Il peperone al centro dell’azienda

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Il prodotto principale di un’azienda veronese, ma non solo; 23.000 quintali di ortaggi raccolti in una stagione

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La storia dell’azienda dei fratelli Colpo parte da lontano, ovvero a quando negli anni ’70 il padre Bruno produceva fragole e meloni in serra ed allevava mucche da latte. Le serre dunque nel sangue e così come un carattere genetico si sono tramandate ai figli Cristian, Denis e Andrea.

Col tempo l’allevamento è stato abbandonato e l’attività aziendale si è sempre più specializzata nella produzione in serra.

«Qui a Vigasio in provincia di Verona – racconta Cristian Colpo – l’agricoltura è improntata alla produzione di cereali ad eccezione di 5-6 aziende orticole tra cui la nostra».

L’azienda si sviluppa su 26 ettari di terreno di cui 13 di proprietà e 13 in affitto. Le strutture delle serre fredde sono quelle multitermiche veronesi tipiche degli areali di produzione orticola della provincia di Verona e coperte con un film plastico multi Eva. Tutte le serre sono dotate di una manichetta posta sotto la pacciamatura che svolge il doppio ruolo di irrigare e di permettere la fertirrigazione.

La produzione

«Il nostro principale prodotto è il peperone. Quest’anno come produzione in serra abbiamo un programma colturale che prevede 7 ha di peperone, 3,5 ha di melanzana, 3,5 ha di melone, 2,5 ha di cetriolo affiancati da ulteriori 2,5 ha di cetriolo in secondo raccolto e per la prima volta produciamo pomodoro oblungo su 3 ettari. Al termine della stagione pensiamo ragionevolmente di arrivare a raccogliere complessivamente circa 23000 quintali di prodotto».

Tutto questo passa per un magazzino di 1600 m², attrezzato con una catena di lavorazione e delle celle frigorifere.

«Ad eccezione dei meloni – spiega Cristian – che vengono spediti in beans ad un commerciante, tutti gli altri prodotti vengono lavorati in azienda e poi avviati alla commercializzazione nell’ambito della Gdo. Noi non facciamo stoccaggio di magazzino e le celle frigorifere ci servono solo per gestire al meglio i tempi tecnici di lavorazione e spedizione. Ad esempio con il cetriolo arriviamo a punte di 100 quintali di prodotto raccolto al giorno, ma ne riusciamo a lavorare e spedire in una giornata solo il 40-50% per cui ci serve la cella frigo per stoccare l’esubero e gestire questi picchi di produzione. Consideriamo poi che mentre un peperone può arrivare ad essere stivato in cella fino a 7 giorni, per gli altri prodotti non si superano i 4-5 giorni».

Per la spedizione l’azienda si serve di vettori e si è attrezzata con opportuni terminal per il carico/scarico dei mezzi.

Una macchina complessa da far muovere considerato che mediamente sono impegnate in azienda 20 persone e che nei picchi di attività di luglio si può arrivare anche a 50-60 in gran parte stranieri, ma residenti in zona già da tempo.

Il servizio tecnico

«Per il servizio tecnico – specifica Cristian – facciamo riferimento ai tecnici Sprea e ad un agronomo che segue in specifico la nostra azienda. Ad esempio, partendo dalle analisi del terreno redige un piano di concimazione specifico per ogni coltura e per ogni fase colturale. Tutto questo è poi avviato ad una gestione informatizzata e così, partendo dalle vasche che contengono le soluzioni madre, gli elementi nutritivi arrivano alle colture in giusta dose per le necessità del momento».

Il cuore della produzione aziendale è rappresentato dal peperone con 7 ha impegnati ed una produzione stimata di circa 7000 quintali.

«Il peperone è il nostro prodotto principale – sottolinea Cristian Colpo – e fino ad alcuni anni fa lo era ancora di più: eravamo arrivati a 12 ettari nel 2012 e ci stavamo specializzando in questa coltura. Poi l’insorgere del problema del pepper mild mottle virus ci ha portati a rivedere in parte le nostre strategie colturali e ci siamo avviati verso una diversificazione di produzioni, inserendo nei nostri programmi la melanzana nel 2013 e il pomodoro nel 2015. In particolare l’introduzione in quest’annata del pomodoro ci porta sempre più verso cicli produttivi più lunghi, abbandonando le colture a ciclo breve del passato come fragola e melone che risentono dell’andamento dei prezzi di un breve periodo e che quindi sono più rischiose. Con cicli colturali più lunghi possiamo contare anche su una migliore gestione della manodopera».

Core business

Il peperone dunque come core business aziendale.

«Produciamo un peperone classico della tipologia lamuyo – specifica Cristian Colpo – nella colorazione rossa e gialla in egual misura. Nelle serre da 4,80 metri abbiamo tre file con una distanza di 1,6 metri tra le file e una distanza di 45 cm sulla fila tra una pianta e l’altra. Dopo il trapianto effettuiamo una prima scacchiatura, lasciando tre rami che crescono a spalliera così da formare una specie di siepe. Solo in un secondo momento, se serve per migliorare l’allegagione, interveniamo per togliere qualche ramo in eccesso».

Per la difesa l’azienda tiene come riferimento il Disciplinare di produzione integrata del Veneto e i disciplinari proposti dalla Gdo di riferimento con cui lavorano per la commercializzazione.

«Applichiamo strategie di difesa integrata in cui un ruolo di primo piano è giocato dal lancio di organismi utili, così da ottenere un prodotto con minori residui».

L’azienda dei F.lli Colpo è dunque attenta a migliorare costantemente la propria organizzazione nell’ottica da un lato di fornire un prodotto di qualità sempre migliore e dall’altro di gestire con oculatezza l’economicità del proprio lavoro.