Il controllo funzionale delle irroratrici

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La norma UNI EN ISO 16122 parte 4 definisce le modalità e i parametri di funzionalità per le irroratrici. Il clamoroso ritardo dell’Italia

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La Direttiva Ue 128/2009 sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari prevede il controllo funzionale periodico delle attrezzature utilizzate in maniera professionale per la loro distribuzione, anche nelle colture protette. Attraverso la verifica funzionale e la regolazione delle attrezzature impiegate, si può ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari e rendere più efficaci i trattamenti. Al tempo stesso si ottengono notevoli benefici in termini di miglioramento della sicurezza di lavoro per gli operatori, di riduzione dell’impatto ambientale e di tutela della salute dei consumatori.
È compito di ogni singolo Stato membro, come previsto dal Pan (Piano di azione nazionale), far sottoporre le irroratrici a controllo funzionale almeno una volta entro novembre 2016, una seconda volta dopo cinque anni dal primo controllo e, successivamente, almeno una volta ogni tre anni, affinché possano continuare a essere utilizzate a scopo professionale.
La situazione in Italia
Ma in Italia il comparto delle irroratrici utilizzate nelle colture protette è fermo ancora, o quasi, all’“età della pietra”. Non esiste un censimento reale di esse, e delle circa 60.000 stimate meno dell’1% era stato sottoposto al controllo funzionale a fine 2015, anche perché non erano conosciute indicazioni precise su come effettuarlo. Ora però tale indicazioni sono disponibili, quindi non c’è più tempo da perdere.
Delineando la storia e lo stato del controllo funzionale delle irroratrici per colture protette in Italia, Paolo Balsari, docente di Meccanica agraria presso il Disafa (Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari) dell’Università di Torino e coordinatore del Gruppo di lavoro Spise (Standardised procedures for the inspection of sprayers in Europe), che ha l’obiettivo di uniformare a livello europeo l’attività di controllo funzionale delle macchine irroratrici, sottolinea con forza che non ci sono più alibi per prolungare l’arretratezza del comparto: esistono tutte le condizioni per una reale inversione di tendenza.
«Nell’Ue esistono circa 2,5 milioni di macchine irroratrici da sottoporre a controllo funzionale. L’Italia è il Paese con il maggior numero di tali macchine, 500-600mila, ma è uno dei pochi Paesi in cui non esiste un censimento delle irroratrici in uso. Un aiuto in tale direzione potrà venire dalle Regioni, alcune delle quali si stanno attrezzando per rilevare in maniera puntuale le irroratrici in uso, in modo da adempiere a quanto previsto dalla Direttiva 128/2009, che ha istituito un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile degli agrofarmaci. Tale direttiva è stata recepita in Italia dal Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, che ha definito, attraverso il Pan, le modalità di adempimento a essa».

 

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