Il gruppo Same conferma gli utili

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L’ad Bussolati: «Non ci interessano attrezzature e trince»

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Fatturato, margine lordo e utile netto analoghi a quelli del 2013, nonostante un anno davvero difficile per la meccanizzazione agricola in diverse aree strategiche. Same Deutz-Fahr chiude il 2014 con soddisfazione, riscontrabile nelle parole dell’amministratore delegato Lodovico Bussolati che snocciola i numeri: «Il gruppo ha registrato un fatturato di 1,21 miliardi di euro, identico a quello del 2013 e molto simile al 2012 (1,18 miliardi). Analogamente l’Ebitda, nel 2014, è stato pari a 110 milioni di euro rispetto ai 111 milioni del 2013, mentre l’Ebit è passato da 83 a 75 milioni nel 2014 (il 6,2% del fatturato), per effetto dell’incremento del valore degli ammortamenti generato dal piano straordinario di investimenti in corso. Questi ultimi sono cresciuti, passando da 67,3 milioni di euro del 2013 a 97,5 del 2014, destinati principalmente all’ampliamento e al rinnovamento della gamma prodotto e all’incremento della partecipazione nella joint venture cinese. Il risultato netto è stato pari a 40 milioni di euro rispetto ai 60 milioni del 2013, che aveva goduto dell’apporto straordinario (pari a circa 18 milioni) della plusvalenza realizzata in seguito alla vendita delle azioni di Deutz Ag».

Prospettive e strategie

Bussolati evidenzia come un simile risultato, in un contesto di calo del 10% medio registrato nei mercati europei, sia stato possibile soprattutto grazie all’introduzione di nuovi prodotti e al consolidamento delle piattaforme industriali e commerciali extra europee. Ma l’incontro con l’amministratore delegato è anche l’occasione per fare il punto su prospettive e strategie del gruppo che guarda avanti con un piano industriale iniziato nel 2010 e già delineato fino al 2020. «Non abbiamo alcuna intenzione di entrare nel mercato delle attrezzature, né tantomeno in quello delle trince semoventi. Vogliamo consolidare il nostro lavoro sui trattori e migliorare ulteriormente le performance sulle mietitrebbie. In questo segmento oggi siamo ancora marginali, ma abbiamo portato la produzione dello stabilimento croato a 450 unità e crediamo di poter crescere ancora».

Serie 9 e 11. E il nuovo Lauingen

Sul fronte prodotti Bussolati sottolinea che sono state completate e ‘stabilizzate’ le serie 6 e 7, mentre conferma l’entrata in piena produzione della serie 9 Deutz per il secondo semestre dell’anno. Mentre le superpotenze della serie 11 dovrebbero uscire fra la fine del 2016 e i primi mesi del 2017. «Proprio quando – conferma – verrà completato il nuovo stabilimento di Lauingen in Germania». È cauto sulla questione Tier IV final per gli specialistici. «Siamo convinti che sia giusto far capire a tutti come le norme non siano corrette, ma non ci sono in questo momento segnali di eventuali deroghe e temiamo che a Bruxelles non ci saranno ripensamenti. Per questo lavoriamo per essere pronti con i motori nel momento in cui la normativa andrà effettivamente in vigore». L’analisi dei mercati si sposa con le prospettive del gruppo. «Il 2015 – evidenzia Bussolati – è iniziato malino, con l’Europa (Italia compresa) ancora in frenata e il Nordamerica che continua a soffrire. Non penso ci saranno grandi cambiamenti da qui a fine anno e come gruppo contiamo di confermare i numeri del 2014. Questo grazie soprattutto ad alcuni mercati particolarmente soddisfacenti. Il risultato in Turchia è da rimarcare: abbiamo raddoppiato la quota di mercato, con un fatturato che in due anni è passato da 19 a 66 milioni di euro». Buono anche l’andamento in India e Cina dove il marchio del gruppo, Sh, è passato in un anno dal 3 al 6% del fatturato Same Deutz-Fahr. «Il mercato cinese pare in frenata in termini di unità, ma non come fatturato espresso – sottolinea Bussolati -. La fascia maggioritaria di trattori, infatti, non è più quella fra 20 e i 60 Cv, ma quella fra 80 e 120 Cv: un dato di sicuro interesse per la nostra tipologia di macchine».