilitare la ripresa economica del Mezzogiorno e della Calabria è quella di puntare su turismo, agricoltura e cultura. Strategia condivisa dall’amministrazione regionale. Secondo il Rapporto Svimez 2016, inoltre, la Calabria nel 2015, ha registrato un’ottima performance nella crescita del Pil proprio per quanto riguarda l’agricoltura, con un aumento dell’1.1%.

I dati incoraggianti, però, non finiscono qui: l’Osservatorio Mef del ministero dell’Economia sulle partite Iva, ha evidenziato il boom della Calabria per quanto riguarda l’apertura delle partite Iva nel settore agricolo, con un balzo del 15,7%, grazie proprio alla spinta data dal Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020.

La priorità assoluta per la regione Calabria rimane l’incremento occupazionale, in particolare quello giovanile. «Ecco perché – evidenzia Carmelo Salvino, dirigente generale del Dipartimento agricoltura e risorse agroalimentari – si è deciso di investire ben 74 milioni di euro sul Pacchetto Giovani, bando che ha registrato un’eccezionale risposta, con circa 2.200 domande di aiuto ricevute.
Il potenziamento e la valorizzazione delle filiere produttive tipiche è un altro caposaldo di questo dipartimento, che aspira allo sviluppo qualitativo delle eccellenze calabre, indissolubilmente legate ai territori di origine, alla loro storia e cultura, e alla loro affermazione sui mercati nazionali ed esteri, anche attraverso la progettazione integrata di filiera, per la quale sono stati stanziati 45 milioni di euro.
Le filiere sulle quali si punta maggiormente – sottolinea Salvino – sono quella dell’olio che ha da poco ottenuto il riconoscimento Igp, del vino, degli agrumi e della zootecnia, ma è forte anche l’interesse verso filiere minori ad alta potenzialità, come apicoltura, cipolla rossa, cedro, bergamotto, limoni, nocciolo».
Alla promozione dei prodotti sui mercati e tra i consumatori, il Psr Calabria ha destinato circa 25 milioni di euro, sostenendo l’adozione di regimi di certificazione dei prodotti di qualità del territorio regionale, al fine di migliorare la qualità dei prodotti agricoli e zootecnici e far conseguire maggiore valore aggiunto delle produzioni sui mercati. «Per far questo – continua Salvino – favoriamo l’associazionismo tra i produttori».
La Calabria scommette molto sull’adozione e il mantenimento di pratiche agricole biologiche, con uno stanziamento di 240 milioni di euro.
«A oggi – conclude Salvino – siamo la seconda regione in Italia per produzioni biologiche: le aziende a regime biologico sono oltre 7mila e sono in continua crescita ed è proprio su questo fattore di forza che la Regione vuole puntare in questo ciclo di programmazione. Con le risorse del Psr vogliamo coniugare competitività, tutela ambientale, qualità e salubrità degli alimenti. Puntiamo quindi a favorire la produzione di alimenti che rispondano alla domanda odierna di un mercato nazionale ed internazionale sempre più attento e consapevole del fatto che un’alimentazione sana sia determinante per una buona qualità di vita. Da qui il modello alimentare della Dieta Mediterranea, che intendiamo promuovere soprattutto fra le nuove generazioni».
Con il Psr Calabria 2014/2020, non da ultimo, si punta sullo sviluppo locale, per migliorare la qualità della vita delle popolazioni delle aree rurali, con nuove opportunità di lavoro e servizi di varia natura. Da qui un’attenzione particolare alle aree interne e al prezioso patrimonio costituito dalle montagne e dalle foreste calabresi.
«Per far compiere il salto di qualità all’agricoltura calabrese siamo partiti da una rivoluzione burocratica, che ha reso più rapide e trasparenti le procedure amministrative, al fine di facilitare l’accesso alle informazioni ed alle opportunità offerte dal Psr. Un Psr che intende fornire risposte certe e rapide ai cittadini, nel rispetto delle regole e della legalità, e la possibilità di usufruire delle risorse comunitarie in tempi ragionevoli. Molto importanti, in questo senso, i criteri di selezione automatici del programma, che garantiscono ai potenziali beneficiari, imparzialità e massima chiarezza».