Il diserbo è la pratica che fa la differenza

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Infestanti difficili e differenziate. Pochi principi attivi autorizzati. Orobanche in avanzata

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La coltivazione del pomodoro da industria, dovendo alimentare per circa due mesi le industrie di trasformazione con un regolare ritmo di conferimento, prevede una pianificazione scalare dei trapianti da fine marzo a inizio giugno. Gli impianti a semina diretta sono praticamente scomparsi, soprattutto in considerazione delle maggiori difficoltà di controllo delle infestanti in relazione alla limitatissima disponibilità di principi attivi autorizzati e selettivi. Anche in questa coltura il diserbo è infatti una pratica indispensabile per garantire non solo la massima potenzialità produttiva della coltura, ma anche per agevolare la raccolta meccanica delle bacche. In considerazione delle diversificate epoche di coltivazione si devono gestire problematiche molto variabili. Altra variabile è rappresentata dalla tipologia di terreno in cui si opera, con difficoltà notevolmente superiori nei suoli organici.

 

Le infestanti

I problemi maggiori si registrano nei trapianti anticipati di inizio primavera, dovendo far fronte ad un maggior numero di infestanti, comprese la coda delle emergenze di Polygonum aviculare e Fallopia convolvulus, Polygonum persicaria e lapathifolium, in particolar modo con andamenti stagionali anomali o quando è stato commesso qualche errore nella gestione meccanica o chimica dei letti di semina. Nella maggior parte dei casi occorre tenere in considerazione le più diffuse specie graminacee, quali Echinochloa crusgalli, Setaria spp. e Digitaria sanguinalis, quest’ultima in particolare nei terreni organici e in quelli più sciolti, senza trascurare le sempre più invasive presenze della perennante Sorghum halepense da rizoma. Per quanto concerne le specie a foglia larga l’infestante chiave è rappresentata dal botanicamente simile Solanum nigrum, da controllare obbligatoriamente con interventi preventivi di pre-trapianto, in quanto molto difficile ed onerosa risulta la sua eliminazione con la coltura in atto. Questa infestante deve diventare quindi il centro dell’attenzione soprattutto quando si opera nei terreni organici, ove la gestione di tutte le malerbe è demandata unicamente a ripetute applicazioni di post-trapianto. Non sono da sottovalutare poi le problematiche derivanti dalla presenza di Amaranthus, Chenopodium, crucifere, dalle ruderali di sostituzione Abutilon theophrasti, Ammi majus e, soprattutto nelle zone caratterizzate da terreno sabbioso, anche da Datura stramonium e dalle più tardive emergenze di Portulaca oleracea, quest’ultima diffusa anche nei suoli organici. In costante aumento e di non facile soluzione le infestazioni di Cyperus, registrando inoltre sempre più forti preoccupazioni a seguito dell’espansione delle presenze di Orobanche, infestante parassita molto pericolosa.

 

Erbicidi ad azione residuale

Concentrandosi sulle quasi totalitarie coltivazioni trapiantate, con la consapevolezza di dover incentrare l’attenzione su Solanum nigrum, nella definizione delle più o meno complesse miscele da applicare prima del trapianto, anche a tre a quattro vie, occorre prendere in considerazione almeno uno dei due principi attivi specificatamente efficaci sull’infestante solanacea, quali pendimetalin (Stomp Aqua, Most Micro, ecc.)

 

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