«Il miglioramento genetico può rilanciare l’agricoltura»

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Secondo Giuseppe Carli, presidente di Assosementi, la genetica dispone oggi di strumenti importanti troppo spesso osteggiati dall’opinione pubblica. Serve quindi una comunicazione scientifica più efficace per spiegarne l’utilità. A Bologna l’assemblea annuale dei sementieri

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«Mai come adesso i ricercatori hanno avuto a disposizione tecnologie così innovative, tra le quali spicca l’editing col metodo Crispr-Cas9, che promettono di aprire le porte a una nuova era nella storia dell’agricoltura – ha detto Giuseppe Carli, presidente di Assosementi -. Per cogliere questa opportunità è necessario rafforzare il dialogo con i cittadini e con le istituzioni per fondare il dibattito pubblico sull’agricoltura su solide basi scientifiche, dando la massima evidenza ai risultati sperimentali verificati. Assosementi ha deciso di essere parte attiva di questo dibattito e dare il suo contributo alla diffusione di una corretta informazione ai consumatori».

L’assemblea annuale di Assosementi è stata aperta dal workshop “Innovazione in agricoltura e post-verità” al quale hanno preso parte Bartolomeo Amidei, senatore e membro delle commissioni Agricoltura e Politiche dell’Unione europea, Alessia Cogliandro, responsabile delle relazioni istituzionali di Esa – European Seed Association e Silvio Salvi, professore associato di genetica agraria dell’Università di Bologna.

«Ogni anno migliaia le varietà migliorate o iscritte nel catalogo europeo – afferma Carli -. Si tratta di varietà che rappresentano sempre un passo in avanti in termini di produttività, qualità, contenuti nutrizionali, capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, sostenibilità per la presenza di resistenze genetiche ai patogeni che riducono l’impiego di prodotti chimici di sintesi per la difesa delle coltivazioni. Abbracciare l’innovazione non potrà che rafforzare questo sistema».